Argo Valcalepio Moscato Passito Doc. La storia di un vino in un romanzo
La storia di un prodotto tipico bergamasco, l'“Argo Valcalepio Moscato Passito Doc”, è stata raccontata dal vivace intelletto e dalle magiche illustrazioni di Marialaura Briola e Sarolta Szulyovszky. Uno spelndido progetto culturale che ha unito il mondo del vino con quello del romanzo
Che l'enogastronomia sia una forma di cultura non v'è dubbio. Un pregevole progetto ha sposato il mondo del vino con quello del romanzo, mettendo nero su bianco la storia di un prodotto tipico bergamasco - in questo caso 'Argo Valcalepio Moscato Passito Doc” - complici il vivace intelletto e le magiche illustrazioni di Marialaura Briola e Sarolta Szulyovszky. Il racconto, dal retrogusto tutto femminile, è ambientato nel 1700 nell'antico monastero di San Paolo d'Argon (Bg), famoso per la sua tradizione vitivinicola. Un sodalizio unico e originale tra racconto e vino, che mira a spingersi oltre il prodotto in sé per fantasticare con i sensi prima ancora che con la mente. Perché, come tradizione vuole, quando si parla di vino inevitabilmente vengono in mente esperienze multisensoriali, che coinvolgono in un viaggio magico e misterioso, dove il confine tra percepito e immaginato è molto labile e facilmente scalfibile da menti e palati esigenti e curiosi.
Sulla base di questi presupposti è nata l'avventura di Argo, un libello che racconta la storia di un vino, 'Argo Valcalepio Moscato Passito Doc” prodotto dall'Azienda agricola Angelo Pecis di San Paolo d'Argon.
Argo Valcalepio Moscato Passito Doc nasce da uve del vitigno autoctono Moscato di Scanzo, accuratamente selezionate in vigna e poste in appassimento per un periodo di quaranta giorni. La pigiatura è soffice con successiva lenta fermentazione e affinamento di due anni in botti di legno e acciaio. Le sue caratteristiche organolettiche spiccano ai sensi: colore rosso rubino carico con riflessi granati con il tempo; al naso presenta note di frutta rossa, spezie e vaniglia; buona dolcezza al palato, strutturato, persistente e morbido. Eccellente vino da meditazione, può essere proposto in abbinamento con pasticceria secca, cioccolato fondente e con formaggi stagionati o erborinati. Si consiglia di servirlo ad una temperatura di 15°, stappando la bottiglia qualche minuto prima. Prodotta in 500 bottiglie, l'annata 2008 mantiene onore al suo nome, legato al gigante mitologico Argo dai cento occhi posti da Giunone sulla coda del pavone. Un elemento ripreso dall'illustratrice Sarolta Szulyovsky che, nell'etichetta, ha voluto rappresentare l'eleganza di un pavone: questa meravigliosa creatura viene raffigurata con una foglia di vite in bocca e con la coda che si fonde con tralci, foglie e viticci.
Vino e libello sono stati presentati al ristorante Loro di Trescore Balneario con ottima partecipazione di pubblico. La serata – suddivisa in due parti – ha visto prima la lettura da parte di due attrici del testo scritto da Marialaura Briola, intercalando il racconto con canti popolari tipici della raccolta delle uve mature nei campi. Seconda parte dedicata alla presentazione del vino Argo e relativa degustazione, finalizzata a dare una nuova collocazione ad un vino importante come il Moscato passito Argo, non solo da meditazione o da abbinare ai dolci, ma bensì con la possibilità di accostarsi a diverse portate del pasto. Un connubio che ha riscosso pareri favorevoli tra i presenti, che hanno potuto provare un esperienza enogastromomica di alto livello, grazie anche agli chef del ristorante Loro (1 Stella Michelin) che hanno proposto portate che ben si accostavano al Argo.I vitigni coltivati nell'azienda Pecis sono principalmente quelli prescritti dal disciplinare del Valcalepio Doc, Merlot e Cabernet Sauvignon per il rosso, Pinot Bianco, Grigio e Chardonnay per il bianco, Moscato di Scanzo per il passito. Minori sono - per estensione ma non certo per le caratteristiche dei vini ottenuti - le coltivazioni di Franconia (vitigno di origine austriaca) e di Moscato Giallo. La produzione comprende i quattro Valcalepio Doc (Rosso, Rosso Riserva, Bianco e Moscato Passito) e l'Imberghem (Terre del Colleoni - Franconia Doc). Due sono gli spumanti prodotti con il Metodo Classico, il Pecis Maximus Brut, così chiamato in onore del primogenito Massimo e il Gaio delle Passere Dry (Moscato Giallo). Infine va ricordato Laurenzio (Moscato Giallo della Bergamasca Igt), vino passito dedicato al secondo figlio Lorenzo.

