Uve Bianche Da Ponte cambia abito per celebrare la purezza della natura
Non un semplice restyling ma una vera e propria ricollocazione del prodotto in termini di lusso, classe, prestigio. L’obiettivo dell’azienda trevigiana è conferire nuova personalità a uno dei suoi prodotti di punta
VERONA - Prosegue con Uve Bianche il rinnovamento che la Distilleria Andrea Da Ponte ha deciso per tutti i prodotti del suo vasto catalogo e che ha presentato all’ultima edizione di Vinitaly a Verona. Non un semplice restyling del packaging ma una vera e propria ricollocazione del prodotto in termini di lusso, classe, prestigio. Obiettivo dell’azienda è quello di conferire nuova personalità a uno dei suoi prodotti di punta, a partire dalla bottiglia: un’elegante champagnotta di vetro bianco trasparente, che vuole infondere non solo maggior valore al distillato posto sullo scaffale, ma permette soprattutto di ammirarne la purezza del colore.La stessa idea di preziosità ed eleganza è alla base della nuova etichetta. Continuità e innovazione si ritrovano nella speciale carta traslucida dai riflessi di madreperla, dove campeggia il logotipo di Uve Bianche Da Ponte in un elegante blu elettrico con ricami dorati. Un nuovo mix cromatico, blu e madreperla, che vuole dare a tutto l’insieme più luce e movimento, comunicando al contempo la leggerezza e la delicatezza che si riscontrano poi nel gusto di Uve Bianche Da Ponte.
Immancabile, anche la tradizionale fascetta Da Ponte è di colore blu, in sostituzione del vecchio e fin troppo statico nero della precedente versione. Qui lo spazio è riempito dall’inno che Francesco Fabris dedica alla purezza del suo distillato e alla natura generosa da cui deriva. Sullo sfondo la firma di Francesco Fabris, amministratore unico dell’azienda. Una dichiarazione di intenti, la certificazione di un prodotto che diventa opera d’arte grazie al sapiente lavoro e alla tradizione del Metodo Da Ponte, messa in risalto da un gioco di luci. Infatti, tramite un affascinante effetto tridimensionale, a seconda di come si guarda la bottiglia, dichiarazione e firma possono apparire vicendevolmente in primo piano.
Un rinnovamento, quindi, a partire anche dai materiali utilizzati. A testimonianza di un modo di pensare sempre rivolto alla modernità e a tutte le occasioni che la tecnica può offrire per rendere un prodotto veramente unico. Si tratta di precisi accorgimenti studiati e voluti perché ogni parte del packaging venga sfruttata al meglio. La goffratura della fascetta, per esempio, è assolutamente in linea con la capsula, anch’essa di colore blu. Un accorgimento estetico non banale, volto a dare maggior equilibrio al packaging. Per la bottiglia, invece, è stato usato un vetro estremamente leggero e maneggevole, che la fa pesare solo 600 grammi. Infine il bindello, in foglio laminato con effetti di madreperla, racconta le caratteristiche del territorio, di Conegliano-Valdobbiadene, della natura da cui nascono quelle uve bianche che fermentate hanno potuto dare vita a uno spirito cosi eccezionale.

