Marsala (Tp) è la città europea del vino 2013. Un riconoscimento assegnato dalla Rete europea delle città del vino (Recevin) anche per l’impegno di aziende, associazioni, Strada del vino, oltre che dalle attrattive del territorio sotto il profilo paesaggistico. Il programma delle celebrazioni dell’ambito riconoscimento prevede una serie di eventi tra arte, sport, natura, tradizioni e gastronomia tra marzo e dicembre, cominciati con il concerto del tenore Cristian Ricci accompagnato dal Coro lirico siciliano, preceduto dal discorso del sindaco Giulia Adamo, che crede fortemente nelle ricadute positive che tale riconoscimento avrà sull’intera economia locale, attraendo flussi turistici legati all’enoturismo, favorito dal buon cibo e dalle bellezze ambientali ed artistiche dei luoghi.



La città ha un legame indissolubile con il suo vino “Marsala” scoperto dagli inglesi (Famiglia Woodhouse) che lo resero celebre in tutto il mondo nel 1773, mentre nel 1832, il primo produttore italiano è stato Vincenzo Florio, che con il figlio Ignazio portò la Sicilia al massimo del suo splendore. Il disciplinare prevede cinque tipi di Marsala, classificabili in base all’invecchiamento:
  • Marsala Fine (1 anno)
  • Marsala Superiore (2 anni)
  • Marsala Superiore Riserva (4 anni)
  • Vergine (5 anni)
  • Vergine Riserva (oltre 10 anni)

Oppure possiamo distinguerlo in secco, semisecco e dolce in base all’apporto di zuccheri. Molto interessanti oltre il marsala sono i vini bianchi prodotti con le uve di Grillo, Zibibbo e Catarratto. Tra le cantine che sono visitabili ci sono le cantine Florio che hanno recuperato il fascino di un tempo dopo un accurato restauro curato dai nuovi proprietari (Gruppo Ilva di Saronno) e che stanno rilanciando il Marsala sia secco che dolce soprattutto all’estero.

La storica cantina Pellegrino che con 30 milioni di ettolitri di vino prodotti si conferma una delle realtà vinicole di maggior importanza in Italia. Situata al centro di Marsala, al suo interno contiene numerosi reperti storici come la collezione di carretti siciliani che affascina per i colori e la varietà soggetti rappresentati. La possibilità di degustare il Marsala Riserva del Centenario è assolutamente da non perdere.

Donna Fugata della famiglia Rallo, che a Marsala ha la sede storica di famiglia dove il vino viene affinato in botti ed avviene l’imbottigliamento, è una cantina sensibile ai temi ambientali e si impegna attivamente in numerose iniziative culturali, tra le quali, la valorizzazione del museo degli Arazzi. Cantina famosa per avere iniziato nel 1998 la vendemmia notturna delle uve Chardonnay sfruttando la grande escursione termica tra il giorno e la notte, evitando fermentazioni durante il trasporto ed ottenendo un risparmio energetico del 70% nella refrigerazione delle uve prima della pressatura (10°C) per mantenere gli aromi naturali.

Baglio Oro cantina che recentemente ha iniziato la vendita in bottiglia, ma che ha già ricevuto riconoscimenti per i suoi vini. Molto apprezzabile il Grillo in purezza. La cantina va visitata, inoltre, per ammirare un "Museo dell'Arte contadina" che i figli delle famiglie Laudicina e Cottone hanno fatto rivivere con estrema cura e passione: tutto questo mantenendo lo stato originale degli ambienti e curando nei particolari la catalogazione degli strumenti esposti.

Donna Franca è un baglio molto grande, trasformato in relais, in passato appartenente alla famiglia Florio. Il proprietario ed enologo Giacomo Ansaldi produce vini biologici e la particolarità di questa cantina è l’aver acquistato il vino perpetuo da famiglie della zona che risalgono anche al 1956, che viene conservato gelosamente nelle proprie cantine dando a pochissimi privilegiati la possibilità di poterli degustare. Si tratta di vini ad alta gradazione (18%) che riprendono il vecchio modo di produrre Marsala senza l’aggiunta di alcol.