Magistravini, la forza degli uomini per la qualità del vino
Magistravini è una storia di persone, primo fra tutti Claudio Quarta, presidente del Gruppo, e Vincenzo Mercurio, wine-maker. Magistravini con le sue cantine Sanpaolo, Eméra e Casino Nitti offre una gamma di vini caratterizzati dal legame con il territorio di provenienza e dall’alta qualità
Ci vuole coraggio, ci vuole spensieratezza, ci vuole progettualità, ci vuole competenza specifica, ci vogliono congrui capitali? Insomma, ma in buona sostanza, cosa ci vuole, cosa necessita per accingersi a intrapresa vitivinicola? E non in generale, ché facile per come da modello ne sortirebbe risposta, bensì in maniera molto circostanziata: hic et nunc.Ci vuole un mix di quanto sopra ma certamente ci vuole tanta intelligenza e tanta voglia di agire in binomio armonico tra cuore e cervello. Quell'intelligenza che abilita la comprensione dei fenomeni, ne facilita il governo secondo mission d'impresa e suggerisce l'acquisizione delle competenze laddove esse sono, sempre reperendole ai vertici della loro espressione.
E Claudio Quarta, patron di Magistravini, è tutto ciò ed è anche molto di più. Grazie al suo vissuto di scienziato della genetica e delle biotecnologia e grazie alla sua vision di come desidera il suo presente ed il suo futuro di imprenditore vitivinicolo, con, rieccoci, il suo cuore ed il suo cervello.
La competenza specifica somma di wine maker la trova, felice e fertile l'incontro, in Vincenzo Mercurio, competente come pochi, talentuoso come pochissimi.
Il logo della Magistravini è grappolo per quanto ciò immediatamente evochi l'uva e per quanto sia a cluster, ovvero a grappolo, la visione che Quarta ha delle sue aziende operative.
Due i fuochi ellittici di Magistravini: nell'Irpinia e nel Salento. Cantina San Paolo in Irpinia esita le tre grandi Docg irpine: Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi. Tenute d'Emèra, nel Salento, esita prevalentemente vini dai vitigni autoctoni negroamaro e primitivo. Tuttavia proprio l'ultimo vino presentato, dall'evocativo nome in etichetta 'Sud del Sud” (ognuno di noi è meridionale di qualcuno ed ha un suo meridionale) si giova anche di contribuzioni, sebbene ancillari, di vitigni alloctoni qui non solo a loro perfetto agio ma con connotazioni irrobustite. Di questo vino vorremo riparlarne in autunno.Memorabile, tra le altre, la degustazione del rosato 'Rose”. Rose è da sole uve negroamaro, vendemmiate nella prima decade di settembre. Grappoli maturi alquanto ma non nel loro momento pieno, prelevati dai filari quasi a 'togliere il disturbo” affinché tutti i rimanenti acquisiscano la vigoria portentosa atta ai grandi rossi dell'azienda.
Mercurio sapientemente opta per la macerazione a freddo in pressa e pressatura soffice. La vinificazione (così come l'affinamento) è in acciaio, a temperatura intorno ai 16°C.
Gradevole alla vista la vivida brillantezza e garbate sfaccettature corallo. Piacevolmente complesso al naso, con suadenti risalite di intriganti note agrumate. Molto gradevole al palato, per la sua freschezza non disgiunta da ammiccante vellutato; chiude lento con finale di frutti rossi. Lo abbiniamo al freschissimo pescato locale e lo apprezziamo come aperitivo al tramonto nelle lunghe estati salentine.

