I fasti dell’antico Falerno rivivono ai piedi del monte Massico
Negli ultimi dieci anni un gruppo di aziende produttrici di Falerno facenti capo alla “Quality wine selection”, dislocate intorno alle pendici del monte Massico, seguono un particolare disciplinare di produzione, riuscendo in tal modo ad esprimere un’altissima qualità intrinseca del vino Falerno
Falerno è sicuramente un nome che evoca una storia millenaria legata al più antico e famoso vino della Roma Imperiale. Il numero di citazioni nell'antichità su questo vino è davvero impressionante: negli 'Xenia”, Marziale mette a punto una guida dei vini antichi davvero molto ben documentata e di grande valore storico: fra i tanti, primeggia il Falerno, il più famoso e pregiato bicchiere dell'antica Roma: «De sinuessanis venerunt Massica prelis: condita quo quaeris consule? Nullus erat». E cioè: «Questo vino massico è venuto dai torchi di Sinuessa. Mi chiedi sotto quale console fu imbottigliato? Non c'erano ancora i consoli» (il primo console romano risale al 509 a.C.).
è fuor di dubbio che tra tutti i vini prodotti nel vastissimo impero dell'antica Roma, il Falerno era sicuramente l'eccellenza, e per esso si era disposti a pagare cifre elevate per poterlo bere durante banchetti e cerimonie. Scrive ancora Marziale: «Se vuoi bere del vino spenderai un sesterzio; del buon vino te ne costerà due; ma se vorrai il magico Falerno dovrai essere pronto a pagarne sei».

Ulteriore nota di interesse legata al Falerno è la citazione di Plinio il Vecchio che affermava che esistevano nell'area di produzione tre tipologie di vini, differenziati dal sito di coltivazione dei vigneti: «Tria eius genera: Austerum, Dulce, Tenue. Quidam ita distingunt, summis collibus, Caucinum gigni, mediis Faustinianum, imis Falernum». Ovvero ne esistono tre varietà: forte, dolce e leggero, distinguendo così sulla sommità della collina il Caucino, a mezza costa il Faustiano e in pianura il Falerno.
E così via con altri filosofi e scrittori dell'epoca. Ma il nostro obbiettivo è parlare del Falerno dei nostri giorni, legato in maniera indissolubile a quel territorio che per tanti secoli ha fatto parlare di sé: l'Ager Falernus, un territorio, più che un sito specifico, che abbraccia i due versanti del monte Massico fino a degradare sulla calda riva del mar Mediterraneo.
Nel corso dell'ultimo ventennio mi sono dedicato con profonda dedizione allo studio e alla scoperta della mia terra d'origine, l'Ager Falernus. Come agronomo ed enologo ho ricercato e verificato tutte le potenzialità di questo territorio; ho avuto la possibilità di confrontate le produzioni vitivinicole degli attuali e differenti siti produttivi, alcuni dei quali ancora oggi ricadenti su antichi insediamenti romani; ho avuto l'opportunità di capire, emotivamente e tecnicamente, le scelte dei vignaioli dell'antica Roma.
Negli ultimi dieci anni un gruppo di aziende produttrici di Falerno facenti capo alla 'Quality wine selection Nicola Trabucco winemaker”, dislocate in maniera più o meno uniforme tutt'intorno alle pendici del monte Massico, seguono un particolare e più restrittivo disciplinare di produzione da me redatto, riuscendo in tal modo ad esprimere un'altissima qualità intrinseca del prodotto, dovuta principalmente a due fattori: il primo, fondamentale e non esportabile, è il territorio dell'Ager Falernus, il secondo legato ad una sapiente e attenta vinificazione che tutela ed esalta le tipicità peculiari di ogni singola area di produzione.

L'azienda agricola Ager Falernus
Una particolare nota di attenzione va rivolta a un'azienda nata da soli 4 anni e già capace di esprimere in maniera assoluta vini di grande pregio dalle caratteristiche gusto-olfattive uniche e assolutamente riconoscibili. Sto parlando dell'azienda agricola Ager Falernus srl di Napoli, una realtà di oltre 40 ettari, di cui circa 12 vitati, immersi nel verde della macchia mediterranea, tra olivi secolari, ligustri, ginestre, mirto, orchidee e tantissime altre specie vegetali indigene, alle pendici nord-est del monte Massico a poco meno di 1 km dalle calde spiagge del mar Tirreno, dove oltre 2mila anni orsono risplendeva l'antica 'Sinuessa”.
L'artefice di questa new entry è Pietro Varone, figlio di questa antica terra e cittadino del mondo, che dopo tanti anni vissuti da 'nomade” per lavoro ha deciso di realizzare il proprio sogno nel cassetto: far rivivere i fasti dell'antico Falerno, nella propria terra, alle pendici del monte Massico, là dove la storia del grande vino è iniziata.
Nel 2008 la posa della prima pianta, nel 2010 la prima piccola vendemmia, nel 2012 i primi vini e le prime emozioni. Vediamoli nel dettaglio:
è fuor di dubbio che tra tutti i vini prodotti nel vastissimo impero dell'antica Roma, il Falerno era sicuramente l'eccellenza, e per esso si era disposti a pagare cifre elevate per poterlo bere durante banchetti e cerimonie. Scrive ancora Marziale: «Se vuoi bere del vino spenderai un sesterzio; del buon vino te ne costerà due; ma se vorrai il magico Falerno dovrai essere pronto a pagarne sei».

Ulteriore nota di interesse legata al Falerno è la citazione di Plinio il Vecchio che affermava che esistevano nell'area di produzione tre tipologie di vini, differenziati dal sito di coltivazione dei vigneti: «Tria eius genera: Austerum, Dulce, Tenue. Quidam ita distingunt, summis collibus, Caucinum gigni, mediis Faustinianum, imis Falernum». Ovvero ne esistono tre varietà: forte, dolce e leggero, distinguendo così sulla sommità della collina il Caucino, a mezza costa il Faustiano e in pianura il Falerno.
E così via con altri filosofi e scrittori dell'epoca. Ma il nostro obbiettivo è parlare del Falerno dei nostri giorni, legato in maniera indissolubile a quel territorio che per tanti secoli ha fatto parlare di sé: l'Ager Falernus, un territorio, più che un sito specifico, che abbraccia i due versanti del monte Massico fino a degradare sulla calda riva del mar Mediterraneo.
Nel corso dell'ultimo ventennio mi sono dedicato con profonda dedizione allo studio e alla scoperta della mia terra d'origine, l'Ager Falernus. Come agronomo ed enologo ho ricercato e verificato tutte le potenzialità di questo territorio; ho avuto la possibilità di confrontate le produzioni vitivinicole degli attuali e differenti siti produttivi, alcuni dei quali ancora oggi ricadenti su antichi insediamenti romani; ho avuto l'opportunità di capire, emotivamente e tecnicamente, le scelte dei vignaioli dell'antica Roma.
Negli ultimi dieci anni un gruppo di aziende produttrici di Falerno facenti capo alla 'Quality wine selection Nicola Trabucco winemaker”, dislocate in maniera più o meno uniforme tutt'intorno alle pendici del monte Massico, seguono un particolare e più restrittivo disciplinare di produzione da me redatto, riuscendo in tal modo ad esprimere un'altissima qualità intrinseca del prodotto, dovuta principalmente a due fattori: il primo, fondamentale e non esportabile, è il territorio dell'Ager Falernus, il secondo legato ad una sapiente e attenta vinificazione che tutela ed esalta le tipicità peculiari di ogni singola area di produzione.

L'azienda agricola Ager Falernus
Una particolare nota di attenzione va rivolta a un'azienda nata da soli 4 anni e già capace di esprimere in maniera assoluta vini di grande pregio dalle caratteristiche gusto-olfattive uniche e assolutamente riconoscibili. Sto parlando dell'azienda agricola Ager Falernus srl di Napoli, una realtà di oltre 40 ettari, di cui circa 12 vitati, immersi nel verde della macchia mediterranea, tra olivi secolari, ligustri, ginestre, mirto, orchidee e tantissime altre specie vegetali indigene, alle pendici nord-est del monte Massico a poco meno di 1 km dalle calde spiagge del mar Tirreno, dove oltre 2mila anni orsono risplendeva l'antica 'Sinuessa”.
L'artefice di questa new entry è Pietro Varone, figlio di questa antica terra e cittadino del mondo, che dopo tanti anni vissuti da 'nomade” per lavoro ha deciso di realizzare il proprio sogno nel cassetto: far rivivere i fasti dell'antico Falerno, nella propria terra, alle pendici del monte Massico, là dove la storia del grande vino è iniziata.
Nel 2008 la posa della prima pianta, nel 2010 la prima piccola vendemmia, nel 2012 i primi vini e le prime emozioni. Vediamoli nel dettaglio:
- Vino & Anima: il top wine aziendale, un superbo Falerno del Massico Primitivo tagliato con Aglianico e affinato per circa 12 mesi in botti grandi di rovere francese; un vino che per ampiezza, struttura e complessità si colloca ai vertici assoluti dei grandi vini rossi italiani.
- Black Magic: un poderoso Falerno del Massico rosso di base Aglianico affinato in barrique di rovere francese per circa 12 mesi e messo in commercio non prima di 12 mesi di bottiglia; nero e impenetrabile, semplicemente 'imperioso”.
- Gaia: un Falerno del Massico Bianco ottenuto da una sapiente vinificazione di uva Falanghina, fermentato parte in legno e parte in acciaio e maturato sui propri lieviti per 6 mesi, esprime caratteristiche note floreali e fragranti, intense e persistenti.
- Sunshine: Chardonnay in purezza, fermentato e affinato in botti grandi di rovere francese; un vino unico e affascinante, di grande complessità ed eleganza gusto-olfattiva, capace di dare emozioni uniche e inimitabili.
- Rayan: Falerno del Massico Primitivo, fermentato e affinato in acciaio, si presenta caldo armonico e ricco di aromi fruttati.
- Leyana: Falerno del Massico Bianco, ottenuto dalla vinificazione in purezza di uve Falanghina fermentate in acciaio ed affinate sulle fecce fini per almeno 5 mesi; intenso e persistente con spiccate note floreali e aromi fragranti.
- Mulsum: un passito unico, ottenuto con uve Falanghina e Moscato, caldo, avvolgente e aromatico.

