Vini toscani in degustazione a Roma. Go Wine conquista la Capitale
13 le aziende presenti al banco di assaggio, scelte tra i vari territori della Toscana, da Montalcino a Capalbio, da Gaiole in Chianti ad Albinia e Orbetello. Era una selezione difficile tra la qualità e la varietà delle migliaia di etichette prodotte in una delle regioni viticole più importanti
Una degustazione di vini della Toscana ha concluso a Roma, all'Hotel Quirinale, il calendario di eventi da Go Wine, l'associazione per la promozione dell'enoturismo e dei territori del vino. Tredici le aziende presenti al banco di assaggio, scelte tra i vari territori della Toscana, da Montalcino a Capalbio, da Gaiole in Chianti ad Albinia e Orbetello. Era una selezione difficile tra la qualità e la varietà delle migliaia di etichette prodotte in una delle regioni viticole più importanti del mondo, tanto più che accanto a realtà emergenti sono stati presentati marchi consolidati. «Non avevamo la pretesa di fare un super-evento dal punto di vista dei numeri - dice il presidente di Go Wine, Massimo Corrado, ma volevamo raccontare delle storie, mostrare le diverse anime del territorio toscano che si esprimono tradizionalmente con il Sangiovese, comune denominatore, ma che sanno trarre straordinari risultati anche con altri vitigni. Interessante anche mettere in evidenza alcune espressioni della crescita forte di aziende delle zone costiere, e non soltanto di Bolgheri. Roma è una città con grandi appassionati del vino, ma c'è anche una larga fascia di persone interessate che io chiamerei curiosi che devono ancora avvicinarsi al vino completando un percorso. Noi - questo è lo scopo della nostra associazione - vogliamo diffondere la positiva cultura del vino e dei loro territori». In effetti l'anno si chiude per Go Wine con un bilancio più che positivo: decine di eventi a Torino, Milano, Genova, Bologna e Roma, il progetto Go Wine School a Soave, nel Chianti e in Irpinia, iniziative sui vitigni autoctoni come 'Buono, non lo conoscevo”, il concorso letterario 'Bere il territorio” e infine la 'Guida Cantine d'Italia 2013” che sarà presentata il 4 dicembre a Bologna.
Il pubblico romano ha apprezzato l'iniziativa degustando le etichette con la presenza dei produttori. Delle aziende presenti, cinque erano del Senese: Cappella Sant'Andrea di San Gimignano, Castiglion Del Bosco di Montalcino, Fattoria di Palazzo Vecchio di Montepulciano, Colombaio di Cencio di Gaiole in Chianti e Poggio Bonelli di Castelnuovo Berardenga. Per la zona di Pisa erano presenti La Mercareccia di Casale Marittimo, Pakravan-Papi di Riparbella, la Tenuta Podernovo di Terricciola, mentre in rappresentanza del Grossetano erano presenti la Parrina di Albinia-Orbetello, la Fattoria di Magliano di Magliano in Toscana, la Tenuta Monteti di Capalbio e Moris Farms di Massa Marittima. La Fattoria Ambra di Carmignano rappresentava l'area pratese.

Sono stati degustati vini di aziende prestigiose come Castiglion del Bosco, con i suoi 60 ettari di vigneti per la produzione di Brunello o quelli della Tenuta Podernovo della famiglia Lunelli, delle famose bollicine Ferrari, 40 ettari in maggioranza a a Sangiovese sulle colline pisane dove nascono due rossi di pregio: Teuto e Aliotto. Ma sono stati degustati anche quelli della Mercareccia di Casale Marittima, tre ettari di fronte al mare dove Fabrizio Zanfi produce solo due etichette, un Syrah in purezza e un blend col Sangiovese: in tutto 15.000 bottiglie e tutte da 500 cc perché - dice - per gustare il vino,magari al ristorante,una bottiglia è troppo grande e mezza è troppo poco. Due grandi rossi che nascono vicino al mare, a Capalbio, sono stati presentati dalla Tenuta Monteti, 28 ettari a vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, Petit Verdot e Alicante che in questa zona dove è prevalente la produzione di bianchi- si esprimono in modo del tutto personale. «Quest'evento è un'altra conferma - dice ancora Massimo Corrado - che nonostante i venti di crisi c'è una fortissima attenzione verso il vino di qualità» .
La guida Cantine d'Italia 2013 di prossima presentazione, dedicata alle cantine "che valgono il viaggio" ne presenta 650 di cui 230 contrassegnate da un'impronta, il top del giudizio. è stato scelto questo simbolo, proprio l'impronta che lascia il piede, per invitare il lettore ad andare a visitarla e a conoscere il vino nella terra dove nasce.


