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Nelle attuali incertezze del comparto economico italiano, il marchio “Ruffino” sinonimo di Chianti, il vino italiano più noto nel mondo, si è presentato a Milano con un trend in forte crescita.

Ruffino, la casa vinicola toscana fondata nel 1877 a Pontassieve nei pressi di Firenze dall’omonima famiglia, associatasi 36 anni dopo con i Folonari di Brescia, riconoscendo nei produttori lombardi la stessa passione per la produzione di vino di qualità elevata, è stata la prima a portare a notorietà nazionale, e poi mondiale, il più classico e il più amato dei vini italiani nel mondo, il Chianti, il “toscano” per eccellenza.



Per merito delle capacità promozionali, il gruppo è riuscito a lanciare fin dall’inizio la propria notorietà potendo usufruire inizialmente dei nostri emigrati nostalgici del loro paese, tanto che per gli stranieri il termine “Chianti” è diventato presto sinonimo del made in Italy e d’italianità festosa, in grado di trasmettere un’immagine di rustica convivialità attraverso il tipico fiasco impagliato.

Anche se oggi si utilizzano esclusivamente le bottiglie di vetro per praticità di trasporto, non si dimentichi che proprio sul classico fiasco del Chianti Ruffino fu applicata la prima etichetta col numero Uno del riconoscimento Docg.

Ormai scomparso dal mercato il fiasco impagliato, per mantenere viva la sua immagine ne è stata riprodotta da Ruffino la forma, sia pure parzialmente ridotta in capacità, trasformata in un nuovo contenitore di solo vetro che già di per sé ne continua a dichiarare il contenuto.

Proseguono i risultati eccellenti della trasformazione societaria
Quando negli anni recenti la famiglia Folonari decise di diminuire la propria presenza nel gruppo, un nuovo socio è subentrato nel 2004 nella partecipazione azionaria dell’azienda Ruffino: è Constellation Brands, importante multinazionale americana presente in oltre 90 paesi con circa 100 brand nel proprio portfolio, ben nota per la sua specializzazione in vini di alta qualità garantita, che avendo iniziato con il 40% delle quote è salita al 49,9% nel 2010, per arrivare nell’ottobre 2011 al 50,1%.

Tale ingresso, che ha portato notevoli investimenti, ha garantito la continuità di produzione nei circa 450 ettari di vigneti dei Tenimenti Ruffino in Toscana, con il mantenimento e il raggiungimento di nuovi traguardi, in grado di tramandare, attraverso il vino, i valori della terra toscana e della sua gente.

Da parte di Constellation si tratta senza dubbio di un segno di grande fiducia nel marchio Ruffino e nelle prerogative uniche del celebre vino italiano, che produce ogni anno circa 16,5 milioni di bottiglie diffuse in tutto il mondo, con costante incremento nelle vendite. È stato così perseguito un progetto di sviluppo dal quale è possibile attendere nuovi grandi successi, per la prorompente capacità di espansione tipicamente americana, e per la conoscenza profonda da parte di Constellation dei consumatori esteri.

Per quanto riguarda Ruffino, si è sviluppato un particolare dinamismo che ha accresciuto lo storico interesse sulle risorse umane, dimostrato tra l’altro da un incremento di organico italiano in quasi tutti i dipartimenti, cui si è aggiunto il potenziamento nella storica sede di Pontassieve dell’imbottigliamento di alcuni prodotti del portfolio Constellation destinati ai clienti europei.

I numeri della crescita
Nell’incontro svoltosi a Milano l’azienda vinicola Ruffino ha confermato la crescita del fatturato, che a conclusione dell’anno fiscale si prevede raggiungerà il 10%, risultato particolarmente valido in linea col successo favorevole dell’anno precedente.

Un elemento nettamente positivo è rappresentato dall’export, in crescita costante in tutte le aree in cui Ruffino ha conquistato un proprio mercato: tra queste gli Stati Uniti (+12%), dove all’azienda è stato attribuito il premio “Blue Chip” dalla rivista specializzata “Impact”, che ha riconosciuto la continuità del marchio nei favori raggiunti presso i consumatori americani.

Seguono poi l’Emea (+9%), il Canada (+6%) e un eccezionale +50% del mercato asiatico, che tuttavia potrà offrire in futuro prospettive ben maggiori, ancora da sviluppare. Accanto alle sue varietà più conosciute, tra le quali Chianti Classico Riserva Ducale, che quest’anno ha celebrato il suo ottantunesimo compleanno, e Riserva Ducale Oro, affiancati dai celebri Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano, che rappresentano le eccellenze del marchio, Ruffino ha aggiunto una nuova linea di vini denominata ”Momenti”, destinati alle nuove generazioni e al piacere di un aperitivo studiato per le attuali tendenze.

A dimostrare la vivacità del marchio, non si deve dimenticare “Modus”, un Igt toscano che sta richiamando l’attenzione non solo dei consumatori, ma anche degli esperti che gli stanno dedicando segnalazioni e premi, mentre dai mercati esteri sono state accolte la californiana Robert Mondavi e la neozelandese Kim Crawford, già presenti in Costellation, a ulteriore dimostrazione dell’internazionalità del gruppo.

Con le proprie proposte diversificate Ruffino continua a mantenere vivace la ricerca nel vigneto e in cantina, per offrire nuovi spazi anche a varietà alloctone, senza perdere il primato della "toscanità" di un terroir unico, che si giova del clima favorevole e dell’esperienza di chi in questi luoghi ha sempre prodotto vini generosi.

Novità ai livelli più alti
Per accompagnare il rinnovato corso che il marchio Ruffino ha intrapreso negli anni recenti, nel novembre 2011 è stata conferita la carica di amministratore delegato a Sandro Sartor, torinese quarantottenne già dotato d’importanti esperienze nella multinazionale Diageo, in primo piano nel settore delle bevande alcoliche, cui ha aggiunto quella di direttore generale per l’Italia.

Tra gli obiettivi principali affidati a lui e al suo gruppo di lavoro non mancherà certo lo sviluppo del potenziale di crescita verso i paesi esteri economicamente emergenti, non ancora approdati a una cultura vinicola specifica.

La scelta di un manager italiano di così elevata esperienza è stata salutata con soddisfazione da tutti i membri della storica struttura produttiva, che sanno di poter così contare sulla continuità di una tradizione italianissima iniziata già nel XIII secolo, quando per la prima volta fu citata in un documento “La Lega del Chianti”, nome forse di origine etrusca, che da quel momento diventò protagonista importante nel nostro settore vinicolo, per diffondersi poi in tutto il mondo.