Vini lombardi pronti per Vinitaly. A gonfie vele l’export: +11,2%
Per i vini lombardi il 2012 si è chiuso con una crescita dell’export dell’11,2%, quasi il doppio del +6,5% registrato a livello nazionale. In totale l’export del settore vinicolo lombardo ha raggiunto 237 milioni di euro
MILANO - Durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina al 31° piano del Grattacielo Pirelli a Milano, per presentare il Padiglione Lombardia al prossimo Vinitaly, il nuovo Governatore della Lombardia, Roberto Maroni (nella foto, al centro), il neo-assessore all’Agricoltura regionale, Gianni Fava (secondo da sinistra), il presidente della Camera di commercio di Sondrio e membro del Consiglio di Unioncamere Lombardia, Emanuele Bertolini (primo a destra), e il presidente di Veronafiere, Ettore Riello (primo a sinistra), hanno animato il convegno condotto da Davide Paolini (secondo da destra), giornalista de Il Sole 24 Ore.

«Oggi siamo qui per celebrare l’eccellenza vitivinicola lombarda e vogliamo augurare a tutte le aziende che saranno presenti a Vinitaly il successo che meritano». Questo l’augurio del presidente Maroni tra le prime frasi del suo intervento, che però ha voluto completare con alcune promesse concrete: «La Lombardia ha produzioni di eccellenza e il nostro Governo vuole sostenere un comparto che produce ricchezza, appoggeremo i giovani nel periodo iniziale con crediti d’imposta, poi intendiamo utilizzare il demanio agricolo, mettendo i terreni in disuso a disposizione degli imprenditori».
L’assessore Fava, alla domanda di Davide Paolini «Cosa si può fare per valorizzare l’immagine della Lombardia vinicola?», ha richiamato le sue origini che sono quelle di una famiglia di agricoltori, in particolare della provincia di Mantova: «Sono molto determinato - ha spiegato - a lavorare perché nel prossimo futuro, parlando di vini, si pensi anche alla Lombardia, inoltre mi concentrerò sulle potenzialità di crescita che offre ancora l’export. La mission sarà convincere gli acquirenti che sarà possibile acquistare prodotti certificati made in Italy a condizioni non sfavorevoli rispetto a quelli contraffatti».
Emanuele Bertolini si è dichiarato grande sostenitore della sinergia fra produttori, presentando lo stand della Provincia di Sondrio che avrà l’insolita forma di una piazza dove gli espositori, ruotando intorno ad un nucleo centrale, potranno guardarsi l’un l’altro in faccia, conoscersi e confrontarsi. «Auspico anche che, per quanto riguarda la Lombardia si possa in futuro esportare l’intero format dell’enorme padiglione di Vinitaly e proporlo così com’è nelle fiere estere».
Molto animato l’intervento di Ettore Riello che ha chiesto alla politica una sensibilità diversa nel sostenere il sistema fieristico italiano: «Il comparto vinicolo deve essere tutelato e appoggiato perché è una grande opportunità e il sistema fieristico deve diventare una leva della politica italiana». Roberto Maroni ha manifestato grande interesse rispetto ai temi sollevati dichiarando che «se a Roma temporeggeranno, io sono già pronto per fare qualcosa».
Per chiudere un brindisi accompagnato dall’assaggio di salumi e formaggi del paniere dei prodotti di Lombardia.

L’export come ricetta anticrisi
Navigano a gonfie vele sui mercati europei e Nord americani, ma la bussola dell’export per i vini lombardi punta con decisione anche verso Giappone, Hong Kong e Messico. A confermarlo, a pochi giorni dalla 47ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma alla Fiera di Verona dal 7 al 10 aprile, sono i dati Istat. Per i vini lombardi, infatti, il 2012 si è chiuso con una crescita dell’export dell’11,2%, quasi il doppio del già lusinghiero +6,5% registrato a livello nazionale. In totale l’export del settore vinicolo lombardo ha raggiunto il valore di 237 milioni di euro. Un fattore importante che, in un momento in cui i consumi interni soffrono, ha garantito ai vini lombardi una notevole crescita sui mercati esteri.
Secondo l’elaborazione di Unioncamere Lombardia su dati Istat, i primi cinque mercati di destinazione per i vini lombardi sono quello degli Stati Uniti (75,6 milioni di euro di valore export), Svizzera (30,3 milioni di euro), Germania (30,1 milioni di euro), Canada (16,1 milioni di euro) e Giappone (12,7 milioni di euro). Tra questi, quello che ha registrato l’incremento maggiore nel 2012 è il mercato del Sol levante (+54,8%), davanti a quello svizzero (+16,7%), statunitense (+16,4%), tedesco (+15,8%) e canadese (+4,6%). Ma l’export di vini lombardi è cresciuto molto anche a Hong Kong (+23%), in Messico (+17,3%) e in Norvegia (+11%). In lieve flessione, ma sempre significativo nei volumi, il mercato cinese, che con un valore di 5,4 milioni di euro resta l’ottavo in ordine di grandezza per i produttori vitivinicoli della Lombardia.
Un padiglione da record
Uno spazio di 8.500 metri quadrati, 4.400 dei quali allestiti, la collettiva lombarda rappresenta la prima per numero di espositori (203 le aziende vitivinicole presenti, per oltre mille vini in degustazione) e la seconda in termini di superficie. Inoltre, il Padiglione Lombardia, che nel 2012 ha registrato oltre 50 mila visitatori su un totale di 140 mila che hanno frequentato la rassegna, è il più strutturato in termini di servizi, tanto da essere considerato a buona ragione il “salotto” della manifestazione.
Lombardia, terra di vino
Dal Lugana, primo vino lombardo a ottenere il riconoscimento di Doc nel 1967, alla Doc Valtènesi datata 2011 - che nel suo primo anno di vita ha già registrato un più 24% di superficie vitata - sono 42 le denominazioni vanto della nostra regione: 5 Docg, 22 Doc, 15 Igt. Una ricchezza di offerta, in termini di tipologie e qualità, che è specchio della varietà di ambienti, di clima e terroir che caratterizzano la Lombardia: montagna, collina e grandi laghi. Non sorprende, quindi, che accanto all’Oltrepò Pavese, terza area viticola a livello nazionale per estensione, e alla Valtellina, la più grande area vinicola terrazzata di montagna in Italia, trovino spazio nella nostra regione nicchie quali quella del Moscato di Scanzo, la più piccola Docg italiana, e del Botticino, una delle più piccole Doc nel panorama nazionale. Né che, pur producendo poco meno del 3% del vino a livello nazionale, la Lombardia contribuisca per l’8% alle denominazioni di qualità, che in Italia tra Docg, Docg e Igt sono complessivamente 521.

Ma il Padiglione Lombardia, che ha fatto ancora una volta registrare il tutto esaurito, punta soprattutto a valorizzare la vocazione vitivinicola della regione. Questo, infatti, è l’obiettivo con cui due istituzioni come Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia hanno unito le proprie forze a servizio della rete dei Consorzi di Tutela e delle aziende vitivinicole lombarde. Una collaborazione ormai consolidata, che poggia saldamente su un accordo di programma sottoscritto nel 2006 con lo scopo di promuovere il sistema delle imprese lombarde, renderlo più competitivo e sempre più proiettato verso i mercati internazionali.
Consorzi, custodi della qualità
A vigilare sulla qualità dei vini lombardi e a interpretare, insieme alle istituzioni, anche un ruolo di promozione, sono gli 11 Consorzi di tutela che prenderanno parte al Padiglione Lombardia: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani (per Colli Morenici Mantovani e Lambrusco Mantovano), Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi ed Ente Vini Bresciani (per Montenetto, Botticino, San Martino della Battaglia e Cellatica).
Ricco il calendario di incontri e degustazioni per buyer, operatori e giornalisti che vorranno conoscere meglio la variegata offerta dei vini lombardi. Il “catalogo” dei vini a loro disposizione spazia dagli spumanti metodo classico della Franciacorta e dell’Oltrepò pavese ai rossi corposi ed eroici della Valtellina, dai bianchi fermi del Lugana al taglio bordolese della Valcalepio, dai rossi vivaci della pianura alle piccole e piccolissime produzioni sulla collina di San Colombano e sui pendii delle Terre Lariane che affacciano sul lago di Como, fino ai passiti da meditazione del Moscato di Scanzo. Abbastanza per soddisfare gli appassionati più esigenti. Non solo in Italia, ma anche all’estero.

«Oggi siamo qui per celebrare l’eccellenza vitivinicola lombarda e vogliamo augurare a tutte le aziende che saranno presenti a Vinitaly il successo che meritano». Questo l’augurio del presidente Maroni tra le prime frasi del suo intervento, che però ha voluto completare con alcune promesse concrete: «La Lombardia ha produzioni di eccellenza e il nostro Governo vuole sostenere un comparto che produce ricchezza, appoggeremo i giovani nel periodo iniziale con crediti d’imposta, poi intendiamo utilizzare il demanio agricolo, mettendo i terreni in disuso a disposizione degli imprenditori».
L’assessore Fava, alla domanda di Davide Paolini «Cosa si può fare per valorizzare l’immagine della Lombardia vinicola?», ha richiamato le sue origini che sono quelle di una famiglia di agricoltori, in particolare della provincia di Mantova: «Sono molto determinato - ha spiegato - a lavorare perché nel prossimo futuro, parlando di vini, si pensi anche alla Lombardia, inoltre mi concentrerò sulle potenzialità di crescita che offre ancora l’export. La mission sarà convincere gli acquirenti che sarà possibile acquistare prodotti certificati made in Italy a condizioni non sfavorevoli rispetto a quelli contraffatti».
Emanuele Bertolini si è dichiarato grande sostenitore della sinergia fra produttori, presentando lo stand della Provincia di Sondrio che avrà l’insolita forma di una piazza dove gli espositori, ruotando intorno ad un nucleo centrale, potranno guardarsi l’un l’altro in faccia, conoscersi e confrontarsi. «Auspico anche che, per quanto riguarda la Lombardia si possa in futuro esportare l’intero format dell’enorme padiglione di Vinitaly e proporlo così com’è nelle fiere estere».
Molto animato l’intervento di Ettore Riello che ha chiesto alla politica una sensibilità diversa nel sostenere il sistema fieristico italiano: «Il comparto vinicolo deve essere tutelato e appoggiato perché è una grande opportunità e il sistema fieristico deve diventare una leva della politica italiana». Roberto Maroni ha manifestato grande interesse rispetto ai temi sollevati dichiarando che «se a Roma temporeggeranno, io sono già pronto per fare qualcosa».
Per chiudere un brindisi accompagnato dall’assaggio di salumi e formaggi del paniere dei prodotti di Lombardia.

L’export come ricetta anticrisi
Navigano a gonfie vele sui mercati europei e Nord americani, ma la bussola dell’export per i vini lombardi punta con decisione anche verso Giappone, Hong Kong e Messico. A confermarlo, a pochi giorni dalla 47ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma alla Fiera di Verona dal 7 al 10 aprile, sono i dati Istat. Per i vini lombardi, infatti, il 2012 si è chiuso con una crescita dell’export dell’11,2%, quasi il doppio del già lusinghiero +6,5% registrato a livello nazionale. In totale l’export del settore vinicolo lombardo ha raggiunto il valore di 237 milioni di euro. Un fattore importante che, in un momento in cui i consumi interni soffrono, ha garantito ai vini lombardi una notevole crescita sui mercati esteri.
Secondo l’elaborazione di Unioncamere Lombardia su dati Istat, i primi cinque mercati di destinazione per i vini lombardi sono quello degli Stati Uniti (75,6 milioni di euro di valore export), Svizzera (30,3 milioni di euro), Germania (30,1 milioni di euro), Canada (16,1 milioni di euro) e Giappone (12,7 milioni di euro). Tra questi, quello che ha registrato l’incremento maggiore nel 2012 è il mercato del Sol levante (+54,8%), davanti a quello svizzero (+16,7%), statunitense (+16,4%), tedesco (+15,8%) e canadese (+4,6%). Ma l’export di vini lombardi è cresciuto molto anche a Hong Kong (+23%), in Messico (+17,3%) e in Norvegia (+11%). In lieve flessione, ma sempre significativo nei volumi, il mercato cinese, che con un valore di 5,4 milioni di euro resta l’ottavo in ordine di grandezza per i produttori vitivinicoli della Lombardia.
Un padiglione da record
Uno spazio di 8.500 metri quadrati, 4.400 dei quali allestiti, la collettiva lombarda rappresenta la prima per numero di espositori (203 le aziende vitivinicole presenti, per oltre mille vini in degustazione) e la seconda in termini di superficie. Inoltre, il Padiglione Lombardia, che nel 2012 ha registrato oltre 50 mila visitatori su un totale di 140 mila che hanno frequentato la rassegna, è il più strutturato in termini di servizi, tanto da essere considerato a buona ragione il “salotto” della manifestazione.
Lombardia, terra di vino
Dal Lugana, primo vino lombardo a ottenere il riconoscimento di Doc nel 1967, alla Doc Valtènesi datata 2011 - che nel suo primo anno di vita ha già registrato un più 24% di superficie vitata - sono 42 le denominazioni vanto della nostra regione: 5 Docg, 22 Doc, 15 Igt. Una ricchezza di offerta, in termini di tipologie e qualità, che è specchio della varietà di ambienti, di clima e terroir che caratterizzano la Lombardia: montagna, collina e grandi laghi. Non sorprende, quindi, che accanto all’Oltrepò Pavese, terza area viticola a livello nazionale per estensione, e alla Valtellina, la più grande area vinicola terrazzata di montagna in Italia, trovino spazio nella nostra regione nicchie quali quella del Moscato di Scanzo, la più piccola Docg italiana, e del Botticino, una delle più piccole Doc nel panorama nazionale. Né che, pur producendo poco meno del 3% del vino a livello nazionale, la Lombardia contribuisca per l’8% alle denominazioni di qualità, che in Italia tra Docg, Docg e Igt sono complessivamente 521.

Ma il Padiglione Lombardia, che ha fatto ancora una volta registrare il tutto esaurito, punta soprattutto a valorizzare la vocazione vitivinicola della regione. Questo, infatti, è l’obiettivo con cui due istituzioni come Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia hanno unito le proprie forze a servizio della rete dei Consorzi di Tutela e delle aziende vitivinicole lombarde. Una collaborazione ormai consolidata, che poggia saldamente su un accordo di programma sottoscritto nel 2006 con lo scopo di promuovere il sistema delle imprese lombarde, renderlo più competitivo e sempre più proiettato verso i mercati internazionali.
Consorzi, custodi della qualità
A vigilare sulla qualità dei vini lombardi e a interpretare, insieme alle istituzioni, anche un ruolo di promozione, sono gli 11 Consorzi di tutela che prenderanno parte al Padiglione Lombardia: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani (per Colli Morenici Mantovani e Lambrusco Mantovano), Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi ed Ente Vini Bresciani (per Montenetto, Botticino, San Martino della Battaglia e Cellatica).
Ricco il calendario di incontri e degustazioni per buyer, operatori e giornalisti che vorranno conoscere meglio la variegata offerta dei vini lombardi. Il “catalogo” dei vini a loro disposizione spazia dagli spumanti metodo classico della Franciacorta e dell’Oltrepò pavese ai rossi corposi ed eroici della Valtellina, dai bianchi fermi del Lugana al taglio bordolese della Valcalepio, dai rossi vivaci della pianura alle piccole e piccolissime produzioni sulla collina di San Colombano e sui pendii delle Terre Lariane che affacciano sul lago di Como, fino ai passiti da meditazione del Moscato di Scanzo. Abbastanza per soddisfare gli appassionati più esigenti. Non solo in Italia, ma anche all’estero.


