Feste, stappate 96 milioni di bottiglie. Boom all'estero per le bollicine italiane
Tra Natale e l’Epifania sono state stappate 92 milioni di bottiglie di spumanti, 3 milioni di champagne e 1 milione di altra provenienza. Gli italiani acquistano meno ma meglio, orientandosi su prodotti di alta qualità
Gli italiani stringono la cinghia ma non rinunciano a bere prodotti di qualità durante le festività appena trascorse. Secondo le stime di Federvini tra Natale e l’Epifania sono state stappate circa 92 milioni di bottiglie di spumanti, 3 milioni di champagne e 1 milione di altra provenienza, con un deciso orientamento verso i prodotti di alta qualità. Per una spesa totale di circa 690 milioni di euro.
«Rispetto al passato - commenta Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini - i consumi hanno subito un rallentamento. Ma ciò che la crisi ha influenzato è soprattutto il criterio di scelta: gli italiani acquistano meno ma meglio, orientandosi su prodotti di fascia superiore. Inoltre, si compra molto meno per la dispensa e molto di più per il consumo immediato».

Questo andamento si è registrato anche a fronte di una crescita generalizzata dei prezzi, frutto di una vendemmia scarsa (dal 30 al 40% in meno a seconda delle zone). Oltre il 61% delle vendite di bottiglie è stato realizzato nella distribuzione organizzata.
Mentre il mercato interno tiene sul fronte della qualità, le bollicine italiane continuano a trovare terreno fertile all’estero. A fronte di una produzione stimata che ha quasi raggiunto i 400 milioni di bottiglie dal 2005 a oggi (dati Federvini su base Istat), l’export degli spumanti italiani è costantemente cresciuto in quantità e valore, fino a raggiungere nel 2011 i 537 milioni di euro (+24% rispetto al 2010). Si stima che 250 milioni di bollicine di spumante abbiano conquistato i mercati in Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Russia e Canada.
«Il successo delle bollicine italiane all’estero - continua Vallarino Gancia - è dovuto principalmente a due prodotti unici al mondo, fortemente legati al territorio: l’Asti Docg e il Prosecco Doc e Docg. Questi prodotti occupano stabilmente i primi posti nella classifica del gradimento fuori dall’Italia, mentre stanno iniziando a imporsi, pur con volumi contenuti, anche altre tipologie come Trento, Franciacorta, Alta Langa e Oltrepò Pavese».
E anche per il 2013 «la sfida sarà continuare a valorizzare la qualità dei nostri spumanti italiani, partendo dall’educazione al bere responsabile attraverso la scoperta dei territori, la divulgazione delle conoscenza sui prodotti, lo sviluppo dei consumi in Italia abbinati alla cucina italiana in stile mediterraneo. Questo modello, che ha già successo all’estero, deve continuare a svilupparsi, anche grazie a un continuo coordinamento con le istituzioni e l’utilizzo delle risorse promozionali necessarie per divulgare la cultura del bere Made in Italy».
Gli impegni che Federvini annuncia per il 2013 sono quelli di continuare a far crescere la cultura del bere responsabile e supportare l’allargamento del mercato collaborando con le associazioni internazionali, agevolando l’eliminazione delle barriere all’esportazione, favorendo il ridimensionamento della burocrazia, proteggendo il grande lavoro svolto da tutte le imprese associate.
«Rispetto al passato - commenta Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini - i consumi hanno subito un rallentamento. Ma ciò che la crisi ha influenzato è soprattutto il criterio di scelta: gli italiani acquistano meno ma meglio, orientandosi su prodotti di fascia superiore. Inoltre, si compra molto meno per la dispensa e molto di più per il consumo immediato».

Questo andamento si è registrato anche a fronte di una crescita generalizzata dei prezzi, frutto di una vendemmia scarsa (dal 30 al 40% in meno a seconda delle zone). Oltre il 61% delle vendite di bottiglie è stato realizzato nella distribuzione organizzata.
Mentre il mercato interno tiene sul fronte della qualità, le bollicine italiane continuano a trovare terreno fertile all’estero. A fronte di una produzione stimata che ha quasi raggiunto i 400 milioni di bottiglie dal 2005 a oggi (dati Federvini su base Istat), l’export degli spumanti italiani è costantemente cresciuto in quantità e valore, fino a raggiungere nel 2011 i 537 milioni di euro (+24% rispetto al 2010). Si stima che 250 milioni di bollicine di spumante abbiano conquistato i mercati in Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Russia e Canada.
«Il successo delle bollicine italiane all’estero - continua Vallarino Gancia - è dovuto principalmente a due prodotti unici al mondo, fortemente legati al territorio: l’Asti Docg e il Prosecco Doc e Docg. Questi prodotti occupano stabilmente i primi posti nella classifica del gradimento fuori dall’Italia, mentre stanno iniziando a imporsi, pur con volumi contenuti, anche altre tipologie come Trento, Franciacorta, Alta Langa e Oltrepò Pavese».
E anche per il 2013 «la sfida sarà continuare a valorizzare la qualità dei nostri spumanti italiani, partendo dall’educazione al bere responsabile attraverso la scoperta dei territori, la divulgazione delle conoscenza sui prodotti, lo sviluppo dei consumi in Italia abbinati alla cucina italiana in stile mediterraneo. Questo modello, che ha già successo all’estero, deve continuare a svilupparsi, anche grazie a un continuo coordinamento con le istituzioni e l’utilizzo delle risorse promozionali necessarie per divulgare la cultura del bere Made in Italy».
Gli impegni che Federvini annuncia per il 2013 sono quelli di continuare a far crescere la cultura del bere responsabile e supportare l’allargamento del mercato collaborando con le associazioni internazionali, agevolando l’eliminazione delle barriere all’esportazione, favorendo il ridimensionamento della burocrazia, proteggendo il grande lavoro svolto da tutte le imprese associate.

