Entra nel vivo la missione di internazionalizzazione del brand Sicilia, promossa per il secondo anno dall’assessore alle Risorse agricole e alimentari, Dario Cartabellotta, in collaborazione con l’Irvos, l'Istituto regionale vini e oli di Sicilia, e con la giornalista Michéle Shah, esperta di enologia italiana. Dopo il successo ottenuto nell'appena conclusa trasferta indiana, ha preso il via ad Oslo un'articolata serie di iniziative e wine tasting per promuovere nelle capitali scandinave i vini e gli oli extravergini di qualità siciliani, con la collaborazione di The Wine Tempter, una delle più importanti compagnie di consulenza alle aziende del mondo enogastronomico.

Dopo la degustazione riservata ai ristoratori, agli importatori, ai sommelier e alla stampa, si sono svolti due seminari condotti dalla Master of Wine Mai Tjemsland, estimatrice dell’enologia italiana. A seguire altre degustazioni, una riservata al monopolio Vinmonopolet e l’altra aperta al pubblico a cura dei Wine Clubs Federation Members. La Norvegia rappresenta uno dei mercati internazionali che negli ultimi anni ha registrato i maggiori indici di aumento di importazione di vini di qualità, e in buona misura di quelli made in Italy.

«Con la nostra presenza ad Oslo - ha detto Michéle Shah - intendiamo comunicare il grande potenziale della produzione vinicola e olearia della Sicilia al resto del mondo e in particolare al mercato scandinavo. Abbiamo assistito negli ultimi anni a una rinascita del vino siciliano data dai tanti progressi fatti sia in vigna che in cantina. I vini dell’isola si rispondono perfettamente alle esigenze dei consumatori di oggi, sempre più alla ricerca di vini di qualità espressivi di un terroir unico e irripetibile».

Queste le aziende presenti: Agricola Graci, Azienda Agricola Arianna Occhipinti, Masseria Setteporte, Benanti, Cantine Settesoli, Cantina Sociale Corbera, Castellucci Miano, Fattorie Romeo del Castello, Gulfi, Nicosia, Planeta, Spadafora, Tenuta di Fessina, Tenuta Gatti, Terrazze dell’Etna, Valle dell’Acate, Viticultori Associati Canicattì e Passopisciaro.



Ma il vino, come in India, non è stato l’unico protagonista. Da quando l’Istituto ha infatti assunto la competenza per il settore oleario, una delegazione di produttori di extravergine di oliva è sempre presente in tutte le missioni previste nel programma di internazionalizzazione.

Cinque le aziende presenti ad Oslo: Antico Frantoio, Azienda Rollo, Olivoil Srl, Oleificio Francesco Costa e Ravidà. Più che positiva l’appena conclusa trasferta in India dei vini di altre undici grandi aziende siciliane, che ha aperto il programma 2013.

In tutte le quattro città che Wines of Sicily ha toccato, Nuova Delhi, Kolkata, Bangalore e Mumbai, negli alberghi della catena HTC, è emerso l’interesse per la cultura del vino, grazie anche alle storiche relazioni con il mondo anglosassone.

Nonostante ancora oggi sia vietata nel Paese qualsiasi tipo di promozione volta a sostenerne il consumo, la formula adottata per presentare il brand Sicilia ha suscitato interesse nei media, nei ristoratori e negli opinion leaders in grado di indirizzare tendenze e gusti.

Sia i vini che gli oli sono stati presentati in degustazione con la cucina indiana, dalle mille spezie. Soprattutto gli autoctoni come il Nero d’Avola, il Frappato, il Grillo ma anche lo Zibibbo, non hanno sfigurato nell’impegnativo confronto.

Finora, a partire dallo scorso anno, sono state coinvolte oltre 80 aziende di varia dimensione e spesso a gestione familiare.

I produttori hanno raccontato le loro esperienze imprenditoriali in realta produttive tanto diverse tra di loro, in quello che è stato definito un continente per il suo patrimonio ampelografico di tante varietà,caratteristiche climatiche e territori.

L’Etna, Vittoria, Noto e Siracusa, la Sicilia centro-meridionale (Enna, Caltanissetta e Agrigento), le Terre Sicane (Agrigento, Trapani e Palermo), il Marsalese, le Valli Trapanesi comprese tra Erice e Alcamo, il Palermitano (Monreale, la Contea di Sclafani, Camporeale, Piana degli Albanesi) e le isole minori (Eolie, Egadi e Pantelleria).

I risultati di un’azione comune dei produttori, finalmente insieme per far crescere la percezione della produzione enologica isolana come un unico brand, non si sono fatti attendere.

Servizi speciali sono stati realizzati dalle varie emittenti del mondo e una rele tv di Shanghai ha trasmesso una serie di dieci puntate sulle donne siciliane imprenditrici del vino. Anche la tv polacca e quella coreana hanno realizzato servizi speciali.

Fitto il programma di iniziative, dopo quelle nel Nord Europa, che si svolgeranno fino a settembre nei mercati emergenti come il Brasile, la Russia, la Polonia e in quelli affermati e più rilevanti in termini commerciali come il Regno Unito e la Cina.