Più di 600 visitatori, fra cui il presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola, Massimo Nobili, e unanimi consensi per la trasferta dei vini dei Colli Euganei sul Lago Maggiore: è questo, in sintesi, il risultato dell'evento 'Colli Euganei Doc e Docg - Vulcaniche emozioni a Stresa” organizzato domenica 29 aprile presso il Grand Hotel des Iles Borromées su iniziativa della Camera di commercio di Padova dal Consorzio vini Colli Euganei in collaborazione con Ais Vco.

Cento le etichette proposte dalle aziende padovane, molte delle quali presenti in postazioni individuali, e nel Banco d'Assaggio consortile, in abbinamento ai prodotti agroalimentari del territorio degli Euganei. Numerosi anche gli operatori del settore intervenuti per conoscere direttamente le caratteristiche dei vini dei Colli Euganei, in un'occasione di ampia panoramica produttiva.

Al di là dei numeri, un particolare interesse ha suscitato la degustazione guidata da Paolo Massobrio, giornalista e critico enogastronomico, e da Mauro Carosso, delegato Ais Torino. Durante la degustazione, introdotta da Luca Molino, delegato Ais Vco, da Andrea Galeota, referente per l'ufficio promozione della Camera di commercio di Padova, e da Antonio Dal Santo, presidente del Consorzio Vini Colli Euganei, sono stati presentati 6 vini: Serprino Spumante, Fior d'Arancio secco, Carmenere, Colli Euganei Rosso, Fior d'Arancio Spumante e Fior d'Arancio Passito.

Gli apprezzamenti sono andati sia al livello qualitativo dei vini sia all'interessante rapporto qualità - prezzo che fa dei Colli Euganei una delle zone emergenti anche in relazione al mercato estero. E se la Docg Fior d'Arancio si conferma come vino - bandiera per eccellenza degli Euganei, meritevoli di particolare attenzione si sono rivelati i vini rossi per concorde giudizio di tutti i presenti alla degustazione e all'iniziativa. Un successo a tutto campo, quindi, che premia gli ormai tangibili e riconosciuti progressi di una delle zone di produzione vitivinicola di più delineata identità in Italia, anche grazie alla particolarità dei suoli, di origine vulcanica, e del clima.


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