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Abruzzo in grande evidenza al Vinitaly 2012. Al di là della presenza di 87 cantine coordinate dal Consorzio di tutela Vini d'Abruzzo e dal Consorzio di tutela Colline Teramane Docg, a segnare il passo sono stati due eventi strettamente legati alle dinamiche di crescita dell'enologia della regione: i 40 anni del Trebbiano d'Abruzzo Doc (che ha offerto l'emozione di degustare due superbe annate di Valentini, la ‘77 e la ‘88) e la verifica della qualità raggiunta dal Montepulciano Colline Teramane Docg.

E proprio con la degustazione istituzionale di 30 bianchi selezionati dal Consorzio di tutela vini d'Abruzzo e un incontro organizzato dall'Associazione vignaioli in Abruzzo, Francesco Paolo Valentini, storico produttore di Trebbiano d'Abruzzo, ha raccontato l'evoluzione fino ai giorni nostri di quello che ha definito «uno straordinario vitigno figlio di una terra straordinaria». L'assaggio ha portato i partecipanti a ritroso nel tempo attraverso dieci vini Trebbiano d'Abruzzo, otto dei quali prodotti in diverse annate tra il 2000 e il 1990 dai soci vignaioli - San Lorenzo, Bosco Nestore, Dora Sarchese, Tenuta I Fauri, Zaccagnini, Torre Zambra, Contesa e Marramiero - e due provenienti da due annate storiche dell'azienda Valentini, il 1988 e il 1977.

«Con i nostri vini e con la straordinaria presenza di Francesco Paolo Valentini che ha dato ancora una volta lustro alla nostra regione - ha spiegato il presidente dell'Associazione Vignaioli Enrico Marramiero - abbiamo dimostrato che la terra Abruzzo può produrre grandi vini bianchi durevoli nel tempo e che il trebbiano abruzzese potrà dare grandi soddisfazioni se si utilizzano sistemi di coltivazione adeguati e tecniche di vinificazione non invasive».

Per quanto riguarda invece le produzione Colline teramane, la Docg del Montepulciamo d'Abruzzo, di grande interesse è stata la degustazione 'Sei passi intorno al Gigante” con sei vini di quattro annate diverse provenienti dalle diverse aree della provincia di Teramo selezionate dall'omonimo Consorzio di tutela: Colle Trà 2008 di Strappelli (Torano Nuovo), Himerio 2007 di De Antoniis (S. Omero), Reilla 2007 di Anfra (Pineto), Idillio 2006 di Fiore Podere S. Biagio (Controguerra), Riserva 2006 di Orlandi Contucci Ponno (Roseto degli Abruzzi) e Mastrobono Riserva 2005 di La Quercia (Morro d'Oro). Un'occasione che ha dimostrato come questo vino sia ormai diventato adulto e capace di competere (nonostante il basso volume di produzione) con i grandi rossi italiani.

«Il nostro impegno - ha ricordato Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Colline Teramane Docg - è di elevare la qualità, di evidenziare le diversità del Montepulciano d'Abruzzo prodotto nel nostro territorio, anche con scelte molto rigorose che hanno imposto ai nostri associati, raro esempio in Italia, di controllare la produzione attraverso la resa per ceppo anziché la resa per ettaro».

Nato nel 2003, il Consorzio 'Colline Teramane” tutela la produzione a denominazione di origine controllata e garantita della regione Abruzzo, assegnata al Montepulciano d'Abruzzo prodotto secondo lo specifico disciplinare riconosciuto per le produzioni all'interno del territorio della provincia di Teramo. Oggi conta 78 soci guidati per il secondo mandato da Alessandro Nicodemi, per una produzione che riguarda circa 200 ettari iscritti e raggiunge 750mila ettolitri per circa 1 milione di bottiglie. Tra le particolarità introdotte di recente dal disciplinare della Docg Colline Teramane va segnalata l'introduzione, al posto della classica resa per ettaro prevista nella prima stesura, della resa per ceppo, che sui nuovi impianti (max 3300 ceppi per ettaro) non può superare 2,8 kg per pianta, mentre per i vecchi impianti il massimo di 5,9 kg per pianta.