Piper-Heidsieck. Champagne per passione dal 1785
Una grande passione nel produrre con successo i primi vini intorno al 1780. In pochi anni diventa il principale fornitore di champagne della casa reale di Francia e di Maria Antonietta. La fama dell’azienda si rafforza nel tempo, legandosi anche a personaggi di spicco dello spettacolo
La Maison Piper-Heidsieck nasce ufficialmente il 5 maggio 1785 per iniziativa di Florens Louis Heidsieck, figlio di un ministro luterano originario di Westfalia emigrato a Reims per lavorare nel settore tessile, dove scopre il winemaking e se ne innamora. Una grande passione che gli permette di produrre con successo i suoi primi vini intorno al 1780. In pochi anni diventa il principale fornitore di champagne della casa reale di Francia e di Maria Antonietta in persona, alla quale presenta personalmente una speciale cuvée.

Alla sua morte, avvenuta nel 1828, il nipote Christian Heidisieck e il cugino Henri Guillaume Piper assumono il controllo dell'azienda. I viaggi frequenti attraverso l'Europa assicurano loro la possibilità di allargare la clientela prestigiosa, raggiungendo corti reali anche lontanissime, come quella cinese e siamese, che gli assicurano la preferenza grazie alla cura e allo stile unico delle produzioni. Dopo la morte di Christian Heidsieck nel 1838, il matrimonio della sua vedova con Piper inaugura definitivamente il corso del binomio 'Piper-Heidsieck”, nome con il quale è ancora oggi conosciuta la casa vinicola.
Piper-Heidsieck lega il proprio nome a grandi personaggi della cultura, trasformandolo in un connubio indissolubile a partire dal 1885, primo centenario della Maison. Infatti, Piper prende contatto con Carl Fabergè, il gioielliere dello Zar, che realizza una speciale bottiglia d'oro, tempestata di diamanti e lapislazzuli, per contenere la speciale cuvée prodotta quell'anno. Il legame con il proprio tempo segna il passo dell'azienda anche nel 1896, quando Aubrey Beardsley, controverso e noto artista Art Nouveau, realizza il famoso poster con il personaggio di Isotta che beve champagne.
La fama dell'azienda si rafforza nel tempo, legandosi anche a personaggi di spicco dello spettacolo che ne impongono il nome nel jet-set internazionale. Nel 1953 Marilyn Monroe dichiara di addormentarsi con due gocce di profumo e di risvegliarsi ogni mattina con un bicchiere di Piper-Heidsieck. Pochi anni dopo, per celebrare l'Oscar vinto da Rex Harrison (1965) per il ruolo maschile in My fair lady assieme ad Audrey Hepburn, viene realizzata la bottiglia di champagne più grande del mondo: 1,82 m - pari all'altezza dell'attore - corrispondente a 64 bottiglie di Brut Vintage 1959. Quanto a record la Maison non si risparmia creando anche la bottiglia più costosa al mondo: una riedizione della cuvée realizzata per Maria Antonietta, riutilizzando grappoli provenienti dalle stesse 12 crus che componevano la miscela originale.
In tempi ancora più recenti, Piper-Heidsieck diventa partner del mondo del cinema legandosi ai maggiori festival mondiali, da Cannes a Venezia, da Berlino a Sundance. Anche la moda entra nell'orbita della Maison a cominciare da una collaborazione speciale, nel 1999, con Jean Paul Gaultier. Successivamente vengono chiamati a 'giocare” con le forme della bottiglia anche Viktor&Rolf e da ultimo, lo scorso anno, Christian Louboutin, che riporta in voga il tradizionale rito del bere lo champagne nel bicchiere a stiletto.

Alla sua morte, avvenuta nel 1828, il nipote Christian Heidisieck e il cugino Henri Guillaume Piper assumono il controllo dell'azienda. I viaggi frequenti attraverso l'Europa assicurano loro la possibilità di allargare la clientela prestigiosa, raggiungendo corti reali anche lontanissime, come quella cinese e siamese, che gli assicurano la preferenza grazie alla cura e allo stile unico delle produzioni. Dopo la morte di Christian Heidsieck nel 1838, il matrimonio della sua vedova con Piper inaugura definitivamente il corso del binomio 'Piper-Heidsieck”, nome con il quale è ancora oggi conosciuta la casa vinicola.
Piper-Heidsieck lega il proprio nome a grandi personaggi della cultura, trasformandolo in un connubio indissolubile a partire dal 1885, primo centenario della Maison. Infatti, Piper prende contatto con Carl Fabergè, il gioielliere dello Zar, che realizza una speciale bottiglia d'oro, tempestata di diamanti e lapislazzuli, per contenere la speciale cuvée prodotta quell'anno. Il legame con il proprio tempo segna il passo dell'azienda anche nel 1896, quando Aubrey Beardsley, controverso e noto artista Art Nouveau, realizza il famoso poster con il personaggio di Isotta che beve champagne.La fama dell'azienda si rafforza nel tempo, legandosi anche a personaggi di spicco dello spettacolo che ne impongono il nome nel jet-set internazionale. Nel 1953 Marilyn Monroe dichiara di addormentarsi con due gocce di profumo e di risvegliarsi ogni mattina con un bicchiere di Piper-Heidsieck. Pochi anni dopo, per celebrare l'Oscar vinto da Rex Harrison (1965) per il ruolo maschile in My fair lady assieme ad Audrey Hepburn, viene realizzata la bottiglia di champagne più grande del mondo: 1,82 m - pari all'altezza dell'attore - corrispondente a 64 bottiglie di Brut Vintage 1959. Quanto a record la Maison non si risparmia creando anche la bottiglia più costosa al mondo: una riedizione della cuvée realizzata per Maria Antonietta, riutilizzando grappoli provenienti dalle stesse 12 crus che componevano la miscela originale.
In tempi ancora più recenti, Piper-Heidsieck diventa partner del mondo del cinema legandosi ai maggiori festival mondiali, da Cannes a Venezia, da Berlino a Sundance. Anche la moda entra nell'orbita della Maison a cominciare da una collaborazione speciale, nel 1999, con Jean Paul Gaultier. Successivamente vengono chiamati a 'giocare” con le forme della bottiglia anche Viktor&Rolf e da ultimo, lo scorso anno, Christian Louboutin, che riporta in voga il tradizionale rito del bere lo champagne nel bicchiere a stiletto.

