Oltrepò Pavese e Cantina Torrevilla. Il Pinot nero? Si spumantizzerà
Legare il vino al territorio, permettere un miglioramento della produzione, generare una comunicazione corretta e proficua: questi gli obiettivi del Consorzio di tutela vini dell'Oltrepò Pavese con la storica cantina Torrevilla. Si punterà sul Pinot nero e in particolare sulla sua spumantizzazione

C'è un Oltrepò Pavese che non si rassegna alla crisi e all'incertezza, ma anzi investe e progetta il proprio futuro lungo una precisa direttrice: il Pinot nero nelle sue espressioni più nobili, spumantistica in testa.
è questo il messaggio uscito dal convegno 'La conoscenza del territorio, strumento indispensabile per una viticoltura di qualità - l'esempio Torrevilla” tenutosi nella prestigiosa sede del Centro Riccagioia di Torrazza Coste (Pv) sabato 17 marzo. Numerose le autorità intervenute, oltre al presidente della cantina Torrevilla Luigi Ferrari, il sindaco di Torrazza Coste Ermanno Pruzzi, il presidente della Camera di commercio di Pavia Giacomo dé Ghislanzoni Cardoli e il presidente della provincia di Pavia Daniele Bosone.
«Il progetto nasce da un'idea del direttore della Cantina Torrevilla Guerrino Saviotti - ha esordito Leonardo Valenti dell'Università di Milano, padrino scientifico dell'iniziativa – da me immediatamente condivisa; ritengo infatti che l'Oltrepò sia un territorio estremamente vocato ma non adeguatamente rappresentato nel mercato del vino. Con il mio gruppo di esperti siamo partiti dalla zonazione fatta dal consorzio e da lì abbiamo approfondito l'area più orientale della denominazione, dove insistono i vigneti che afferiscono alla Cantina Torrevilla. Il lavoro ha come soggetto il Pinot nero e si focalizza sulla spumantizzazione; in Oltrepò, finora, questo vitigno non ha assunto una forte identità, pur avendo, con le proprie uve, alimentato fortune enologiche di altre aree nazionali».Gli obiettivi dello studio quindi sono molteplici e convergenti: legare il vino al territorio, permettere un miglioramento della produzione, generare una comunicazione corretta e proficua. L'esito finale sarà un manuale d'uso del territorio, capace di una lettura su scala molto particolarizzata e pertanto in grado di esaltare l'eccezionale variabilità dei vigneti della Cantina Torrevilla.
«è vero, l'Oltrepò è rimasto un eterno ragazzo - ha confermato il direttore Guerrino Saviotti - nel senso che non ha ancora espresso appieno le proprie potenzialità; non voglio essere a questo riguardo negativo, se finora non ha dato il meglio di sé vuol dire che potrà farlo in futuro! Essenziale a questo riguardo la zonazione, per sapere con esattezza ove ci si trova, quali elementi naturali si hanno a disposizione e come poterli amalgamare al meglio. Oggi come non mai si parla di crisi del vino, anche se noi che siamo nel settore da tanti anni sappiamo che altre ne sono passate, pertanto rilanciamo con progetti coerenti che scommettono sul futuro. Grazie alla zonazione realizzeremo rigidi protocolli produttivi e gratificheremo quei viticoltori che seguiranno le nostre indicazioni».«Inizieremo da subito a sfruttare le potenzialità di questo progetto - ha proseguito Gabriele Picchi, tecnico della cantina - mettendo in linea ed aggiornando in tempo reale tutti i dati climatici rilevati dalle nostre centraline, a beneficio dei nostri viticoltori (sul sito sono riportati temperature massime e minime, vento, piovosità, … sia nella scansione giornaliera che in termini di medie mensili ed annuali)».
Le caratteristiche della rete di rilevazione agroclimatica di Torrevilla sono state illustrate da Simone Parisi dell'Università di Milano, mentre il climatologo Luigi Mariani, della stessa facoltà, ha precisato come «abbiamo studiato accuratamente l'ambiente ma, anno su anno, una volta redatto il manuale, occorrerà adattarlo all'effetto ‘annata'. Quindi gli stessi conferimenti in cantina saranno ottimizzati in funzione dell'obiettivo enologico proposto».
Il manuale d'uso del territorio unitamente alle rilevazioni dei parametri con incidenza su vegetazione, malattie della vite ed andamento della maturazione, forniranno finalmente indicazioni preziosissime e cruciali in una gestione tecnologica e razionale dell'attività vitivinicola, al fine di poter ‘guidare' la variabilità delle caratteristiche delle uve, anziché subirla.
«Variabilità» ha precisato Massimo Compagnoni, di Studio geologia ambiente, che si è occupato dell'indagine geopedologica, che una volta studiata e delimitata, ha portato a costruire una carta degli areali omogenei e quindi alle unità di pedopaesaggio.Grande plauso all'iniziativa infine è stato espresso da Matteo Marenghi, direttore del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, che ha dichiarato come il lavoro di Torrevilla, focalizzato sul Pinot nero, coincida con la visione consortile. «Su queste tematiche - ha detto - si giocherà il futuro dell'intera denominazione. Attenzione però. Il consorzio farà la propria parte in termini di comunicazione e promozione, ma il territorio deve convergere più decisamente verso la spumantistica Docg, dando più peso anche al marchio Cruasé che ora attende solo di veder aumentare il numero di bottiglie prodotte».
Cantina Torrevilla, presidio territoriale con oltre un secolo di tradizione
Nel 1907 nasce la Cantina sociale di Torrazza Coste mentre nel 1931 vede la luce la Cantina sociale di Codevilla. Bisogna attendere fino al 1970 per la fusione fra le due realtà, che origina la Cantina sociale di Torrazza Coste e Codevilla.
Agli inizi degli anni Ottanta viene impressa un'importante svolta qualitativa e si crea il marchio ‘Torrevilla' che dal 1990 diventa ragione sociale. Negli anni Novanta si avvia il progetto ‘Uve di qualità' in collaborazione con l'Università di Milano, mentre nel 2000 si potenzia il servizio commerciale implementando un sistema distributivo che porterà ad inserire vini e spumanti nel canale della grande distribuzione: tra il 2003 ed il 2010 il numero di bottiglie vendute passa da uno ad oltre tre milioni.
Oggi Torrevilla rappresenta per l'Oltrepò un 'marchio” storico; emblema di un'azienda che, avendo percorso oltre un secolo di vicissitudini economiche, sociali e politiche, è giunta ai nostri giorni in perfetta salute. La cantina, nel 2011, anno del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, ha presentato il Rosso Doc Oltrepò Riserva denominato GinestroCaprera, un prodotto di alta gamma da uve Barbera, Croatina e Pinot nero. Un omaggio a Giuseppe Garibaldi ed ai marchesi Anna e Giorgio Pallavicino Trivulzio, allora proprietari della tenuta di Genestrello che ha ospitato l'Eroe dei due mondi.
Cantina Torrevilla
via Emilia 4, Torrazza Coste (Pv)
Tel 0383 77520 – 0383 77003
Fax 0383 77592
via Villa 2, Codevilla (Pv)
Tel 0383 373001
info@torrevilla.it

