Un incontro di gusto, tradizione e qualità con i Padri Benedettini dell’Abbazia di Montevergine (Av), maestri nel preparare infusi ed elisir con le erbe del monte Partenio. Presso l’Istituto Agrario “F. De Sanctis” di Avellino lo scorso 30 novembre si è svolto un convegno su infusi e distillati, organizzato dall’Associazione nazionale assaggiatori di grappe e acquaviti (Anag) della Regione Campania. Autorità, enologi, esperti del settore, sommelier, appassionati e studenti anche di altri istituti hanno riempito ogni ordine di posto dell’aula convegni.



Per il secondo anno consecutivo l’Anag Campania, sotto l’egida del presidente Generoso Apicella, sempre sensibile a sviluppare, tutelare e diffondere i valori della tradizione e della cultura del territorio irpino, ha voluto con questa manifestazione richiamare l’attenzione non solo della città di Avellino ma dell’intera regione su una tematica intrigante e interessante: l’arte di preparare infusi, elisir e distillati. Un insieme di “saperi e sapori”, ricavati da erbe e piante che crescono sugli scoscesi dirupi del monte Partenio, grazie ad una tradizione storica e secolare che vede i Monaci Benedettini dell’Abbazia, custodi di atavici segreti, nelle vesti di abili ricercatori e cultori di erbe officinali.

A moderare l’evento è stato chiamato il giornalista Annibale Discepolo, prestigiosa firma del “Mattino”, che ha condotto felicemente in porto la giornata congressuale, con equilibrio e nella perfetta osservanza dei tempi, sottolineando e sviluppando al contempo alcune riflessioni su taluni passaggi emersi dall’ars oratoria dei relatori. Inoltre, dalla sequela dei saluti presentati dalla Preside Aldorasi, dal Sindaco Foti e dalle associazioni Ais e Anag, è emerso un “idem sentire” sull’opportunità, positiva e propedeutica, di creare momenti di aggregazione o manifestazioni che, oltre a valorizzare storia e tradizione di un territorio, promuovono anche la cultura dello uso corretto del bere, quel “bere consapevole” per il quale, da anni, l’Anag svolge un ruolo di primaria importanza. Del resto le ultime ricerche statistiche hanno evidenziato un abbassamento della fascia d’età di coloro che per la prima volta si avvicinano al mondo degli alcolici: si è raggiunta la soglia degli undicenni!

Successivamente, il “vulcanico” presidente Apicella ha calato il “tris d’assi”, ossia gli illustri relatori, entrando nella “giornata lavorativa”. L’ouverture è stata affidata al prof. Guerriero, docente del “De Sanctis”, che ha relazionato sul “brandy” prodotto in Istituto fin dal 1880! Un distillato ottenuto da vini bianchi delle colline del Partenio, invecchiato per 12-15 anni in botti di rovere, con gradazione alcolica 40. Senza dubbio il fiore all’occhiello della Scuola Agraria, premiato con medaglia d’oro in Francia, come si evince da un documento storico conservato nella biblioteca dell’istituto e portato alla visione del folto pubblico.



A seguire, l’intervento del prof. Bottone, docente dell’Istituto Alberghiero Manlio Rossi Doria di Avellino, che si è soffermato in modo esaustivo sui distillati nel mondo: un excursus interessante che ha messo in luce la produzione di un distillato a cavallo tra tecnica e arte, un’operazione che può presentare alcuni ostacoli, se non si rispetta la qualità e diversità delle materie prime, unitamente alla valentìa del mastro distillatore e relative varianti di processo.

E si giunge al momento più atteso del convegno, ossia la “fase ascetica”, nel momento in cui ha preso la parola Padre Riccardo Guariglia, Priore del Monastero di Montevergine, custode di tradizioni antichissime, nonché di ricettari comprendenti ben 87 preparazioni di rosoli e altre riguardanti cognac nocino, sherry e amari. Nel monastero si preparano 7 tipi di liquori. Inoltre ci sono 3 erbari dove vengono conservate tutte le erbe raccolte sul Partenio, la loro classificazione con le relative proprietà. Le erbe vengono raccolte nei mesi estivi, lasciate macerare e successivamente si procede alla distillazione, utilizzando alambicchi tradizionali... oltre non ci è consentito sapere, solo Padre Guariglia ne è a conoscenza!

In conclusione, alla fine delle relazioni, hanno fatto seguito da parte del team organizzativo i ringraziamenti, sia agli alunni dell’Istituto Alberghiero “Doria” che si sono prodigati in maniera impeccabile per la riuscita del servizio di ristorazione, sia alle ditte fornitrici di distillati, cioccolato, rosoli e formaggi.