Vitigno a bacca bianca dall’origine sconosciuta, il Bianco d’Alessano, viene indicato come autoctono della valle d’Itria, zona collinare delle Murge con suolo carsico dove si attesta la sua presenza dal 1870. Si tratta di un vitigno poco esigente, che si adatta alle zone aride.

Prende il nome dal comune omonimo situato nel basso Salento: la zona era anticamente chiamata Messapia abitata dai Messapi, discendenti dei Cretesi e furono probabilmente loro ad introdurre il vitigno nella regione. Questo vitigno veniva vinificato con un altro autoctono, il Verdeca, ed utilizzato nella produzione dei vini base per il Vermouth.

Molti i sinonimi di Acchiappapalmento, Bianco di Lessano e Verdurino. Oggi, il Bianco d’Alessano è presente nelle doc Gravina, Martina, Locorotondo, ma anche Ostuni e Lizzano. In Igt si vinifica qualcosa in purezza sotto le denominazioni del Salento, del Murgia, della Valle d'Itria, del Puglia, del Tarantino e del Daunia.

Colore giallo paglierino molto chiaro, con profumi gradevoli fruttati e floreali. In bocca la sua vena acida ne fa un vino dal gusto fresco, minerale. Da bere giovane.

Ultimamente il vitigno è stato introdotto da un'azienda in Australia, e il vino ha ricevuto anche alcuni riconoscimenti nel concorso Australian Alternative Varieties Wine Show del 2010, con delle vinificazioni in purezza.