Prima vendemmia dopo il terremoto. Nel Mantovano è iniziata la raccolta delle uve per gli spumanti, poi toccherà alle bianche per arrivare a metà settembre con quelle rosse. A causa dei rigori dello scorso inverno e poi del caldo torrido di questi ultimi mesi, si prevede un calo di produzione fra il 10 e il 20% rispetto alla media di 170 quintali all'ettaro per il Lambrusco Doc e di 130 quintali all'ettaro per  le uve delle colline moreniche verso il Garda. Nel Mantovano ci sono 1.800 gli ettari a vigneto, di cui il 60% coltivato a lambrusco.

Il clima degli ultimi giorni, con cali delle temperature in media pari a 10 gradi, specie nelle ore notturne sta favorendo lo sviluppo dei profumi migliorando ancor più la qualità delle uve. Nel Basso Mantovano, l'area più colpita dal sisma di tre mesi fa, le cantine hanno corso contro il tempo per riparare i danni e ripartire a pieno regime in occasione della vendemmia.

«Quest'anno - sottolinea Luciano Bulgarelli, presidente Consorzio Vini Mantovani - il periodo della raccolta arriva in anticipo per effetto di una maturazione più veloce dei grappoli. Da pochi giorni è iniziata la raccolta delle uve bianche. Si prevede un calo produttivo medio del 10%. Stessa sorte per il lambrusco. Il vino mantovano è sempre più apprezzato, anche all'estero». In particolare in Spagna, Germania, Stati Uniti, Brasile e Messico, ma aumenta l'interesse anche in Cina, Giappone e Russia.