Al St. Regis di Roma apologia golosa del Vino Nobile di Montepulciano
20 aziende produttrici del “Re dei vini” si sono presentate al pubblico romano per iniziativa del Consorzio del Vino Nobile, in collaborazione con l’associazione Atenaeum. Un percorso sensoriale per veri intenditori
Venti aziende vitivinicole di Montepulciano (Si) - alcune storiche, altre grandi e affermate o di modeste dimensioni - hanno presentato al pubblico romano il loro Nobile, una delle più apprezzate produzioni toscane, che già nel ‘500 Francesco Redi definiva “di ogni vino il Re” e che è stato, nel 1980, il primo vino italiano a fregiarsi della Docg. All’evento romano al St. Regis Hotel, organizzato dal Consorzio del Nobile in collaborazione con Atenaeum-L’Ateneo dei Sapori, le aziende - molte al femminile - erano rappresentative delle differenti zone, filosofie produttive e cifre stilistiche. I vini in degustazione, in un percorso sensoriale ai banchi d’assaggio, erano oltre al Nobile il Rosso di Montepulciano Doc, e in alcun casi il Vinsanto, tutti con una forte impronta territoriale e frutto di quel Sangiovese che a Montepulciano viene chiamato Prugnolo Gentile. Colorino, Canaiolo e Mammolo, altri vitigni tipici del territorio, possono entrare nella loro composizione secondo quanto detta il disciplinare.

Queste le cantine presenti all’evento romano: Bindella, Boscarelli, Canneto, Carpineto, Casale Daviddi, Cavalierino Organic Winer, Contucci,Croce di Febo, Dei, Dionora, Fattoria del Cerro, Il Conventino, Le Berne, Le Bertille, Montmercurio,Palazzo Vecchio, Salcheto, Talosa, Tenuta Valdipiatta, Vecchia Cantina.
II Consorzio, a cui aderiscono 251 soci, la quasi totalità dei produttori, grazie all’ampia rappresentatività svolge un ruolo gestionale e di controllo ma anche attività promozionali dell’intera denominazione: Nobile, Rosso e Vinsanto. È impegnato anche nel complesso progetto del restauro della Fortezza di Montepulciano, sede tradizionale dell’Anteprima del Nobile che si svolge in febbraio. La Docg può essere messa in commercio solo dopo una maturazione di due anni, a partire dal 1 gennaio successivo alla vendemmia, ma per la riserva gli anni sono tre, più 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Come ad ogni degustazione con la presenza dei produttori, è stato forte l’interesse degli espertissimi ma anche di coloro che tali non sono- tra cui molti giovani- verso tutto ciò che è dietro un’etichetta di questi rossi armonici, intensi ed eleganti. Al St.Regis si è rinnovato il copione verso queste eccellenze dell’universo enologico toscano che conservano un particolare legame al territorio dove vengono prodotti: un’area che comprende tutto il territorio di Montepulciano esclusa la fascia della Valdichiana. Gli ettari iscritti all’albo del Nobile sono 1.300 e 389 quelli al Rosso di Montepulciano, con una produzione, nel 2012, rispettivamente di 7.583.654 e 2.584.208 bottiglie.
Al timone di alcune delle aziende presenti alcune giovani donne, come Olimpia Roberti (nella foto) di Le Bertille, che prima di avere il permesso dal padre avvocato di entrare in cantina ha dovuto appendere al muro una laurea in legge. Ora gestisce con successo e a tempo pieno l’azienda, con una produzione annua di 17mila bottiglie di Nobile e 11mila di Rosso.
Un’altra giovanissima titolare è Maria Cristina Greco di Dionora, che con la mamma ha recuperato vigneti abbandonati nella sottozona di Poggiano reimpiantando e riavviando la produzione. Producono poche migliaia di bottiglie, ma con l’orgoglio di un desiderato ritorno alla terra che condividono con gli ospiti del loro relais coinvolgendoli in potature e lavori agricoli.
Impegnatissima nella gestione di Palazzo Vecchio, un tempo la storica Fattoria di Valiano è Maria Luisa Sbernadori. La loro terra, al confine tra quello che era lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana con caratteristiche ambientali ideali, dopo la realizzazione di un ambizioso progetto di recupero, produce ottimi vini dal 1990.
Tra i giovani imprenditori vinicoli presenti a Roma Andrea Natalini dell’azienda Le Berne di Cervognano. Nipote del fondatore Egisto, cura come agronomo tutta la parte viticola affiancato dall’enologo Paolo Vagaggini.Intraprendente e innovativo, ha voluto portare all’evento romano con i suoi Nobile e Nobile Riserva anche un vino (Colorino 75% e Canaiolo 25%) creato tra la diffidenza generale e battezzato ironicamente Affronto. Di sorprendente intensità, 13 gradi e mezzo, è perfetto con finocchiona e fegatelli. Bindella, di Acquaviva di Montepulciano, 39 ettari vitati, ha portato in degustazione due Nobili: il Bindella (85% Sangiovese e 15% Colorino e Canaiolo) maturati due anni in botti da 50 hl e I Quadri, Sangiovese in purezza, un anno e mezzo in tonneau da 300 l tostati a vapore.
Tra le grandi aziende presenti La Fattoria del Cerro, una delle cinque proprietà vitivinticole di Saiagricola che in totale gestisce in alcune regioni 6.000 ettati vitati con una produzione tutta firmata dall’enologo Riccardo Cotarella. Nei 250 ettari di Montepulciano vengono prodotte ogni anno 80.000 bottiglie di Nobile, 50.000 di Nobile Riserva, 250.000 di Rosso, una modesta quantità di un profumato e fresco Vinsanto Moscadello e 60.000 della selezione Antica Chiusina.
Una realtà di grande esperienza e ancora in espansione è la Vecchia Cantina di Montepulciano, la più antica cooperativa vitivinicola di Toscana, datata 1937. Oggi ha 400 soci per circa 1.000 ettari vitati complessivi e un potenziale produttivo annuo di 70.000 hl nelle varie tipologie. Il suo emblema è il leone alato rampante, figura mitologica tra il leone fiorentino e il grifo di Montepulciano. Nell’area iscritta, 310 ettari, produce Nobile e Nobile Riserva maturati in botti grandi di Rovere di Slavonia e (24 e 30 mesi) e, in 130 ettari, Rosso di Montepulciano. L’alta qualità e l’ottimo rapporto qualità prezzo del prodotto ha contribuito all’espansione della sua presenza sui mercati esteri.
La migliore Toscana da bere, ma anche da gustare: il Consorzio del Nobile non ha trascurato di portato in trasferta a questa Apologia del Nobile anche alcune specialità del territorio, come salumi e pecorini, da apprezzare tra una sosta e l’altra ai banchi d’assaggio.

Queste le cantine presenti all’evento romano: Bindella, Boscarelli, Canneto, Carpineto, Casale Daviddi, Cavalierino Organic Winer, Contucci,Croce di Febo, Dei, Dionora, Fattoria del Cerro, Il Conventino, Le Berne, Le Bertille, Montmercurio,Palazzo Vecchio, Salcheto, Talosa, Tenuta Valdipiatta, Vecchia Cantina.
II Consorzio, a cui aderiscono 251 soci, la quasi totalità dei produttori, grazie all’ampia rappresentatività svolge un ruolo gestionale e di controllo ma anche attività promozionali dell’intera denominazione: Nobile, Rosso e Vinsanto. È impegnato anche nel complesso progetto del restauro della Fortezza di Montepulciano, sede tradizionale dell’Anteprima del Nobile che si svolge in febbraio. La Docg può essere messa in commercio solo dopo una maturazione di due anni, a partire dal 1 gennaio successivo alla vendemmia, ma per la riserva gli anni sono tre, più 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Come ad ogni degustazione con la presenza dei produttori, è stato forte l’interesse degli espertissimi ma anche di coloro che tali non sono- tra cui molti giovani- verso tutto ciò che è dietro un’etichetta di questi rossi armonici, intensi ed eleganti. Al St.Regis si è rinnovato il copione verso queste eccellenze dell’universo enologico toscano che conservano un particolare legame al territorio dove vengono prodotti: un’area che comprende tutto il territorio di Montepulciano esclusa la fascia della Valdichiana. Gli ettari iscritti all’albo del Nobile sono 1.300 e 389 quelli al Rosso di Montepulciano, con una produzione, nel 2012, rispettivamente di 7.583.654 e 2.584.208 bottiglie.
Al timone di alcune delle aziende presenti alcune giovani donne, come Olimpia Roberti (nella foto) di Le Bertille, che prima di avere il permesso dal padre avvocato di entrare in cantina ha dovuto appendere al muro una laurea in legge. Ora gestisce con successo e a tempo pieno l’azienda, con una produzione annua di 17mila bottiglie di Nobile e 11mila di Rosso.Un’altra giovanissima titolare è Maria Cristina Greco di Dionora, che con la mamma ha recuperato vigneti abbandonati nella sottozona di Poggiano reimpiantando e riavviando la produzione. Producono poche migliaia di bottiglie, ma con l’orgoglio di un desiderato ritorno alla terra che condividono con gli ospiti del loro relais coinvolgendoli in potature e lavori agricoli.
Impegnatissima nella gestione di Palazzo Vecchio, un tempo la storica Fattoria di Valiano è Maria Luisa Sbernadori. La loro terra, al confine tra quello che era lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana con caratteristiche ambientali ideali, dopo la realizzazione di un ambizioso progetto di recupero, produce ottimi vini dal 1990.
Tra i giovani imprenditori vinicoli presenti a Roma Andrea Natalini dell’azienda Le Berne di Cervognano. Nipote del fondatore Egisto, cura come agronomo tutta la parte viticola affiancato dall’enologo Paolo Vagaggini.Intraprendente e innovativo, ha voluto portare all’evento romano con i suoi Nobile e Nobile Riserva anche un vino (Colorino 75% e Canaiolo 25%) creato tra la diffidenza generale e battezzato ironicamente Affronto. Di sorprendente intensità, 13 gradi e mezzo, è perfetto con finocchiona e fegatelli. Bindella, di Acquaviva di Montepulciano, 39 ettari vitati, ha portato in degustazione due Nobili: il Bindella (85% Sangiovese e 15% Colorino e Canaiolo) maturati due anni in botti da 50 hl e I Quadri, Sangiovese in purezza, un anno e mezzo in tonneau da 300 l tostati a vapore.
Tra le grandi aziende presenti La Fattoria del Cerro, una delle cinque proprietà vitivinticole di Saiagricola che in totale gestisce in alcune regioni 6.000 ettati vitati con una produzione tutta firmata dall’enologo Riccardo Cotarella. Nei 250 ettari di Montepulciano vengono prodotte ogni anno 80.000 bottiglie di Nobile, 50.000 di Nobile Riserva, 250.000 di Rosso, una modesta quantità di un profumato e fresco Vinsanto Moscadello e 60.000 della selezione Antica Chiusina.Una realtà di grande esperienza e ancora in espansione è la Vecchia Cantina di Montepulciano, la più antica cooperativa vitivinicola di Toscana, datata 1937. Oggi ha 400 soci per circa 1.000 ettari vitati complessivi e un potenziale produttivo annuo di 70.000 hl nelle varie tipologie. Il suo emblema è il leone alato rampante, figura mitologica tra il leone fiorentino e il grifo di Montepulciano. Nell’area iscritta, 310 ettari, produce Nobile e Nobile Riserva maturati in botti grandi di Rovere di Slavonia e (24 e 30 mesi) e, in 130 ettari, Rosso di Montepulciano. L’alta qualità e l’ottimo rapporto qualità prezzo del prodotto ha contribuito all’espansione della sua presenza sui mercati esteri.
La migliore Toscana da bere, ma anche da gustare: il Consorzio del Nobile non ha trascurato di portato in trasferta a questa Apologia del Nobile anche alcune specialità del territorio, come salumi e pecorini, da apprezzare tra una sosta e l’altra ai banchi d’assaggio.


