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L'obiettivo è di destinare alla produzione di bollicine (per lo più metodo Charmat in varie tipologie) una parte del Chiaretto oggi prodotto come vino fermo, così da aumentare il paniere di offerta di un territorio che negli ultimi tempi si è rivelato molto dinamico e attento a conquistare sempre nuovi spazi di mercato.

Questa una delle novità emerse dall'Anteprima del Chiaretto e del Bardolino organizzato dall'omonimo Consorzio a Lazise (Vr) con una successo straordinario di partecipazione: oltre 8mila persone hanno affollato domenica la vecchia Dogana, tanto che le 64 cantine presenti hanno stappato più di 4mila bottiglie.



Tornando al Chiaretto Spumante, la novità della riviera veronese del Garda, ancora in fase sperimentale (solo 200mila pezzi, ma i produttori sono saliti a 28, contro i 4 di tre anni fa) è ancora una nicchia di produzione se pensiamo che il Chiaretto in versione tradizionale è passato da 5,5 a 11 milioni di bottiglie in 5 anni, ma il trend di crescita potrebbe essere molto rapido.

Il grosso della produzione resta comunque rappresentato dal Bardolino, che si aggira su 21 milioni di bottiglie. Numeri importanti per un consorzio di 1.600 soci (di cui circa un centinaio imbottigliatori) che negli ultimi tempi è riuscito a risalire nettamente la china e a conquistare visibilità e apprezzamento sul mercato e fra i critici grazie all'impegno del presidente Giorgio Tommasi e del direttore Angelo Peretti.



ll successo di pubblico, e di mercato, premia oggi i vini di facile approccio e leggeri. E la corvina veronese nel Bardolino esprime proprio vini molto semplici, di un rubino piuttosto tenue. Il vitigno principe della zona (in Valpolicella la stessa uva, dopo l'appassimento, dà vita all'Amarone), che il nuovo disciplinare di produzione consente di utilizzare fino all'80% nell'uvaggio, contro il precedente 65%, evidenzia profumi fruttati di lampone e fragolina di bosco (soprattutto nei vini della parte settentrionale dell'area di produzione) e di ciliegia (in particolare per i rossi della zona più a sud). Profumi che nell'Anteprima (che presentava molti vini in vasca) in alcuni casi erano forse un po' schiacciati dalla giovane età e dal sentore erbaceo ancora presente, ma che già lasciavano presagire anche note speziate di cannella, chiodo di garofano e pepe.

Il 2011 sembra aver favorito più il Bardolino, riducendo al momento la freschezza del Chiaretto, anche se il tipico sentore di agrumi e salinità c'è. Fra poche settimane anche questi vini (presentati come sempre un po' in anticipo) dovrebbero essere pronti per la beva.

Foto e video: Pietro Marcellino.


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