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È il primo spumante italiano senza solfiti e già dal nome evoca la sua natura di vino “naturale” (anche se il termine non si può usare per legge): si tratta del Franciacorta Brut Simbiotico Villa Crespia. Un’assoluta novità nel panorama italiana e come tale verrà presentato dall’azienda agricola fratelli Muratori al Vinitaly 2013 (Padiglione 7 - stand B5) come primo tassello della linea dei vini Simbiotici che al momento fa perno anche sul Campania Igt della Tenuta Oppida Aminea a Benevento.

Da sinistra: Beppe Bonseri, Francesco Iacono, Luciana Libera e Alberto Lupini
Nella foto, da sinistra: Beppe Bonseri, Francesco Iacono, Luciana Libera e Alberto Lupini.

Ma il nuovo spumante della scuderia Muratori è già stato degustato e battezzato in un evento riuscitissimo in alta quota. Al Rifugio Sunny Valley di Santa Caterina di Valfurva (So), uno dei locali più belli di tutto l’arco alpino, a 2.700 metri di quota, le nuovissime bollicine senza solfiti aggiunti sono state sboccate in anteprima, con tanto di cerimonia con la sciabola, lo scorso 3 marzo. La splendida giornata di sole, il salmone affumicato dal gestore Beppe Bonseri (nella foto, a sinistra), i suoi sciatt, i pizzoccheri e i salumi valtellinesi hanno fatto da cornice di valore al Franciacorta frutto della nuova ricerca dell’enologo Francesco Iacono (nella foto, secondo da sinistra), che ha presentato la sua ultima creatura di cui erano padrini la sommelier Luciana Libera (nella foto) e il direttore di Italia a Tavola, Alberto Lupini (nella foto, a destra).

Il Brut Simbiotico, uno dei prodotti sicuramente più interessanti dell’azienda Muratori, fa parte dei progetti da anni in corso per valorizzare un approccio il più possibile naturale e meno “invasivo” a livello di produzione dell’uva e di lavorazione in cantina. L’idea era di chiamare questi vini “naturali” per l’assenza di additivi chimici, ma le attuali normative impediscono di usare questo termine. Né l’azienda voleva restare nel campo dei biologici che ritieni non corrispondente alle sue ambizioni di puntare davvero su sistemi il più possibili ecocompatibili per i quali anche rame o solfo non rappresentano le risposte più rispettose della natura.

Su queste basi l’azienda ha deciso di usare il nome Simbiotico, lascando da parte i concetti di “naturalità” o di “eco” dato che, non essendo certificata, non li potrebbe nemmeno utilizzare. Ma accanto al termine “simbiotico” affiancherà sempre dalla dicitura senza solfiti aggiunti che può aiutare a chiarire il termine e questo modo di lavorare che porta avanti in viticoltura, enologia e che conduce al concetto di vino per il territorio.



Per Francesco Iacono, vino per il territorio significa lavorare a 360 gradi, dalla terra al cartone con il quale vengono spedite le bottiglie, e coinvolge appunto anche l’aspetto del confezionamento che a livello di impronta carbonica incide moltissimo (e questo è ad esempio il progetto ITA.CA di cui Villa Crespia insieme alla Franciacorta fa parte). Il dato qualificante è comunque oggi l’assenza di solfiti aggiunti, senza che questo abbia effetti sulla qualità dello spumante che anche a 2.700 metri risultava ottimo.

A questo risultato si arriva con una viticoltura senza chimica e che punta su una rigenerazione del le terreno grazie a microrize che lo rafforzano e permettono alla punta di essere più resistente. A ciò si aggiungono l’assenza di additivi in fase di vinificazione, l’esclusione di solforosa e l’uso di lieviti indigeni. In più c’è un approccio ecocompatibile grazie ad una cantina che funziona con energia rinnovabile. Il risultato è un vino che oltre ad essere buono, il che è fondamentale, presenta un aumento di polifenoli e del suo potere antiossidante, fino al 30% in più rispetto ad un vino convenzionale.