La settima edizione di Sensofwine si è chiusa all'insegna di uno straordinario successo di pubblico. La prestigiosa kermesse enogastronomica organizzata da Luca Maroni a Roma, infatti, si è confermata come un appuntamento immancabile per tutti gli amatori, gli appassionati e i semplici curiosi e, grazie a una formula arricchita e rinnovata, si è registrata la presenza complessiva di 15mila persone (tra pubblico pagante, giornalisti e ospiti del gala inaugurale). Solo al banco dei salumi sono stati dispensati oltre 70 kg di assaggi.

Sabato 28 si conferma come giornata di maggior affluenza: con circa 3.600 visitatori e oltre 5mila bottiglie stappate per una media di 60mila assaggi.

Merito anche dei 'Percorsi sensoriali”: itinerari esclusivi ed emozionanti basati su abbinamenti studiati di vino e cibo. Dai sapori suadenti e i profumi più tenui del percorso Delicato a quelli ben più persistenti e corposi di salse, spezie, culatelli, salsicce, formaggi tipici al tartufo del Deciso e del Possente.

Il convegno 'Vino e Pil”
SensofWine non è stato solo profumi e sapori ma anche un'occasione di riflessione. Il convegno 'Vino e Pil” ha infatti messo l'accento sul rapporto fra la produzione agricola italiana e il suo fondamentale contributo al Prodotto interno lordo. Il dibattito, moderato dal giornalista Andrea Pancani, ha visto la partecipazione, oltre che di Luca Maroni, anche di Ottavio Caggiano, direttore generale Federvini; David Granieri, presidente della Federazione provinciale Coldiretti Roma; Aurelio Lo Fazio, assessore della Provincia di Roma alle Politiche agricole; Rosanna Zambelli, direttore nazionale Confagricoltori e Paolo Perinelli, direttore Confragricoltura Lazio.

Durante il convegno, si è posta l'attenzione su come il settore agricolo rappresenti l'unica area di Pil espandibile con politiche dedicate, e più ancora con una lotta sempre più efficace alla contraffazione: il fatturato sviluppato dal comparto agroalimentare è solo il 10-20% del fatturato totale del cibo/vino "italian sounding". Secondo Luca Maroni «il vino deve tornare al centro dei consumi quotidiani e per questo sono necessarie una vera operazione culturale e un supporto da parte di tutti i soggetti interessati, dalle istituzioni agli addetti ai lavori, al consumo del vino italiano».

Come è emerso dal convegno, quello del vino resta uno tra i settori produttivi più economici e performanti (con circa 500mila addetti), in netta controtendenza rispetto alla congiuntura nazionale complessiva (nel 2011 le esportazioni sono aumentate del 12%). Con questa premessa, il vino si inquadra inevitabilmente come "comparto modello" su cui puntare alla luce di diverse considerazioni: è uno fra i pochi prodotti italiani sempre attivi nella bilancia dei pagamenti negli ultimi 15 anni e l'unico prodotto agricolo la cui ricaduta economica positiva è appannaggio quasi totale dell'azienda produttrice e/o del tessuto economico locale.

La 'Jam session”
Passione, ritmo e gusto si sono intrecciati in un happening guidato dalle suggestioni musicali della tromba del filosofo e musicista Massimo Donà e dal racconto del vino di Luca Maroni. In una sala gremita di appassionati di vino e jazz, le note si sono confuse con gli odori e ad ogni assaggio la tromba di Donà ha tradotto in musica le sensazioni suscitate dal vino proposto da Maroni. Un connubio perfetto che per oltre due ore ha incantato il Palazzo dei Congressi dimostrando ancora una volta come il vino sia musica, cultura e arte.

La serata di gala
Oltre alle personalità del mondo politico, dello spettacolo e dell'enogastronomia, la serata inaugurale ha visto anche la presenza del sindaco Gianni Alemanno. Luca Maroni ha assegnato il premio 'Il Vino e le istituzioni” a Gianni Letta, mentre il premio 'Vino e cultura della città di Roma” è andato a Vinzia Firriato come miglior produttore assoluto d'Italia. A consegnare il premio all'imprenditrice siciliana è stato Davide Bordoni, assessore alle Attività produttive, al lavoro e al litorale.


Articolo correlato:
Maroni, 8 vini al top con 98 punti Due bianchi e sei rossi