La doppia anima del Valtènesi Doc. Due vinificazioni, in rosso e in rosato
Elemento caratterizzante del Consorzio Valtènesi è il Groppello, vitigno autoctono che rappresenta un'esclusiva territoriale. Prevede una vinificazione in rosso per il Valtènesi e una in rosato per il Valtènesi Chiaretto
Il Valtènesi cerca nuovi spazi per affermare la propria identità: archiviata la terza vendemmia, la nuova Doc della riviera bresciana del lago di Garda raccoglie i frutti di una considerazione in crescita - testimoniata dall’incremento di numeri e consensi - mentre già si pensa allo step successivo. «Abbiamo pensato al nome storico delle nostre colline e a due vini che ne portassero il nome: un rosso, il Valtènesi, e un rosato, il Valtènesi Chiaretto», racconta Alessandro Luzzago (nella foto), presidente del Consorzio. «La scelta è chiara: abbiamo voluto mettere in primo piano il nome del territorio. E quel nome ci siamo impegnati a scriverlo in grande sulle nostre etichette senza però dimenticarne altri due per noi fondamentali: il nostro vitigno autoctono, il Groppello, e il nome del grande lago che fa da sfondo ai nostri vigneti».La Valtènesi si contraddistingue infatti per una serie di caratteristiche microclimatiche e geomorfologiche uniche, regolate dalla presenza del più grande lago d’Italia: per questo si parla di una sorta di avamposto di Mediterraneo ai piedi delle Alpi, dove ha trovato patria elettiva il Groppello, vitigno autoctono che rappresenta una vera e propria esclusiva territoriale. «È il nostro maggiore patrimonio - spiega Luzzago - un’uva rara e preziosa: ne esistono solo 400 ettari in tutto il mondo, coltivati quasi esclusivamente sulle nostre colline. Il Consorzio è impegnato a studiarla per definirne e migliorarne le caratteristiche».
Il Consorzio Valtènesi ha aperto da qualche mese la sua sede a Puegnago (Bs) e dal 2014 conta di ospitare nelle antiche cantine di Villa Galnica appassionati, addetti ai lavori, enoturisti e curiosi del mondo del vino. «L'apertura della sede sul territorio è un risultato importante del 2013 - conclude il presidente - un primo mattone posto alla base di un progetto ambizioso, che punta da un lato sulla costruzione di un gruppo unito di produttori e sulla crescita delle loro conoscenze, dall'altro sulla creazione di un'identità nuova che porti a una semplificazione dei troppi nomi oggi presenti sulle etichette dei vini del nostro territorio».Consorzio Valtènesi
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