Meno uva ma sanissima in Oltrepò. Procede la vendemmia di Torrevilla
Ai primi di settembre inizierà la raccolta di Moscato e Riesling, mentre è molto richiesto anche dagli importatori esteri il Cortese Garlà. Il direttore Guerrino Saviotti: «La collaborazione con l’Istituto sperimentale di Riccagioia si dimostra molto importante per migliorare qualità e immagine»
Agosto 2012 a Riccagioia di Torrazza Coste (Pv): fa caldo in Oltrepò. Normale si direbbe, siamo in agosto ed un vecchio adagio recita 'Agosto asciuga il pozzo”. Poco male, dunque se non fosse che qui è in corso la vendemmia delle pregiate uve Pinot e le temperature stanno mettendo a dura prova uomini e mezzi. Inoltre incomincia a creare problemi alla vite la forte siccità.Guerrino Saviotti, enologo e direttore della cantina Torrevilla (nella foto, a destra, con il direttore del Consorzio Oltrepò, Carlo Alberto Panont) è dal 16 agosto insieme ai suoi collaboratori 'in zona operativa” per le operazioni di raccolta e vinificazione delle uve destinate alla produzione delle pregiate basi spumante ma anche del vino novello e degli importanti rossi prodotti con il pinot nero. «Il tempo sta mettendo a dura prova le persone, i mezzi tecnologici e anche la produzione» conferma Saviotti, mentre sta seguendo la vendemmia tra i filari di Riccagioia.
Dal Centro di ricerca formazione e servizi della viticoltura ed enologia di Torrazza Coste arriveranno nelle cantine Torrevilla diverse casse di pinot nero e chardonnay, uva selezionata per la produzione di vini base spumante Docg. «In Oltrepò Pavese la vendemmia del Pinot è iniziata alla metà di agosto e proseguirà sino a fine mese. Il raccolto sarà senz'altro influenzato dal gran caldo. Le uve sono belle e sane, l'acino ancora gonfio e turgido ma già la siccità e il sole stanno incidendo sulla resa uva-mosto: si stima una diminuzione sino al 25% dei quantitativi di uva che saranno raccolti. Nel 2011 la produzione complessiva di Torrevilla è stata di 63 mila quintali di uva, quest'anno prevediamo di non superare i 55mila, nonostante siano entrate a far parte del corpo sociale di Torrevilla nuove aziende viticole», spiega Saviotti.
Il direttore di Torrevilla segue con particolare attenzione l'andamento della vendemmia nei vigneti di Riccagioia, società nella quale anche Torrevilla ha una importante partecipazione: «Per noi, ma il discorso è da estendersi non solo all'Oltrepò ma a tutta la Lombardia vitivinicola, si tratta di una realtà molto significativa per l'importante lavoro di ricerca e sperimentazione nel mondo del vino a cui dovrà seguire anche la 'sezione divulgativa”. Marketing e comunicazione sono fondamentali per far conoscere e sviluppare il territorio: a cosa serve produrre bene se poi si vende male o non si comunicano i progetti innovativi che sono in fase di realizzazione?».
Ai laboratori di controllo e ricerca di Riccagioia, Torrevilla appoggia tutte le analisi necessarie a certificare i vini e gli spumanti destinanti all'esportazione, attività destinata ad intensificarsi nella prospettiva di sviluppo del lavoro all'estero. Dato che l'azienda Riccagioia è socia con conferimento totale delle uve prodotte presso la Torrevilla, già da dieci anni è stato registrato da Torrevilla stessa il marchio 'Poderi Riccagioia” che identifica una linea di vini di successo distribuiti in esclusiva da un importante gruppo della grande distribuzione nazionale.Tra le attività seguite da Riccagioia ci sono anche le microvinificazioni, che permettono di vinificare piccole quantità di uva per sperimentare prodotti e procedimenti migliori: «Si tratta di un'attività molto importante, che ci permette di trarre il meglio dai prodotti del nostro territorio» conferma Saviotti.
Il centro di assistenza tecnico ai viticoltori di Torrevilla, diretto da Gabriele Picchi (nella foto a sinistra) sotto l'egida dell'Istituto di viticoltura dell'Università di Milano, sta tenendo sotto stretta osservazione le curve di maturazione di tutte le uve che saranno vinificate nelle prossime settimane. Dichiara l'enologo Picchi: «Al moscato e riesling seguirà la raccolta del Cortese che per noi a Torrevilla rappresenta un'uva molto importante per i risultati qualitativi che offre in questo territorio e che incomincia ad interessare anche ai nostri importatori esteri, un po' stufi dei soliti vitigni internazionali. Questi operatori ci stanno chiedono vini ottenuti da uve indigene come appunto il nostro Cortese. A tal proposito stiamo proponendo il 'Garlà”, un cortese 'fermo” ottenuto da una particolare selezione di uve Cortese provenienti dalla località Garlazzolo del comune di Codevilla, dove si produce, secondo me, il miglior Cortese d'Italia».

