Vodka killer, accusati due produttori. Dal Trentino il monito alla certificazione
Arrestati i responsabili di un’intossicazione da metanolo avvenuta in Repubblica Ceca. La polizia è risalita ai produttori di bevande alcoliche adulterate, che nel paese hanno fatto 25 morti. L'Istituto di tutela grappa del Trentino da anni chiede la regolamentazione nazionale sulla certificazione
La polizia ceca ha accusato due persone in cima alla lista dei produttori dell'alcol adulterato dal metanolo che ha portato alla morte di 25 persone e all'intossicazione di diverse decine di consumatori di liquore in Repubblica Ceca. Secondo quanto reso noto dal capo della polizia Martin Cervicek, i produttori hanno proceduto intenzionalmente nel produrre e mettere in distribuzione tonnellate di miscela mortale di metanolo ed etanolo. Gli accusati, entrambi della regione moravo slesiana dove lavoravano nella produzione delle miscele antigelo, rischiano da 12 a 20 anni, ma non si escludono pene più severe.Intanto, prende le dovute distanze l'Istituto di tutela Grappa del Trentino. «Dobbiamo subito sottolineare che non si è trattato di grappa al metanolo, ma di superalcolici locali, tra cui vodka e rum - sottolinea l'Istituto di tutela Grappa del Trentino - quindi ci vogliamo smarcare dalle notizie approssimative che hanno seguito questo tragico evento».
«è questa però un'occasione - continua l'Istituto - per rimarcare l'importanza fondamentale di tutelare il prodotto e il consumatore che deve essere sereno nell'acquisto della grappa, distillato esclusivamente legato all'Italia e che vive grazie all'impegno e alla serietà dei distillatori riconosciuti». Da anni l'Istituto di tutela Grappa del Trentino si batte per una certificazione che renda il distillato italiano riconoscibile e per questo sicuro per tutti i consumatori.
«Eventi come questi - spiega il presidente dell'Istituto, Beppe Bertagnolli (nella foto) - non a caso capitano fuori dal nostro Paese. In Italia i controlli sono elevatissimi e non si rischierebbe mai un caso assurdo del genere». «Il nostro Istituto è l'unico in Italia a certificare con il marchio del Tridente la Grappa - continua Bertagnolli - e questo non dovrebbe essere una eccezione, ma la regola».Il marchio del Tridente viene apposto su tutte le bottiglie di Grappa del Trentino a garanzia della qualità e della salubrità indiscusse del prodotto finale. Una commissione composta da tecnici e assaggiatori specializzati si riunisce periodicamente per esaminare i singoli campioni di grappa e solo dopo analisi chimiche e degustative quel prodotto potrà essere immesso nel commercio con il marchio di tutela, una fascetta contrassegnata da un numero di serie che è poi il percorso della tracciabilità del prodotto finale. «è una garanzia per il consumatore finale e un valore aggiunto e di riconoscibilità che come Istituto ci imponiamo - conclude Bertagnolli - è anche per questo che siamo da sempre stati contrari alla possibilità di distillare in casa, visto che in questo caso non vi sarebbero controlli adeguati».
L'Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l'obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d'origine e qualità: il tridente con la scritta 'Trentino Grappa”.

