A Roma il meglio del whisky scozzese tra degustazioni, masterclass e novità
“Spirit of Scotland” torna a Roma per la 2ª edizione. In degustazione oltre mille etichette di whisky e non solo. In mostra storiche bottiglie di “Whisky d’Italia” prodotte dalle nostre aziende dagli anni ‘30 ai ‘60
Pubblico dei grandi eventi a Roma per la seconda edizione di “Spirit of Scotland - Rome Whisky Festival” 2013, un imperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky. Negli spazi dell’Aranciera di San Sisto, l’antico semenzaio della Passeggiata Archeologica, sono state presentate in un percorso di degustazione oltre mille etichette dei migliori whisky scozzesi e non solo, con iniziative che hanno coinvolto whisky maker, produttori, importatori e distributori.

Nell’anno della celebrazione dell’Year of Natural Scotland 2013, che prevede eventi e itinerari sul patrimonio naturale scozzese, alla manifestazione romana è stato replicato il format della passata edizione ma con alcune novità. Oltre a degustazioni libere, masterclass e iniziative per avvicinare i meno esperti e i giovani ai piaceri del single malt, è stato assegnato il premio Whisky & Lode che ha eletto i migliori whisky della fiera valutati da una giuria di esperti con degustazioni cieche. Altra novità è stata la presentazione del Benrinnes 14 years old imbottigliato per l’occasione da High Spirits.
Vari spazi sono stati dedicati alle birre scozzesi, al cioccolato e ai sigari, con laboratori e degustazioni, e non sono mancati neppure momenti-gourmet con lo chef britannico Iason Hannick e con le specialità indiane del ristorante capitolino Surya Mahal. Felici anche gli abbinamenti del single malt col salmone affumicato a caldo di Loch Duart e con il formaggio Gran Kinara. Grande interesse ha destato nei visitatori del Festival lo stand “Wisky d’Italia”, una sorta di spazio museale curato dalla Madison Mark di Torino, su un pezzo di storia italiana degli alcolici poco conosciuta. Nelle teche di cristallo erano esposte storiche bottiglie di whisky prodotte in Italia dagli anni Trenta sino ai Settanta da distillerie famose come la Buton di Bologna, la Martini & Rossi di Torino, la romana Pallini, la Filippi di Padova o la milanese Cucchi (chi non ricorda il Millefiori dai bianchi cristalli di zucchero?). Etichette, forme fantasiose e packaging seguivano i gusti dell’epoca, ma riportavano proprio la scritta “whisky”. Oggi queste bottiglie hanno prezzi da capogiro e sono contese dai collezionisti e su di loro è stato appena pubblicato un illustratissimo volume di Valerio Bigano, “Whisky d’Italia” (Ed.Giannotti).

Ma un’altra sorpresa ha accolto i visitatori di Spirit of Scotland: un’azienda altoatesina, la distilleria Puni di Glorenza, continua da generazioni a produrre un Italian Single Malt con accurata selezione di cereali maltati, alambicchi made in Scotland e tanta artigianalità. La versione Red trascorre sei mesi in barrique che hanno contenuto marsala.
L’evento romano è stato organizzato dall’Ukti, UK Trade & Investment, l’agenzia governativa britannica che aiuta le imprese del Regno Unito ad affermarsi nell’economia globale con esperienze e contatti attraverso una rete di specialisti nelle sedi diplomatiche di tutto il mondo. A sostenere l’iniziativa, organizzata da Neeo Group, la Camera di commercio di Roma, la Federlazio e la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi).

Interessante è stata la presenza femminile e dei giovani (over 18) che hanno potuto degustare -rigorosamente nei bicchieri a tulipano a gambo corto - le eccellenze dai nomi famosi ma anche delle distillerie meno conosciute, dall’Oban delle delle Western Highlands, dove si dice nacque nel XV secolo il whisky, all’Ardbeg di Islay fino al notissimo Lagavulin. Seguitissimi i vari appuntamenti didattici sui segreti di maltaggio, macinazione, macerazione, fermentazione, distillazione e infine imbottigliamento del distillato più prodotto e consumato al mondo e il cui mercato è in continua espansione. Alla calda atmosfera non sono mancate le cornamuse della City of Rome Pipe Band, insieme alle composizione del gruppo Be Folk.

Nell’anno della celebrazione dell’Year of Natural Scotland 2013, che prevede eventi e itinerari sul patrimonio naturale scozzese, alla manifestazione romana è stato replicato il format della passata edizione ma con alcune novità. Oltre a degustazioni libere, masterclass e iniziative per avvicinare i meno esperti e i giovani ai piaceri del single malt, è stato assegnato il premio Whisky & Lode che ha eletto i migliori whisky della fiera valutati da una giuria di esperti con degustazioni cieche. Altra novità è stata la presentazione del Benrinnes 14 years old imbottigliato per l’occasione da High Spirits.
Vari spazi sono stati dedicati alle birre scozzesi, al cioccolato e ai sigari, con laboratori e degustazioni, e non sono mancati neppure momenti-gourmet con lo chef britannico Iason Hannick e con le specialità indiane del ristorante capitolino Surya Mahal. Felici anche gli abbinamenti del single malt col salmone affumicato a caldo di Loch Duart e con il formaggio Gran Kinara. Grande interesse ha destato nei visitatori del Festival lo stand “Wisky d’Italia”, una sorta di spazio museale curato dalla Madison Mark di Torino, su un pezzo di storia italiana degli alcolici poco conosciuta. Nelle teche di cristallo erano esposte storiche bottiglie di whisky prodotte in Italia dagli anni Trenta sino ai Settanta da distillerie famose come la Buton di Bologna, la Martini & Rossi di Torino, la romana Pallini, la Filippi di Padova o la milanese Cucchi (chi non ricorda il Millefiori dai bianchi cristalli di zucchero?). Etichette, forme fantasiose e packaging seguivano i gusti dell’epoca, ma riportavano proprio la scritta “whisky”. Oggi queste bottiglie hanno prezzi da capogiro e sono contese dai collezionisti e su di loro è stato appena pubblicato un illustratissimo volume di Valerio Bigano, “Whisky d’Italia” (Ed.Giannotti).

Ma un’altra sorpresa ha accolto i visitatori di Spirit of Scotland: un’azienda altoatesina, la distilleria Puni di Glorenza, continua da generazioni a produrre un Italian Single Malt con accurata selezione di cereali maltati, alambicchi made in Scotland e tanta artigianalità. La versione Red trascorre sei mesi in barrique che hanno contenuto marsala.
L’evento romano è stato organizzato dall’Ukti, UK Trade & Investment, l’agenzia governativa britannica che aiuta le imprese del Regno Unito ad affermarsi nell’economia globale con esperienze e contatti attraverso una rete di specialisti nelle sedi diplomatiche di tutto il mondo. A sostenere l’iniziativa, organizzata da Neeo Group, la Camera di commercio di Roma, la Federlazio e la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi).

Interessante è stata la presenza femminile e dei giovani (over 18) che hanno potuto degustare -rigorosamente nei bicchieri a tulipano a gambo corto - le eccellenze dai nomi famosi ma anche delle distillerie meno conosciute, dall’Oban delle delle Western Highlands, dove si dice nacque nel XV secolo il whisky, all’Ardbeg di Islay fino al notissimo Lagavulin. Seguitissimi i vari appuntamenti didattici sui segreti di maltaggio, macinazione, macerazione, fermentazione, distillazione e infine imbottigliamento del distillato più prodotto e consumato al mondo e il cui mercato è in continua espansione. Alla calda atmosfera non sono mancate le cornamuse della City of Rome Pipe Band, insieme alle composizione del gruppo Be Folk.


