«Gli ultimi saranno i primi. O meglio: anche gli ultimi arrivati sapranno distinguersi, se lavoreranno con impegno e rigore, sostenuti dal valore della qualità». Con questo spirito è cominciata l'avventura dell'imprenditore vinicolo Joska Biondelli (nella foto, al centro), terza generazione di una storica famiglia di proprietari terrieri a Bornato, nel cuore della Franciacorta, che ha deciso di presentarsi sul mercato proponendo la sua personale interpretazione del Franciacorta Docg.

La notizia c'è: con la Biondelli salgono a 107 le aziende franciacortine  che imbottigliano e etichettano; ha presentato i suoi vini prima ancora che venissero messi in commercio; ha permesso a una ristretta cerchia di giornalisti e ristoratori di entrare a conoscere un angolo di Franciacorta carico di storia come è la villa Fè D'Ostiani.

è bizzarra la storia di Joska Biondelli: trentenne, franciacortino di nascita, lascia la City londinese dopo alcuni anni passati a lavorare nel settore finanziario per tornare a dedicarsi a tempo pieno all'azienda di famiglia. Una decisione apparentemente folle, quella di cominciare col Franciacorta nel 2012, in un periodo di avversità economica.

«Nel bel mezzo della crisi finanziaria, quando vedevo molti miei coetanei perdere il lavoro a Londra - afferma Joska -  ho deciso di dare le dimissioni da un ottimo posto per rientrare in Italia e dedicarmi unicamente al vino. In molti mi hanno dato del pazzo e forse anche a ragion veduta, ma l'agricoltura e in particolare il mondo della vite e del vino sono da sempre la mia passione. La mia perciò è stata una scelta assolutamente logica e solo il futuro potrà dire se ho davvero commesso una follia oppure se, come credo, seguire le proprie passioni in ambito professionale sia uno degli ingredienti principali per raggiungere il successo».

La proprietà della famiglia Biondelli, detta Breda, fu acquisita nel periodo immediatamente successivo alla fine del secondo conflitto mondiale dal nonno di Joska, Giuseppe Biondelli, futuro ambasciatore d'Italia e allora console generale a Innsbruck in Austria. Sarà più tardi il figlio Carlottavio, da sempre impegnato in prima persona nel settore agricolo, ad estendere ulteriormente la cultura della vite e a sviluppare l'attuale cantina, ristrutturando e ampliando la storica cascina cinquecentesca cuore della proprietà agricola. Oggi l'antica tenuta è una moderna azienda dotata delle tecnologie enologiche più avanzate, in grado di garantire una produzione di vini di alta qualità da uve Chardonnay, in un perfetto connubio tra tradizione e innovazione.

Ma perché non bastano gli investimenti e la grande passione per produrre buoni vini, ecco che Joska ha chiesto aiuto per la parte tecnica all'enologo Cesare Ferrari (nella foto, a sinistra), il papà di tanti ottimi Franciacorta Docg e per la parte commerciale a Roberto Ravelli (nella foto), anche lui di lunga esperienza nel mondo vinicolo.

Sono particolari i vini di Joska Biondelli… poiché ancora non ci sono. Solo un ristretto gruppo di giornalisti e operatori del settore hanno potuto assaggiare  in anteprima assoluta alcune delle bottiglie di Franciacorta Brut che riposano nelle cantine in attesa di essere stappate con un evento ufficiale il prossimo dicembre al Circolo al Teatro di Brescia.

Da sinistra: Cesare Ferrari, Joska Biondelli, Roberto Ravelli

Il primo ad uscire a fine 2012 sarà quindi un Brut. Con la primavera 2013 verrà stappato il Satèn e molto probabilmente il Rosé. Poi sarà la volta del Millesimato. Il Franciacorta pensato dal giovane Joska vuole essere un vino fine ed elegante, un vino immediatamente piacevole, di grande carattere e personalità. Per fare tutto ciò è stata adottata una viticoltura biologica e il giovane Biondelli sottolinea come le uve utilizzate per produrre il suo Franciacorta siano tutte di proprietà, come il suo lavoro tenda a valorizzare i vitigni del territorio e come permanga la volontà di garantire un prodotto che sia in grado di coniugare tradizione e innovazione.

«La mia famiglia ed io stesso operiamo da generazioni in diversi settori del mondo agricolo. Da sempre il rispetto per la terra è la regola d'oro che applichiamo a qualsiasi tipo di coltura. Obbligata quindi la scelta della viticoltura biologica. A questa decisione, combiniamo poi l'utilizzo di macchinari e di metodologie di analisi agronomiche ed enologiche di ultima generazione. L'obiettivo che mi sono posto è quello di creare un Franciacorta dalla gradevolezza immediata; un vino subito riconoscibile, elegante e di grande fascino: un vino che cattura».

I vini
Franciacorta Brut

Il Franciacorta Brut Biondelli è ottenuto esclusivamente da uve Chardonnay provenienti solo da vigneti di proprietà. La pressatura avviene a non più di due ore dalla raccolta e solo la parte migliore del mosto (pressatura 0,7 atm) va a comporre la cuvée. Segue poi per 12 ore la decantazione naturale e la successiva fermentazione con lieviti autoctoni in vasche di acciaio. La conseguente fermentazione viene controllata termicamente per non superare i 17° e si protrae per circa 15 giorni. Al termine si effettua un primo travaso, dando la piena alle vasche e lasciando per circa 4 mesi la base spumante sui propri lieviti nobili.

In primavera si compone la cuvée attingendo a parte delle basi stoccate in azienda e appartenenti ad annate precedenti; quindi si opera l'imbottigliamento per la presa di spuma. Le bottiglie vengono tenute coricate per un periodo minimo di 24 mesi nella cantina sotterranea a temperatura strettamente costante (17°), per il processo di lisi dei lieviti.Trascorso tale periodo si programma la sboccatura che permetta di mantenere un residuo zuccherino di circa 8 gr/lt. Segue poi un ulteriore affinamento in bottiglia prima del confezionamento e della presentazione al pubblico.

Franciacorta Satèn
Il Franciacorta Satèn nasce dall'idea tutta franciacortina di ottenere un vino morbido e avvolgente che rievochi la piacevolezza della seta. Nell'interpretazione di questa idea il Satèn Biondelli prevede l'utilizzo esclusivo di uve Chardonnay, un perlage più gentile rispetto al Brut, un affinamento sui lieviti di 30 mesi e un tenore zuccherino di 11gr/lt.

Il risultato è un vino la cui delicatezza è particolarmente affine all'universo femminile e che si presta ad accompagnare in modo perfetto buona parte delle tradizione culinaria Italiana. La singolarità del Satèn Biondelli sta nel saper coniugare gli elementi di linearità dei vini fermi con la complessità dei Brut di Franciacorta. Al naso si presenta con note garbatissime di frutta secca e di miele mentre le finissime bollicine al palato conferiscono immenso piacere alla bevuta. è nel Satèn Biondelli che possiamo trovare la massima espressione dell'eleganza in bottiglia.

Franciacorta Rosé
Il connubio fra il 40% di Pinot Nero e il 60% di Chardonnay conferisce al Franciacorta Rosé Biondelli due doti fra loro apparentemente contrastanti: struttura ed eleganza. Profumi decisi, con sentori che ricordano frutti rossi, si sposano a note più dolci di frutta secca e miele mentre in bocca la decisa freschezza immediata si evolve in gusti dal piacevole finale mai amaro. Nel Rosé Biondelli l'affinamento per 24 mesi in bottiglia e il residuo zuccherino di 12 gr/lt sono gli aspetti tecnici più salienti. Pur essendo un ottimo compagno nell'abbinamento con piatti dal gusto delicato, da il meglio di sé negli appuntamenti felici della nostra vita; vino festaiolo ed elegante sa dare con il suo colore un tocco di originalità ai momenti conviviali.