Viaggio sensoriale con Anag Campania alla scoperta dei distillati d’Oltralpe
Tra alambicchi charentais e armagnacais i segreti della distillazione, l'arte e il mistero del maître de chai traduttore di aromi e sapori e tutta la magia di un viaggio sensoriale tra distillati d’Oltralpe: Cognac & Co.
Dinamismo e professionalità sono questi i cardini su cui poggia la struttura organizzativa dell’Anag Campania. Ecco un esempio. Di recente, presso l’Antica Distilleria Russo di Mercato San Severino (Sa), si è svolto un interessante simposio sul mondo dei cognac e armagnac a cura dell’Anag Campania. Cultori della materia, appassionati, enologi e sommeliers hanno preso parte alla “convention”, percorrendo un ipotetico viaggio sensoriale tra le meraviglie organolettiche dei distillati di Charente e della Guascognia.
Relatore d’eccezione è stato il prof. Sergio Bottone, docente presso l’Istituto alberghiero Rossi Doria di Avellino che ha saputo in maniera pregevole attirare l’attenzione e incuriosire i convenuti, evidenziando l’essenze e le magie del Cognac e Armagnac, veri e propri capolavori d’arte creati, o meglio “assemblati”, dal “grande sacerdote” che è sempre presente nelle grandi maison, una figura semi venerata: il maître de chai.
Una lectio magistralis che si è dipanata lungo un asse gustolfattivo che pone il maître de chai come “primum movens” di quel percorso organolettico eccellente che porterà a creare il distillato, apprezzato in ogni parte del mondo.
Una memoria olfattiva eccellente, che deve saper distinguere ogni difetto possibile del prodotto, partendo a ritroso dagli errori in botte, per proseguire con quelli in distillazione, fino ad arrivare a quelli della vinificazione!
Un excursus avvincente, pregnante, denso di aneddoti storici, di attimi e momenti vissuti dal maître nelle grandi maison, proteso sempre verso la perfetta riuscita del distillato; custode della qualità ed immagine della casa!!
In questo divenire misterioso e affascinante del mondo dei distillati, il Presidente Apicella ha voluto rimarcare il concetto che cognac e armagnac sono apparentemente fratelli gemelli.L’Armagnac è il “fratello povero” del Cognac, forse meno conosciuto al grande pubblico, ma non certamente è meno buono!
Comunanza di vitigni, fasi di lavorazione diverse, un territorio diverso, calcareo-argilloso per il cognac, siliceo per l’armagnac.
In compenso un “idem sentire” che li rende fini, eleganti, di colore ambrato, con note speziate, frutta secca, note di boisè, una persistenza eclatante e piacevole.
Ampia la discussione, esaustive le risposte dei relatori nei confronti di un pubblico partecipe e avido di sapere.
Nel prosieguo della tavola rotonda, il degustatore Anag Gennaro Albano ha voluto “incantare” il pubblico presente dissertando sulla “humanization” del cognac.
Questa delicata fase in cui avviene il riscaldamento, nel palmo della mano, del bicchiere al fine di non disperdere quel ”naso” di odori; i profumi che rendono unico il distillato, sul sentore di “rancio”, e l’elegante bouquet del distillato, regalano una degustazione guidata di Cognac Xo e Armagnac Extra Old (anche di Whisky, Rum e Vodka) che ha destato meraviglia e stupore per le qualità organolettiche esibite.Infine il Presidente Apicella ha chiuso l’interessante consesso sottolineando che non bisogna mai perdere di vista il concetto del bere consapevole, pilastro fondamentale della filosofia dell’Associazione che da anni lo promuove unitamente alla formazione, con l’augurio di poter programmare per il futuro manifestazioni ed eventi, riguardanti il mondo dei distillati.

