Da alcuni anni si fa un gran parlare della necessità di dare spazio alle donne in ogni settore della vita pubblica, usando toni di crociata del genere 'salviamo il soldato Ryan”. Ma siamo proprio certi che le donne apprezzino tale campagna mediatica dettata dalla cattiva coscienza maschile, che fino alla metà del secolo scorso ha fatto il possibile per emarginarle? In realtà, quelle che hanno deciso di uscire allo scoperto hanno sempre realizzato il loro intento, usando intelligenza e spirito d'iniziativa; da quando poi la quasi totalità è approdata a studi superiori, coloro che l'hanno voluto davvero (perché non è detto che tutte anelassero a mettersi in gioco), sono riuscite a emergere, e senza tanto chiasso sono salite a cariche direttive e organizzative eccellenti.

Un esempio di alta imprenditorialità femminile lo abbiamo rilevato in un'azienda vinicola veneta della quale la nostra testata ha già scritto in passato: appartiene ai Maculan di Breganze (Vi), che questa volta vogliamo presentare sotto una luce particolare, intervistando la terza generazione della famiglia, composta dalle due giovani figlie.

Maria Vittoria e Angela, dividendosi i compiti con diverse specializzazioni, affiancano nella conduzione il padre Fausto, enologo, che ha modernizzato nel '73 il lavoro iniziato alla fine della guerra dal padre Giovanni, quando nella zona ci si dedicava soprattutto alla produzione quantitativa, per vendere altrove le uve.

Mentre Maria Vittoria, laureata in enologia, si occupa della cantina e della cura della produzione, è stata Angela a parlare per entrambe, una specie di Mercurio che vola da un continente all'altro per raggiungere i clienti, portando in giro per il mondo il nome e la qualità dei loro prodotti, sempre più apprezzati per l'eccellenza in costante rinnovamento. Innanzi tutto le abbiamo chiesto come una donna vede la situazione attuale nel settore vinicolo, non certo tra le migliori. «Il mercato del vino – ha detto - non è immune dalla crisi generale, ma noi ne risentiamo meno, perché essendo sul mercato dei vini di qualità da ormai 30 anni, siamo riusciti a conservare e perfino a migliorare il nostro livello produttivo, e i clienti che l'hanno capito ci conservano la fedeltà. Soprattutto abbiamo visto crescere gli apprezzamenti stranieri, il che compensa il lieve affanno del mercato italiano».
 
Ci parli della vostra azienda, oggi.
I nostri non sono grandissimi numeri: abbiamo 22 collaboratori, e poi ci siamo noi tre, che mettiamo passione ed entusiasmo nell'attività, per una sfida entusiasmante.-
 
Divertirsi nel lavoro è già un bene raro, stimolato dagli ottimi risultati: quali sono le più recenti conquiste?
Uno dei nostri maggiori successi è il 'Madoro”, vino rosso dolce da uve Marzemina per l'80% e il 20% di Cabernet Sauvignon, appassite per circa 45 giorni, perfetto con grandi formaggi e dessert al cioccolato. Sempre con la Marzemina, uva autoctona, 3 anni fa abbiamo presentato il 'Cornorotto” da uve surmature, intenso nel colore e negli aromi, e all'inizio del 2012 è uscito il nostro 'Salgarotto”, un Merlot con solo 11,5 di gradi alcolici, leggero e piacevole anche come aperitivo, con cui abbiamo tentato una nuova  sfida: soddisfare i consumatori che cercano un vino rotondo per il consumo quotidiano. Insieme con l'ultima novità, il bianco 'Pino& Toi”, è stato proposto con tappo a vite, chiusura moderna e all'avanguardia, adatta a vini da bere giovani e freschi, che mantiene la fragranza del prodotto.

Siete originali anche nell'attribuzione di nomi insoliti, che meglio si memorizzano. Anche questi dipendono dalla parte femminile dell'azienda?
Non si tratta solo di giochi della fantasia, ma di ricerche su antiche tradizioni locali con cui vogliamo esprimere il nostro attaccamento alla terra in cui viviamo.

Tanto impegno vi ha premiati?
Le guide ci apprezzano: abbiamo ricevuto i 5 grappoli da Bibenda e Tre Stelle Super per ben tre vini dalla Guida di Veronelli. Inoltre esportiamo circa il 40% della nostra produzione in 35 Paesi, e abbiamo aperto nuovi mercati nell'Est Europa e in Brasile, India, Cina. Certo che occorre muoversi, viaggiare, farsi conoscere, portando in giro per il mondo il nostro nome e il nostro entusiasmo, che nasce dalla certezza della nostra qualità.-

Qual è il vostro rapporto con le associazioni che ruotano intorno al mondo del vino?
Non siamo certo isolati, anzi! Maria Vittoria è socia delle 'Donne del vino”, facciamo parte del 'Comitato Grandi Cru d'Italia”, del 'Consorzio Tutela Vini Doc di Breganze”, e mio padre è presidente della 'Magnifica Fraglia del Torcolato”-

A proposito del Torcolato, un vino perfetto per accompagnare soprattutto i dessert, mi piace ricordare l'accordo con il celebre pasticciere Loison di Costabissara (Vi) che produce, col vostro Torcolato in cui inzuppa le uvette, un panettone che definisco il migliore in assoluto, una delizia che si può gustare dovunque, prenotandolo in tempo (loison@loison.com). Ma ancora non basta: ci parli, Angela, del marketing che cura personalmente.
Abbiamo inaugurato un sito Internet e pubblichiamo una rivista periodica per i clienti, con cui - raccontiamo - i nostri vigneti, i nostri vini e le nostre iniziative; inoltre abbiamo aperto una pagina ufficiale su Facebook, con cui raggiungiamo un pubblico eterogeneo con notizie flash.

Concludo chiedendo: che cosa ha spinto due ragazze giovani e belle a dedicarsi a un lavoro un tempo ufficialmente maschile?
è come se fossimo cresciute in cantina, ed è lì che abbiamo mosso i primi passi, seguendo con curiosità e profondo rispetto i processi di vinificazione. è stato nostro padre che ci ha trasmesso la passione per il vino inteso come entità viva: lo accompagniamo con trepidazione nel lungo percorso dalla vite al bicchiere, seguendolo con affetto quasi materno, orgogliose di presentare un prodotto che porta il nostro nome, la cui qualità è riconosciuta nel mondo. E tutto questo non è meravigliosamente coinvolgente, in grado di riempire la vita?