Tutti gli uomini delle vigne. Storie di vignaioli da Planeta
A Sambuca di Sicilia (Ag), nella cantina Planeta è stata allestita la mostra fotografica "I Planeta. Tutti gli uomini delle vigne". Sono 90 ritratti fotografici di uomini scattati nel periodo della scorsa vendemmia dal fotografo Gianni Mania. A complemento della mostra è stato pubblicato un libro
Vignaioli dalle mani ruvide, i volti abbronzati dal sole di Sicilia, ma tutti con l'orgoglio di appartenenza e l'amore per la terra nello sguardo. Sono 90 ritratti fotografici di uomini, uno in fila all'altro, a rivestire tutto il perimetro di un antico rustico della cantina di Sambuca di Sicilia (Ag), affacciata sul lago Arancio. Li ha realizzati, durante nel periodo della scorsa vendemmia, il fotografo Gianni Mania girando tra i filari e fissando le immagini di questi lavoratori agricoli in una pausa della raccolta delle uve nei vigneti delle aziende Planeta: da Menfi a Sambuca, da Vittoria a Noto, da Milazzo all'Etna. A complemento della mostra è stato pubblicato un libro, con testi di Oscar Giannino, che ripercorre la storia del vino siciliano. Una rinascita e un'ascesa nazionale e internazionale voluta con sacrificio e ostinazione dai produttori, ma anche grazie alla fatica sconosciuta di uomini senza volto, gente della terra. Ora questa mostra, inedita pagina del riscatto siciliano, rende loro giustizia, mostrandoceli. «Sono gambe e braccia - scrive Giannino nella prefazione - teste e cuori senza i quali l'eccellenza di Planeta, dei suoi prodotti e delle sue strategie semplicemente non avrebbe potuto avere la forza di affermarsi».
I 90 vignaioli, per la prima volta protagonisti, sono stati ritratti in abiti da lavoro, così come sono stati incontrati, e accanto al loro nome è riportato il soprannome, d'obbligo da queste parti: c'è Lu Prufissuri, Sfilatinu, Terremmoto,Mezza lingua, Moro, Lu Mutu, Scannaturi, Vampatedda, Yoghi, Lu Dutturi, Lu Tabaccusu ecc. La mostra è stata presentata da Francesca Planeta, figlia di Diego, in occasione di Inycon, la rassegna vitivinicola promossa dal Comune di Menfi (Ag) con la collaborazione della Cantina Settesoli. L'iniziativa rientra nel più ampio progetto espositivo 'Viaggio in Sicilia”, giunto alla quinta edizione, con sede a Menfi, nel piano terra di Casa Planeta. L'antica residenza di famiglia, costruita nella seconda metà del XVIII secolo e successivamente ampliata, è stata da tempo donata al comune e attualmente ospita l'Enoteca della Strada del Vino delle Terre Sicane.
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Vi sono esposte molte opere -disegni, dipinti e sculture- di giovani artisti legati al Gruppo di Scicli: Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Salvatore Paolino e Franco Polizzi. Il filo comune è l'idea del viaggio, in una Sicilia privilegiata e suggestiva, pensata nell'ispirazione e nell'ideazione da Diego Planeta insieme a Piero Guccione e a Giuseppe Lo Magno. Dopo 40 anni Planeta ha lasciato mesi fa la presidenza della cantina Settesoli, la più datata e importante realtà vitivinicole cooperativa siciliana e neppure si era ricandidato nel direttivo di Assovini, che raggruppa le cantine siciliane più rappresentative. Ha voluto - per sua ammissione - dare spazio ai giovani anche nelle sue aziende, tutte a conduzione familiare. Proprio a Sambuca di Sicilia, nelle terre da secoli di proprietà dei Planeta, nel 1981 fu posta la prima pietra dell'azienda vitivinicola. Oggi gestisce, proprio come un articolato «viaggio in Sicilia», tanti vigneti in sintonia con i più diversi territori. Conta sei boutique wineries a Sambuca, Menfi, Vittoria, Noto, Castiglione di Sicilia e Capo Milazzo che danno vita a vini espressione della tradizione enologica isolana e nello stesso tempo del suo rinnovamento. Ognuno della famiglia gioca un ruolo distinto e fondamentale, puntando all'eccellenza delle produzioni, ma anche al rispetto del territorio, dell'ambiente e della responsabilità sociale. Molto lavoro è stato fatto, in collaborazione con l'Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari della Regione Siciliana e con le istituzioni scientifiche, per salvaguardare il patrimonio di vitigni autoctoni, a cui si aggiungono ormai introvabili vitigni minori, definite 'reliquie”. Almeno una quarantina sono ora fortunatamente in fase di recupero.


