Essenzialità, eleganza e struttura. La nuova immagine di Bosco del Merlo
I vini Bosco del Merlo ricostruiscono la propria immagine a partire dai valori fondanti dell’azienda e dei vini stessi, e si presentano rinnovati, sia nella bottiglia che nell’etichetta, all’edizione 2013 di Vinitaly
I fratelli Paladin, alla Guida dell’omonimo gruppo cui appartiene questa azienda-giardino ai confini tra Veneto e Friuli, hanno voluto ripartire da essenzialità, eleganza e struttura, tre concetti che ben definiscono sia le qualità organolettiche dei vini Bosco del Merlo sia, in senso più lato, l’azienda stessa. E questi tre termini, così semplici e così pregnanti - essenzialità, eleganza, struttura - si riflettono nelle nuove bottiglie, più importanti delle precedenti, con una spalla ben disegnata, che si impone snella e fiera insieme. Si riflettono altresì nella scelta di un’etichetta al contempo moderna e classica. Moderna per il lettering netto, deciso, rigoroso.

Essenziale, appunto, con una sola piccola concessione al vezzo nell’effetto braille lucido. Elegante e strutturata nella risoluzione in una composizione sobria e di pochi elementi, in cui il logo aziendale, di storia trentennale, si ritaglia una parte importante. La carta, preziosa, di un bianco caldo, è soffice al tatto. La lavorazione con cornice a rilievo e l’arricchimento con pochi tocchi di brillantezza sono finezze che rivelano specularmente l’attenzione che i fratelli Paladin riservano alle lavorazioni di vigna e cantina. Infatti l’abitudine al dettaglio è nel sangue e si esprime poi in tutti gli ambiti della conduzione.
Perché i vini Bosco del Merlo si meritano un nuovo e così ricercato vestito? Perché continuano a crescere in un’azienda che non smette di guardare al futuro pur avendo alle spalle ormai tre decenni abbondanti di esperienza, se non vogliamo abusare del termine tradizione. Perché vogliono rafforzare un’identità di marchio a partire dalle proprie radici, esprimendo il proprio “essere vino”. Perché l’etichetta è lo specchio dell’anima del vino.
Lucia Paladin (nella foto) esprime così la propria soddisfazione: «Volevamo darci un’immagine di linea più moderna e internazionale, più riconoscibile, valorizzando insieme la nostra identità. Non è stato facile, ci sono voluti mesi, tanti tentativi e tanti scambi di idee e confronti. Sono convinta che abbiamo ottenuto un grande risultato. È stato un lavoro importante compiuto per dei vini importanti e il mercato premierà sicuramente questa scelta perché questa immagine ci appartiene».
I vini interessati dal restyling sono il Sauvignon Turranio, il Lison Classico Juti, lo Chardonnay Nicopeja, il Pinot Grigio Tudajo, il Merlot Campo Camino, il Prosecco Millesimato Brut. Restano fedeli all’immagine storica i cru aziendali ovvero Roggio dei Roveri, 360 Ruber Capite, Vineargenti, Prinè e Soandre.
E sotto il vestito? La qualità di sempre, rafforzata, sempre ricercando il meglio. È di questi giorni la notizia di una nuova medaglia d’oro per il Sauvignon Turranio 2011, al Berliner Wein Trophy, che va ad aggiungersi a un palmares di tutto rispetto.
Bosco del Merlo sarà presente a Vinitaly allo stand E6 Padiglione 4 (Veneto), oppure riceve in sede, ad Annone Veneto, per fare ammirare e degustare i vini Bosco del Merlo nonché le produzioni delle altre tre cantine della famiglia Paladin, ovvero Paladin, Vèscine (Chianti Classico) e Castello Bonomi (Franciacorta).

Essenziale, appunto, con una sola piccola concessione al vezzo nell’effetto braille lucido. Elegante e strutturata nella risoluzione in una composizione sobria e di pochi elementi, in cui il logo aziendale, di storia trentennale, si ritaglia una parte importante. La carta, preziosa, di un bianco caldo, è soffice al tatto. La lavorazione con cornice a rilievo e l’arricchimento con pochi tocchi di brillantezza sono finezze che rivelano specularmente l’attenzione che i fratelli Paladin riservano alle lavorazioni di vigna e cantina. Infatti l’abitudine al dettaglio è nel sangue e si esprime poi in tutti gli ambiti della conduzione.
Perché i vini Bosco del Merlo si meritano un nuovo e così ricercato vestito? Perché continuano a crescere in un’azienda che non smette di guardare al futuro pur avendo alle spalle ormai tre decenni abbondanti di esperienza, se non vogliamo abusare del termine tradizione. Perché vogliono rafforzare un’identità di marchio a partire dalle proprie radici, esprimendo il proprio “essere vino”. Perché l’etichetta è lo specchio dell’anima del vino.
Lucia Paladin (nella foto) esprime così la propria soddisfazione: «Volevamo darci un’immagine di linea più moderna e internazionale, più riconoscibile, valorizzando insieme la nostra identità. Non è stato facile, ci sono voluti mesi, tanti tentativi e tanti scambi di idee e confronti. Sono convinta che abbiamo ottenuto un grande risultato. È stato un lavoro importante compiuto per dei vini importanti e il mercato premierà sicuramente questa scelta perché questa immagine ci appartiene».I vini interessati dal restyling sono il Sauvignon Turranio, il Lison Classico Juti, lo Chardonnay Nicopeja, il Pinot Grigio Tudajo, il Merlot Campo Camino, il Prosecco Millesimato Brut. Restano fedeli all’immagine storica i cru aziendali ovvero Roggio dei Roveri, 360 Ruber Capite, Vineargenti, Prinè e Soandre.
E sotto il vestito? La qualità di sempre, rafforzata, sempre ricercando il meglio. È di questi giorni la notizia di una nuova medaglia d’oro per il Sauvignon Turranio 2011, al Berliner Wein Trophy, che va ad aggiungersi a un palmares di tutto rispetto.
Bosco del Merlo sarà presente a Vinitaly allo stand E6 Padiglione 4 (Veneto), oppure riceve in sede, ad Annone Veneto, per fare ammirare e degustare i vini Bosco del Merlo nonché le produzioni delle altre tre cantine della famiglia Paladin, ovvero Paladin, Vèscine (Chianti Classico) e Castello Bonomi (Franciacorta).

