Viaggio tra i vini dell'Albese. Tra tecnica, paesaggi e storie
Un percorso enologico e turistico per gli amanti del buon vino e della natura, tra le cantine storiche e altre più recenti fra Langhe e Roero, da Neive a Canale e Verduno. Con una fermata al nuovo laboratorio di microbiologia nato per migliorare ancor più la qualità e la durata dei vini piemontesi
«Prima di incontrarlo d'estate e d'autunno tra i boschi in caccia alle bisce, è indispensabile fare conoscenza con quella sua terra, quella campagna, quelle vigne, quelle colline, quelle Langhe». Così lo scrittore Davide Lajolo ricordava i suoi incontri con Cesare Pavese. Senza vivere e viaggiare lungo i bassi crinali delle colline albesi è infatti impossibile comprendere questo territorio d'elezione di grandi vini ma anche crogiuolo di storie, di fatti e di uomini, che meritano sempre di essere conosciuti e raccontati.
All'interno delle cantine realizzate nelle terre che si affacciano lungo il lento scorrere del fiume Tanaro, la ricerca e la voglia di migliorarsi fanno il paio con paesaggi mozzafiato, con paesi e castelli su sommità di colline dai dolci profili.
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Anche il vino è frutto di ricerca, che è figlia della tecnica e della scienza, come accade nel nuovo laboratorio di microbiologia Enocontrol, inaugurato ad aprile, che ha come obiettivo una costante applicazione nel miglioramento della qualità dei vini prodotti. La struttura realizzata sull'Ampelio, la collina di Alba (Cn) che fa da sfondo alla storica scuola enologica, ha eseguito le prime analisi microbiologiche su vino ed acqua oltre a test immunoenzimatici per la determinazione di virus nelle piante da vite. Se oggi sono attività ormai di routine le analisi sul vino indirizzate alla conta totale di lievi e batteri e per la ricerca di batteri lattici e acetici, nel nuovo laboratorio si tengono d'occhio anche i tappi da sughero per l'analisi microbiologica delle muffe e dei batteri. Per i produttori di barbatelle di vite, è stato attivato anche un servizio per la diagnosi di virus.
Un'attenzione alla qualità che si ritrova negli straordinari prodotti enologici del territorio. Tra questi, cenno particolare merita sicuramente il 'Barbaresco Riserva Docg” del 2003 dell'Azienda Francone di Neive (tel 0173 67068), nel piccolo centro limitrofo al paese che ha dato il suo nome a uno dei vini piemontesi più noti. Il suo 'Riserva” Fabrizio Francone consiglia di berlo almeno dopo i primi cinque anni dalla vendemmia e fino a dodici e oltre a seconda dell'annata. Inoltre il 'Settecento” vinificato con Nebbiolo, Barbera e Freisa e altri 'rossi” famosi come Nebbiolo d'Alba Doc, dolcetto d'Alba Doc e Barbera d'Alba Doc, sia nella versione base sia 'Superiore”, costituiscono ulteriore biglietto da visita per una cantina indimenticabile.
Scollinando e spostandosi di pochi chilometri sul lato orografico sinistro del Tanaro, le colline del Roero hanno in Canale il centro più noto. Se ai piemontesi questa località è famigliare per le sue pesche, sono i vini gli autentici ambasciatori di questo territorio ricco di storia, capace di confondersi con quella dei nobili casati che ne hanno punteggiato i profili attraverso la costruzione di alcuni manieri.
Tra questi casati, sicuramente, i Malabaila che già nel Cinquecento producevano vini richiesti dalle corti sabaude. Oggi i vini delle tenute Malabaila (tel 0173 93381) sono nuovamente in commercio con alcuni prodotti dalla qualità inarrivabile, come il Roero Castelletto Riserva, che per coloro che sono abituati a consumare l'uva Nebbiolo spremuta in grandi Barolo e Barbaresco, sarà una piacevolissima scoperta. Il suo colore rubino intenso, la gradazione alcoolica superiore ai dodici gradi, fanno di questo vino un ottimo compagno per piatti dai gusti decisi o, a fine pasto, come vino da meditazione.
Una nobiltà che rimanda ai tempi antichi che è possibile ritrovare anche nei poderi del 'Castello di Verduno”, tornando sulle colline di Langa, superato il caratteristico borgo di Pollenzo (Cn). L'omonima azienda (tel 0172 470125), che deve il suo nome anche al fatto che i titolari sono anche proprietari dell'albergo 'Real Castello”, ha una gamma di produzione che si allarga dal Barolo al Barbaresco, con vigneti distribuiti sia nella stessa Verduno che a Barbaresco. Una varietà che non trascura l'autoctono Pelaverga, un caratteristico rosso dall'aroma leggermente speziato, così come alcuni Barolo che portano impresse le caratteristiche delle fortunate zone di produzione, come il 'Massara” o il 'Monvigliero” riserva. Nella tenuta di Barbaresco, oltre all'ovvia produzione del nobile Docg, vengono prodotti anche interessantissimi Dolcetto, Barbera d'Alba e Nebbiolo.
All'interno delle cantine realizzate nelle terre che si affacciano lungo il lento scorrere del fiume Tanaro, la ricerca e la voglia di migliorarsi fanno il paio con paesaggi mozzafiato, con paesi e castelli su sommità di colline dai dolci profili.
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Anche il vino è frutto di ricerca, che è figlia della tecnica e della scienza, come accade nel nuovo laboratorio di microbiologia Enocontrol, inaugurato ad aprile, che ha come obiettivo una costante applicazione nel miglioramento della qualità dei vini prodotti. La struttura realizzata sull'Ampelio, la collina di Alba (Cn) che fa da sfondo alla storica scuola enologica, ha eseguito le prime analisi microbiologiche su vino ed acqua oltre a test immunoenzimatici per la determinazione di virus nelle piante da vite. Se oggi sono attività ormai di routine le analisi sul vino indirizzate alla conta totale di lievi e batteri e per la ricerca di batteri lattici e acetici, nel nuovo laboratorio si tengono d'occhio anche i tappi da sughero per l'analisi microbiologica delle muffe e dei batteri. Per i produttori di barbatelle di vite, è stato attivato anche un servizio per la diagnosi di virus.
Un'attenzione alla qualità che si ritrova negli straordinari prodotti enologici del territorio. Tra questi, cenno particolare merita sicuramente il 'Barbaresco Riserva Docg” del 2003 dell'Azienda Francone di Neive (tel 0173 67068), nel piccolo centro limitrofo al paese che ha dato il suo nome a uno dei vini piemontesi più noti. Il suo 'Riserva” Fabrizio Francone consiglia di berlo almeno dopo i primi cinque anni dalla vendemmia e fino a dodici e oltre a seconda dell'annata. Inoltre il 'Settecento” vinificato con Nebbiolo, Barbera e Freisa e altri 'rossi” famosi come Nebbiolo d'Alba Doc, dolcetto d'Alba Doc e Barbera d'Alba Doc, sia nella versione base sia 'Superiore”, costituiscono ulteriore biglietto da visita per una cantina indimenticabile.
Scollinando e spostandosi di pochi chilometri sul lato orografico sinistro del Tanaro, le colline del Roero hanno in Canale il centro più noto. Se ai piemontesi questa località è famigliare per le sue pesche, sono i vini gli autentici ambasciatori di questo territorio ricco di storia, capace di confondersi con quella dei nobili casati che ne hanno punteggiato i profili attraverso la costruzione di alcuni manieri. Tra questi casati, sicuramente, i Malabaila che già nel Cinquecento producevano vini richiesti dalle corti sabaude. Oggi i vini delle tenute Malabaila (tel 0173 93381) sono nuovamente in commercio con alcuni prodotti dalla qualità inarrivabile, come il Roero Castelletto Riserva, che per coloro che sono abituati a consumare l'uva Nebbiolo spremuta in grandi Barolo e Barbaresco, sarà una piacevolissima scoperta. Il suo colore rubino intenso, la gradazione alcoolica superiore ai dodici gradi, fanno di questo vino un ottimo compagno per piatti dai gusti decisi o, a fine pasto, come vino da meditazione.
Una nobiltà che rimanda ai tempi antichi che è possibile ritrovare anche nei poderi del 'Castello di Verduno”, tornando sulle colline di Langa, superato il caratteristico borgo di Pollenzo (Cn). L'omonima azienda (tel 0172 470125), che deve il suo nome anche al fatto che i titolari sono anche proprietari dell'albergo 'Real Castello”, ha una gamma di produzione che si allarga dal Barolo al Barbaresco, con vigneti distribuiti sia nella stessa Verduno che a Barbaresco. Una varietà che non trascura l'autoctono Pelaverga, un caratteristico rosso dall'aroma leggermente speziato, così come alcuni Barolo che portano impresse le caratteristiche delle fortunate zone di produzione, come il 'Massara” o il 'Monvigliero” riserva. Nella tenuta di Barbaresco, oltre all'ovvia produzione del nobile Docg, vengono prodotti anche interessantissimi Dolcetto, Barbera d'Alba e Nebbiolo.

