Le Donne del vino riunite a Bari. Confronto aperto sui temi del settore
Prende vita a Bari la convention nazionale delle Donne del vino con la prima edizione di “Bari wine experience”. Al seminario “Figlie della terra” tante storie al femminile, ma soprattutto l'amore per la vigna
Quando alla fine degli anni Ottanta uno sparuto gruppo di vignaiole fiorentine e veronesi costituì l'associazione delle Donne del vino, non fu né per fondare una lobby né per contrapporsi ad un mondo del vino decisamente maschile. Semplicemente si volle conquistare visibilità, comunicare di aver scelto come proprio futuro la cantina di famiglia, e soprattutto divulgare e promuovere la cultura del vino e l'amore per il territorio che lo produce.

Obiettivi più che raggiunti a oltre 25 anni dalla nascita dell'associazione, in cui il percorso intrapreso ha segnato tappe importante e spesso anticipatrici di innovazioni, ma anche qualche obiettivo sfumato. Diciannove le delegazioni regionali arrivate a Bari per la loro convention annuale, abbinata alla prima edizione di “Bari Wine Experience”, articolata kermesse enoculturale.
A salutarle erano i manifesti “Benvenute donne del vino” che tappezzavano i muri della città. Tante le iniziative in loro onore nelle librerie e nei luoghi simbolo della città pugliese, primo tra tutti il teatro Petruzzelli, tornato a vivere con complesso restauro dopo l'incendio che lo distrusse.
Oggi le Donne del vino sono circa 700, rappresentate da tutte le componenti della filiera vitivinicola e gastronomica. Hanno avuto coraggio, queste donne, non più solo figlie o sorelle, a infrangere schemi, a guardare al di là dei localismi, ad affrontare i mercati e le loro logiche, a sfruttare la rivoluzione del web. Ma soprattutto hanno saputo coinvolgere altre categorie collegate a vario titolo al mondo del vino come enotecarie, chef, sommelier, ristoratrici e giornaliste.
La convention di Bari non è stata però un'autocelebrazione per un successo ormai conclamato, quanto un momento di riflessione e di scambio di idee ed esperienze. Quelle che erano chiamate ironicamente le “sacerdotesse di Bacco” hanno parlato dei problemi del settore, delle nuove sfide economiche e occupazionali in tempi difficili, della necessità di fare rete per affrontare i nuovi mondi e per comunicare la qualità ai consumatori.
All'appuntamento non sono mancati rappresentanti delle istituzioni, come Maria Teresa D'arcangelo e Fabrizio Nardoni dell'assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia e Rocco de Franchi, assessore allo Sviluppo economico del comune di Bari. Elena Martusciello, presidente dell’associazione al secondo mandato, ha parlato dell'anno ricco di eventi e di stimoli, trascorso a diffondere la cultura enologica tra l'impegno di vigna e di cantina.
Lei stessa è un esempio di attività e di progetti innovativi come il recupero in Campania di aree vitivinicole abbandonate. Proprio dalla sua azienda di famiglia Grotta del Sole era partita infatti la rivitalizzazione del potenziale vitivinicolo dei Campi Fllegrei, della penisola sorrentina e dell'Agro Aversano e Irpino.
A fare gli onori di casa alla convention barese è stata la delegata pugliese regionale Sabrina Soloperto che ha affrontato il tema, “Le origini e la terra, dall’impegno in vigna alla comunicazione e alla cultura”. Tra gli altri interventi quello di Gelasio Gaetani d'Aragona Lovatelli (nella foto accanto, il primo da destra), presidente di Ex Vinis, di Licia Granello (nella foto accanto, la seconda da sinistra) (candidata nel sondaggio sul Personaggio dell'anno 2013 di Italia a Tavola), food editor di Repubblica e autrice del libro “Il gusto delle donne” , di Stevie Kim (nella foto accanto, la prima da sinistra), managing director di Vinitaly International che ha parlato del nuovo consumatore «che veste cinese e parla social».
Di fatto, ha tracciato un quadro della reale potenzialità dell'import della Cina, sfatando molti luoghi comuni sul gigante asiatico. Tanti gli ospiti che hanno voluto testimoniare la stima per le donne del vino, da Rossella Santoro sul tema “L'alchimia tra il vino e la scrittura” ad Antonella Gaeta su “Il cinema racconta il vino”.
Spazio anche alla solidarietà con Titti Divella dell'associazione Amo per l'assistenza ai malati e con Luciana Delle Donne che assiste le detenute e che col marchio “Made in Carcere” commercializza i prodotti del loro lavoro. Il dibattito, vivace e ricco di spunti, è stato moderato dal giornalista Attilio Romita. Tutta la città di Bari ha partecipato a questa festa al femminile, con degustazioni nei negozi e con un balletto, allegoria delle stagioni e della vendemmia, del gruppo Teatro Danza Skenè.
Numerosi i banchi d'assaggio a cura dell'Ais Puglia. La food expert Antonella Millarte ha condotto un action cooking con le chef Georgia Colombo e Margherita Curri e l'archeologa Francesca Radina ha guidato inoltre un tour alla scoperta di Bari sotterranea cominciando dal ristrutturato Palazzo Simi.

Obiettivi più che raggiunti a oltre 25 anni dalla nascita dell'associazione, in cui il percorso intrapreso ha segnato tappe importante e spesso anticipatrici di innovazioni, ma anche qualche obiettivo sfumato. Diciannove le delegazioni regionali arrivate a Bari per la loro convention annuale, abbinata alla prima edizione di “Bari Wine Experience”, articolata kermesse enoculturale.
A salutarle erano i manifesti “Benvenute donne del vino” che tappezzavano i muri della città. Tante le iniziative in loro onore nelle librerie e nei luoghi simbolo della città pugliese, primo tra tutti il teatro Petruzzelli, tornato a vivere con complesso restauro dopo l'incendio che lo distrusse.
Oggi le Donne del vino sono circa 700, rappresentate da tutte le componenti della filiera vitivinicola e gastronomica. Hanno avuto coraggio, queste donne, non più solo figlie o sorelle, a infrangere schemi, a guardare al di là dei localismi, ad affrontare i mercati e le loro logiche, a sfruttare la rivoluzione del web. Ma soprattutto hanno saputo coinvolgere altre categorie collegate a vario titolo al mondo del vino come enotecarie, chef, sommelier, ristoratrici e giornaliste.
La convention di Bari non è stata però un'autocelebrazione per un successo ormai conclamato, quanto un momento di riflessione e di scambio di idee ed esperienze. Quelle che erano chiamate ironicamente le “sacerdotesse di Bacco” hanno parlato dei problemi del settore, delle nuove sfide economiche e occupazionali in tempi difficili, della necessità di fare rete per affrontare i nuovi mondi e per comunicare la qualità ai consumatori.
All'appuntamento non sono mancati rappresentanti delle istituzioni, come Maria Teresa D'arcangelo e Fabrizio Nardoni dell'assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia e Rocco de Franchi, assessore allo Sviluppo economico del comune di Bari. Elena Martusciello, presidente dell’associazione al secondo mandato, ha parlato dell'anno ricco di eventi e di stimoli, trascorso a diffondere la cultura enologica tra l'impegno di vigna e di cantina.
Lei stessa è un esempio di attività e di progetti innovativi come il recupero in Campania di aree vitivinicole abbandonate. Proprio dalla sua azienda di famiglia Grotta del Sole era partita infatti la rivitalizzazione del potenziale vitivinicolo dei Campi Fllegrei, della penisola sorrentina e dell'Agro Aversano e Irpino.
A fare gli onori di casa alla convention barese è stata la delegata pugliese regionale Sabrina Soloperto che ha affrontato il tema, “Le origini e la terra, dall’impegno in vigna alla comunicazione e alla cultura”. Tra gli altri interventi quello di Gelasio Gaetani d'Aragona Lovatelli (nella foto accanto, il primo da destra), presidente di Ex Vinis, di Licia Granello (nella foto accanto, la seconda da sinistra) (candidata nel sondaggio sul Personaggio dell'anno 2013 di Italia a Tavola), food editor di Repubblica e autrice del libro “Il gusto delle donne” , di Stevie Kim (nella foto accanto, la prima da sinistra), managing director di Vinitaly International che ha parlato del nuovo consumatore «che veste cinese e parla social».Di fatto, ha tracciato un quadro della reale potenzialità dell'import della Cina, sfatando molti luoghi comuni sul gigante asiatico. Tanti gli ospiti che hanno voluto testimoniare la stima per le donne del vino, da Rossella Santoro sul tema “L'alchimia tra il vino e la scrittura” ad Antonella Gaeta su “Il cinema racconta il vino”.
Spazio anche alla solidarietà con Titti Divella dell'associazione Amo per l'assistenza ai malati e con Luciana Delle Donne che assiste le detenute e che col marchio “Made in Carcere” commercializza i prodotti del loro lavoro. Il dibattito, vivace e ricco di spunti, è stato moderato dal giornalista Attilio Romita. Tutta la città di Bari ha partecipato a questa festa al femminile, con degustazioni nei negozi e con un balletto, allegoria delle stagioni e della vendemmia, del gruppo Teatro Danza Skenè.
Numerosi i banchi d'assaggio a cura dell'Ais Puglia. La food expert Antonella Millarte ha condotto un action cooking con le chef Georgia Colombo e Margherita Curri e l'archeologa Francesca Radina ha guidato inoltre un tour alla scoperta di Bari sotterranea cominciando dal ristrutturato Palazzo Simi.


