Nell'immaginario collettivo di una tranquilla campagna svizzera non possono mancare le mucche e i fiori di campo. Se ci si addentra nel nord del cantone di Friburgo, l'affascinante panorama bucolico viene interrotto da innumerevoli terrazze di vigneti. Ecco, ci troviamo nel distretto del See (lago, in tedesco), nel cuore dei 3 laghi (Murten, Neuchatel, Bienne), nella zona vinicola del Vully. Il micro-clima della regione con inverni relativamente miti, estati non afose e a tratti piovose, agevola il lavoro dei tanti viticoltori. Qui, il re incontrastato è il vitigno del Chasselas, un'uva autoctona ambientatasi perfettamente grazie a un terreno argilloso e profondo che trattiene abbondanti riserve d'acqua.

Etienne Javet, 27enne direttore marketing dell'associazione dei produttori di vino del Vully (Association des vignerons du Vully), encomia le sue qualità descrivendolo «basico, poco caro, immagine del territorio e vino degli svizzeri; dal color giallo paglierino e brillante, si rilevano sentori floreali, principalmente tiglio, e un bouquet di frutta bianca, secco e fresco con una buona armonia. Il suo carattere amplio, ben strutturato, lo rende poliedrico in tavola e si sposa, sempre per restare nello stesso cantone, col formaggio Gruviera (Gruyere)». Infatti molti svizzeri, lo utilizzano principalmente come un vino d'aperitivo giovane, da sorseggiare in compagnia di formaggi freschi o tendenzialmente a pasta molle. Javet conduce anche una piccola azienda familiare, nella frazione di Lugnorre, iniziata nel 2004 dal padre Gerard con la vendita di sole 2mila bottiglie. Oggigiorno, la proprietà si estende su circa 3,5 ettari e produce all'incirca 27mila bottiglie che il mercato svizzero, tra privati e ristoranti, riesce ad assorbire.

Principalmente si producono vini Chasselas, Pinot Noir (anche in versione bianco), Pinot Grigio e Gamaret (altro vitigno autoctono). I vini sono battezzati, dal fratello Antoine, multimedia designer, con nomi che solleticano la curiosità come 'Soleil Noir” (Sole Nero, pinot nero vinificato in bianco), 'Aime Terre” (L'amore per la terra, pinot nero), 'L'origine” (Chasselas) e, il nostro preferito, 'Le deuxieme sens” (Il secondo senso) ovvero uno Chasselas rinvingorito da un passaggio di circa 6 mesi in botte di rovere con agitazione delle fecce. Il risultato è emozionante, lo chasselas sprigiona la sua dolcezza assumendo sapori più mielosi e costrutti, immediatamente palesi al primo sorso, pur mantenendo stabile l'equilibrio con la sua acidità. Al naso, evoca fiori di sambuca, frutta matura e un leggera nota di tostato, facendone uno Chasselas insolito ma molto piacevole.

Scendiamo a valle di circa 5 chilometri e costeggiando il lago di Murten, entriamo in quel di Praz, comune rinomato a livello nazionale per i suoi vini. Qui, da cinque generazioni, la famiglia Chervet produce vini premiati sin dagli ultimi anni del XIX secolo. Oggi, il discendente, Jean Daniel Chervet (nella foto), innovatore della tradizione, coadiuvato dalla sua consorte Franziska (nella foto), ci apre le porte della sua 'maison” e con estrema cortesia ci porta alla scoperta della sua azienda. La proprietà si estende per circa 15 ettari sulle rive del lago di Murten e circa il 65% è vitigno bianco (la maggior parte Chasselas, poi Riesling-Sylvaner, Chardonnay e Pinot Grigio) mentre il vitigno rosso più coltivato è il Pinot Nero, dal quale ricavano anche il rosé. Anche qui tutte le bottiglie sono vendute su territorio elvetico tra privati (circa 70%), ristoranti e distributori. Chervet presenta orgoglioso il Freibourg, ricavato da uve Freisamer, vitigno vigoroso e abbastanza fertile nato dall'unione del Sylvaner e del Pinot Noir. Grazie alle sue speciali proprietà chimiche, il Freibourg bianco può essere bevuto anche a distanza di cinque anni mantenendo inalterate le sue caratteristiche. Dal colore giallo chiaro con riflessi verdognoli, sviluppa all'olfatto un profumo di mele fresche e fiori d'acacia. Corposo, al palato, manifesta un carattere passionale, edulcorato da un bouquet di fiori, combinato con miele, arancio amaro e zafferano. Si consiglia sia come aperitivo sia con frutti di mare.

Jean Daniel Chervet con la moglie FranziskaLa famiglia Chervet produce all'incirca 15 vini differenti, tutti di pregevole fattura e vincitori di concorsi, e allora chiediamo quale sia la ricetta segreta del successo e  Jean Daniel ce la riassume cosi: «C'est facile! Un buon terreno, un buon clima, un buon vitigno e un buon viticoltore». Infine, non possiamo esimerci dal citare un pluripremiato vino dolce chiamato 'Gouttes d'Or” (Le gocce d'oro) che nasce dalla fusione di Freisamer, Pinot grigio, Traminer et Riesling-Sylvaner ed è vinificato in botti di rovere francese. Di una dolcezza equilibrata, con aromi di frutta candita e noci, è l'ideale per chiudere un pasto con un formaggio a pasta dura o un dessert.

Il Vully è una piccola terra, baciata dal clima e costellata da sapienti viticoltori che riescono a far esprimere il meglio a questa regione lacustre. Il tramonto nell'inoltrata primavera elvetica tarda ad arrivare, il sole lentamente si addormenta tra le chete acque e le differenti sfumature vermiglie calano il sipario sui vigneti che, ossequiosi, ringraziano. Fine prima tappa.