Premio Gino Friedmann a Cevico. Trionfa il Sangiovese Romagna Superiore
La prima edizione del Gran Premio Gino Friedmann ha visto trionfare il Sangiovese Romagna Superiore Terre Cevico 2012 del Gruppo Cevico. In giuria personaggi del calibro di Luca Gardini, Adua Villa e Giorgio Melandri
La prima edizione del Gran Premio Gino Friedmann dedicato al vino cooperativo ha visto trionfare il Sangiovese Romagna Superiore Terre Cevico 2012 del Gruppo Cevico, che si è aggiudicato il primo premio assoluto. Per quanto riguarda invece i premi di sezione:- per la Tradizione è stato premiato il Lambrusco di Sorbara “Omaggio a Gino Friedman” rifermentato in bottiglia 2012 della Cantina di Sorbara;
- per il Territorio l’Albana secca “L’impronta dei gessi” 2011 di CAB-Terre di Brisighella;
- per il Quotidiano un'altra etichetta del Gruppo Cevico, il "Vollì" Romandiola spumante brut;
- per il Racconto il Romagna Sangiovese superiore “Poderi delle rose” 2012 di Agrintesa.
La degustazione alla cieca si è svolta a Faenza (Ra) e ha ospitato una giuria composta da enotecari come Paolo Trimani, giornalisti/degustatori come Adua Villa, Alessandro Bocchetti, Filippo Apollinari e un sommelier di fama mondiale come Luca Gardini. Oltre alla mente pensate del premio in questione, ovvero Giorgio Melandri, giornalista e degustatore, collaboratore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, per il quale è responsabile regionale Emilia-Romagna.
«Le cooperative - spiega Melandri - sono comunità del cibo che condividono valori moderni e vicini alla terra. Oggi, finalmente, hanno cominciato a lavorare con qualità e le loro produzioni, popolari e di forte identità, stanno riscuotendo un grande successo. Con questo premio siamo i primi che cominciano a raccontarlo». Gli fa eco Luca Gardini: «Una grande sorpresa, scopro un lavoro di qualità in un mondo al quale pochi guardano. Sono orgoglioso di aver fatto parte di questa giuria, raccontiamo un’Italia diversa, positiva e ottimista».
Il Premio Friedmann
Il Gran Premio Gino Friedmann prende il nome da Gino Friedmann, modenese e pioniere della cooperazione del vino nel secolo scorso, che promosse la fondazione della cantina sociale di Nonantola nel 1913 e nel 1920 la cantina sociale di Formigine, alla quale seguirono, nel 1923, quelle di Modena, di Sorbara, di Limidi e di Settecani. Nel 1922 promosse la costituzione della Federazione nazionale delle cantine sociali, di cui assunse la presidenza.
Quale figura migliore per celebrare il vino del mondo della cooperazione? Una realtà oggi, sempre più protagonista dell’enologia del nostro Paese, sebbene una volta la cooperazione in questo settore fosse sinonimo di quantità più che di qualità.
«I numeri della produzione italiana di vino - sottolinea Melandri - parlano di un grande e indiscusso protagonista, il mondo cooperativo. Eppure la narrazione di questo patrimonio quasi mai passa per le cantine cooperative lasciate ai margini di un racconto che si nutre di stereotipi spesso lontani dalla realtà. Con questa iniziativa vogliamo cominciare a parlare del vino del mondo cooperativo nella sua natura popolare di forte radicamento territoriale e di qualità del processo produttivo legato ad un impianto di valori sempre più importante nel contesto contemporaneo. Se a questo aggiungiamo la qualità delle produzioni e il fatto che le cooperative oggi fanno della qualità un punto di orgoglio si capisce facilmente come questa storia del vino italiano sia pronta per una stagione straordinaria che vogliamo cominciare a raccontare. Le cooperative sono delle vere e proprie comunità che grazie al loro radicamento sul territorio e alla possibilità di scegliere le uve tra tanti e diversi terroir hanno conservato i tratti distintivi delle diverse Doc italiane con un lavoro sempre vicino all’idea quotidiana di vino. Questa iniziativa è un concorso per i vini delle cantine cooperative che ha lo scopo di alimentare la comunicazione con un tema nuovo per il mondo del vino: la qualità e l’identità del vino cooperativo».
Le eccellenze del Gruppo Cevico
Il Terre Cevico 2012 viene prodotto nelle zone collinari della Romagna. Questo vino si contraddistingue per colore, sapori, profumi e valori di un territorio dove la vite dimora da oltre due millenni. Un ampio bacino vocato alla coltivazione dell’uva, dalle colline dell'Appennino Tosco-Romagnolo (da Rimini fino a Casola Valsenio), passando per Cesena, Forlì, Faenza e Imola, sino ai terreni sabbiosi del parco del Delta del Po a nord-est, e la pianura Ravennate. In questo territorio i viticoltori, sin dai primi anni '50, hanno unito le loro esperienze per produrre insieme il loro vino, gettando le basi di quello che è divenuto il "Gruppo Cevico", forte oggi di oltre 5mila produttori.
Spumante della linea “Romandiola” (nome dell’antica Romagna) del canale Horeca, il Vollì Bollicine Romagnole è stato invece il vino ufficiale del Centenario di Milano Marittima, sposato anche dal circuito gastronomico del Sale e dal Cavalli Club di Dubai. Prodotto in tre versioni (Extra-Dry, Brut, Rosé), questo vino spumante è il risultato di una ricca selezione di varietà a bacca bianca tradizionalmente coltivate in Romagna in un mix di territori pedecollinari e della pianura ravennate.

