La Guardiense, vocazione alla viticoltura A Vinitaly il nuovo passito Laureto
Fra le più importanti aziende del sud Italia, la cooperativa di Santa Lucia di Guardia Sanframondi, nel Beneventano, in pochi anni ha rivoluzionato il mondo del vino e a Vinitaly ha presentato il suo ultimo nato, il passito Laureto, affiancato dalle 19 grandi etichette de La Guardiense
L'ultimo nato è il passito Laureto, un modo originale per riproporre uno dei vitigni di punta della cantina, quella Falanghina che fra fermi e spumantizzati fa de La Guardiense la più importante realtà produttiva di questo bianco simbolo della Campania. Un vino interessante ma che è poco più di una chicca rispetto alle etichette (almeno 19) che quest'anno sono state presentate al Vinitaly riscontrando ancora una volta un grande successo.Assolutamente notevoli, ad esempio sono il Senete (falanghina in purezza), Pietralata (greco in purezza), Cantari (aglianico riserva) o Cantone (piedirosso sannio) tutti Doc della linea Cru di Janare, i Cru riservati all'Horeca.
Janare nasce nell'ambito di un progetto di salvaguardia di vitigni autoctoni, si tratta di selezioni che puntano a valorizzare, in particolar modo, la Falanghina e l'Aglianico. La linea si divide in: Janare Cru e Selezione di Janare.
Solo i migliori vigneti permettono di ottenere gli eccellenti vini della linea Cru. Selezione di Janare è invece la linea di vini scelti con la massima cura ed una particolare ricerca territoriale. Infatti, solo i vigneti delle migliori zone e le moderne tecniche di lavorazione permettono la realizzazione di un prodotto 'selezionato” e competitivo.
Cru e Selezione Janare usufruiscono di una tecnologia innovativa, la cosiddetta 'cantina nella cantina”, destinata solo ai prodotti di alta qualità. Questa zona dell'azienda è dotata delle ultime tecnologie presenti nel settore enologico: per la produzione dei vini bianchi ci sono presse che lavorano in riduzione solo con l'ausilio di azoto in modo da poter fare delle crio-macerazioni in ambiente riducente, al fine di esaltare le componenti aromatiche varietali di ogni vitigno; per i vini rossi, oltre a sistemi di vinificazione con rimontaggi automatici e controllo delle temperature di vinificazione, un ruolo importante assume l'evoluzione del vino in barriques di rovere francese, che permettono una maturazione ideale per i grandi Aglianici.L'Aglianico è del resto stato oggetto di un progetto di sperimentazione con Riccardo Cottarella e Attilio Scienza per dimostrare come anche al sud si possa fare qualità e in una grande realtà produttiva. E sempre con i due grandi esperti di vino l'anno scorso la cooperativa, insieme a Falesco e Leone de Castris, ha promosso una linea di spumante aleatico rosato per celebrare i 150 dell'unità d'Italia. Poche bottiglie ma di un ottimo prodotto che ha permesso di rilanciare un grande vitigno.
Fra le più importanti aziende del sud, e certamente la più grande della regione in campo enologico, la cooperativa di Santa Lucia di Guardia Sanframondi, nel beneventano, in pochi anni ha rivoluzionato il mondo del vino in queste terre vocate alla viticoltura ma che che solo da pochi anni hanno puntato alla qualità ed all'imbottigliamento. Fondata nel 1960 da 33 soci, oggi la cooperativa (con mille soci e duemila ettari di terreni) è diventata il simbolo del progresso tecnologico ed economico dell'intera provincia beneventana, riuscendo a coniugare la tradizione contadina ed il lavoro di queste terre con le più moderne tecnologie.La Guardiense
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