Jonathan NossiterIl regista Jonathan Nossiter (nella foto), con la collaborazione di Eric Biagi, direttore dell'Institute Français Palermo e Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto, ha regalato una splendida serata agli appassionati del buono e del bello. L'incontro è iniziato poco prima del tramonto assaggiando vini naturali siciliani (prodotti senza sostanze chimiche in cantina e in vigna) sul terrazzo dell'Institute, con il seducente sfondo e panorama dei giardini della Zisa, il palazzo normanno nato per gli ozi dei re normanni nella seconda metà del 1100. L'occasione era la presentazione del libro di Nossiter, Le vie del vino.

«Nel momento in cui molti italiani sentono che il loro Paese sta scivolando verso una forma di dispersione culturale e sociale, i recenti cambiamenti del mondo del vino in Italia offrono non solo una forma di speranza per la natura del vino ma anche un esempio di libertà e impegno etico per ogni forma di attività culturale nel mondo intero».

Così inizia il diario di viaggio del simpatico regista che suggerisce una protesta contro il conformismo imperante (basti ricordare che il titolo originale è Le goût e le pouvoir). Soprattutto è portatore di una luminosa speranza, simboleggiata concretamente dai vini naturali di cui è profondo conoscitore e ambasciatore; ma non ama essere definito sommelier, concetto che 'afferma un potere non democratico contro il vino”. Piuttosto afferma che 'l'uva è esperienza del territorio, con i suoi pregi e difetti. La ricerca di un vino perfetto è orribile, visto che non esiste neppure una persona perfetta”.

Nossiter è nato a Washington nel 1961, ha vissuto in cinque Paesi tra Nuovo e Vecchio continente; si considera un rappresentante delle generazioni che hanno goduto del benessere del secondo dopoguerra; da qui l'ottimismo, le ragionate certezze e anche il rispetto delle altrui opinioni. «Il vino naturale è fatto da vignaioli che protestano, rifiutano la tecnica, idealmente vicini a Pasolini, a Gramsci, a Bernanos, portatori di una democrazia che non vuole schiacciare».

Il dibattito con il pubblico è stato accompagnato dall'assaggio dei vini di una decina di produttori siciliani di vini naturali e specialità gastronomiche organizzato dal giornale Cronache di Gusto (elenco in fondo). Nell'incontro si è ampiamente ricordato il film di Nossiter Mondo Vino, premiato a Cannes nel 2004 e considerato manifesto culturale dei vini naturali. Molti intellettuali, nei momenti di crisi della società hanno saputo interpretare la necessità di cambiamento proponendo stili e modelli ispirati alla naturalità, richiamando la semplicità senza nulla togliere al benessere e alla qualità della vita. Ascoltando Nossiter è facile ricordare l'ironia di Ennio Flaiano e le esilaranti Storie Naturali di Carlo Levi, accostarlo al Po cinematografico di Mario Soldati, al piacere del vino e alle donne di Luigi Veronelli, solo per fare qualche esempio.

I vini in degustazione
Faro 2009 Bonavita di Giovanni Scarfone, Messina, Sp 68 Ross di Arianna Occhipinti; Pytos Anfora 2010 Cos di Giusto Occhipinti; Malvasia delle Lipari di Paola Lantieri; Gibril 2010, azienda agricola Guccione; Maqué Rosato, Porta del Vento di Marco Sferlazzo, Camporeale; Etna Rosso Doc 2010, di Frank Cornelissen; Aetneus 2007 Custodi delle Vigne dell'Etna di Mauro Paoluzi; Suber 2009, Azienda Agricola Daino, Grillo 2010 Nino Barraco, Marsala; Isolano 2010 Valdibella

Le vie del vino - Il gusto e la ricerca del piacere (Le goût e le pouvoir)
Jonathan Nossiter
Einaudi €16,00


Il film Rio Sex Comedy
La serata è continuata con la proiezione del nuovo film franco-brasiliano di Jonathan Nossiter, Rio Sex Comedy, presentato in un cinema del centro di Palermo nell'ambito del festival Rendez Vous e organizzato dell'Institute Français.

Girato a Rio de Janeiro nel 2010, è una divertente commedia, anche noire, come suggerisce Nossiter, anelito di purezza e libertà che accosta la vita dei quartieri ricchi alla miseria dei negletti delle favelas. Vita quotidiana, quadretti paradossali, canti, danze, un pizzico di divertente sesso, tutto ripreso con il fascino del teatro accanto ai panorami e scorci di grande cinema; un film girato in ben cinque mesi, frutto di un lavoro cooperativo e spesso dell'estro improvvisato degli attori; i dialoghi in quattro lingue nulla tolgono alla comprensione, anzi... 111 minuti travolgenti, indimenticabili e impossibili da riassumere; basti segnalare l'eterna elegante giovinezza di Charlotte Rampling che inizia il film con una passeggiata danzante, la sessualità e i tradimenti senza drammi di Iréne Giacob, la rivoluzione personale con finale romantico di Bill Pulmann, ambasciatore Usa, che forse s'ispira al regista stesso.

Grandi attori accanto a personaggi di strada, personaggi non omologati e adorabili propongono un cambiamento ineluttabile e una lievità gioiosa. Come i vini naturali. Viene proprio voglia di stare dalla loro parte.