Se dietro ad un calice di vino c’è la cura di chi lo produce, la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, basterà l’etichetta col marchio “Magis” a garantire il consumatore nelle sue scelte. Quattordici aziende italiane, dopo anni di lavoro e di perfezionamento, hanno infatti ricevuto la certificazione che attesta il pieno rispetto di un protocollo tra i più avanzati sulla gestione del vigneto secondo innovative tecniche di un’agricoltura di precisione che esige che ogni intervento sia misurato e tracciato. Il marchio che potrà figurare sulle bottiglie garantirà processi responsabili e trasparenti verificati da un ente di certificazione, la Dnv Business Assurance.



«I consumatori sono sempre più attenti al rispetto dell’ambiente e al tema della sostenibilità, di crescente importanza nella scelta dei prodotti. Il mondo del vino italiano è pronto, serve ora un messaggio chiaro di sostenibilità sulle etichette italiane». Lo ha detto Domenico Zonin, produttore e presidente dell’Unione italiana vini al convegno di Milano, dal titolo “Il vino italiano sostenibile si certifica con Magis” condotto da Anna Scafuri, alla presenza di Roberto Rabachino, presidente Associazione stampa agroalimentare italiana, di Emilio Defilippi, produttore e vicepresidente di Associazione enologi enotecnici italiani, e di Attilio Scienza dell’Università degli Studi di Milano.

Non a caso per indicare questo progetto nato nel 2009 con l’obiettivo di migliorare la qualità del vino è stata scelta la parola “Magis”, che vuol dire “fare di più”. I primi a scegliere questo primo e più avanzato progetto di sostenibilità della filiera sono state 14 aziende sulla base dei risultati degli anni di sperimentazione che hanno dimostrato la possibilità di ridurre in vigna del 9% l’impiego di agrofarmaci e del 30% dei fertilizzanti, con un risparmio di energia, acqua e costi di gestione. Sulla migliore qualità del vino si era espresso positivamente già all’ultimo Vinitaly anche un panel di enologi, ma solo un marchio può comunicarla al consumatore, con cui è essenziale un rapporto di trasparenza.

E al di là di quello che è stato definito il “neoromanticismo ecologista”, il rispetto dell’ambiente e quindi del benessere e della salute è un’esigenza imprescindibile per tutti gli attori della filiera del vino e la sostenibilità potrà essere dimostrata, grazie anche al coinvolgimento a monte di un Comitato tecnico-scientifico composto da importanti università, centri di ricerca, associazioni e aziende private e presieduto da Attilio Scienza.

«L’agricoltura di precisione è principio fondante di “Magis” - ha detto Attilio Scienza - è cioè fare quel che serve, quando e dove serve, migliorando la sostenibilità della vitinicoltura e la salubrità del vino. Che non significa biologico, ma fare e produrre con un rispettoso ed equilibrato senso della misura, frutto dell’esperienza e della collaborazione tra produttori, tecnici e ricercatori».

Il protocollo infatti, fornisce una vera e propria guida pratica per la gestione sostenibile del vigneto, in linea con i disciplinari di produzione integrata regionali e delle normative europee e nazionali, ed è in costante divenire; viene, infatti, aggiornato dal Comitato tecnico-scientifico con le novità via via fornite dalla ricerca e dall’esperienza delle aziende e dei migliori enologi italiani. La produzione del vino, come ogni altra attività agricola, determina un impatto socio-ambientale. Le lavorazioni del terreno, ad esempio, possono alterare la struttura del suolo; le concimazioni e la difesa chimica da funghi e insetti dannosi, se eccessive o effettuate non correttamente, possono danneggiare la microfauna.

Operare in un’ottica di sostenibilità si traduce anche in azioni e comportamenti concreti, come la confusione sessuale, ad esempio, basata sull’emissione di feromoni che simulano processi naturali dei parassiti riducendone la proliferazione. Garantisce così la salvaguardia degli insetti utili, riduce quelli dannosi e conseguentemente il numero dei trattamenti necessari nella stagione. Meglio che con altri metodi di controllo dei parassiti, scongiura anche il rischio di resistenza agli insetticidi naturali o di sintesi.

Al convegno milanese “Il vino italiano sostenibile si certifica con Magis”, oltre alle 14 aziende, ha ricevuto la certificazione anche la Bayer Crop Science italiana, partner del progetto, per lo sviluppo del prodotto, la formazione dello staff tecnico e delle aziende aderenti per l’implementazione e la gestione del protocollo. «Questo riconoscimento ci rende orgogliosi - ha detto l’amministratore delegato Karina Von Detten - e va a tutti collaboratori che hanno sostenuto il progetto che dopo cinque anni è destinato a divenire un emblema della sostenibilità come modello etico di riferimento».

Queste le aziende che potranno certificare con marchio “Magis” le loro bottiglie:

Azienda

Conforme ai requisiti del protocollo magis per il vino:

Casa Vinicola Zonin - Tenuta Ca’ Bolani

“Prosecco Frizzante DOC Ca’ Bolani” dalla vendemmia 2012

Castello D’Albola

“Il Solatio” Toscana IGT dalla vendemmia 2012

Castelnuovo Del Garda

“Ca’ Vegar Lugana DOC” dalla vendemmia 2012

Conti Zecca

“Negroamaro” IGT Salento Negroamaro rosso dalla vendemmia 2012

Drei Donà

“Pruno” Sangiovese Riserva dalla vendemmia 2012

Fazi Battaglia

“Arkezia” Muffo di San Sisto Marche bianco IGT Verdicchio DOC dei Castelli di Jesi dalla vendemmia 2013

“Le Moie” Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore dalla vendemmia 2012

“Massaccio” Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore dalla vendemmia 2013

“Titulus 2.0” Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico dalla vendemmia 2013

“Titulus” Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico dalla vendemmia 2013

Fratelli Muratori - Tenuta Rubbia Al Colle

“Barricoccio” Sangiovese DOCG SVR dalla vendemmia 2012

“Drumo” Sangiovese Toscana IGT dalla vendemmia 2012

“Simbiotico” Sangiovese Toscana IGT dalla vendemmia 2012

Giacomo Montresor

“Campomadonna” Cabernet Sauvignon IGT dalla vendemmia 2012

“Campovalentino” Lugana DOC, dalla vendemmia 2012

“Montefiera” Custoza DOC dalla vendemmia 2012

Guado Al Melo

“Antillo” Bolgheri DOC rosso dalla vendemmia 2012

Il Ciliegio

“Corpo Santo” Rosso Toscano IGT dalla vendemmia 2012

Il Monticino

“Pignoletto del Monticino” dalla vendemmia 2012

San Felice

“Vigorello” dalla vendemmia 2012

Tenuta Rapitalà

“Casalj” Catarratto Sicilia DOC dalla vendemmia 2012

Terra Dei Re

“Nocte 2010” Vino rosso Aglianico del Vulture DOC dalla vendemmia 2010

“Nocte 2011” Vino rosso Aglianico del Vulture DOC dalla vendemmia 2011

A.G.E.R.

Sviluppo protocollo magis. Formazione in campo aziende aderenti per implementazione del protocollo.

Bayer CropScience

Sviluppo protocollo magis. Formazione staff tecnico magis e aziende aderenti per implementazione protocollo. Gestione protocollo magis.

Image Line

Progettazione, manutenzione e gestione sistema informativo del progetto magis.