Il Consorzio del vino Chianti ha scelto le enoteche e i wine bar della Capitale che si affacciano nelle piazze più belle per far conoscere le sue etichette al pubblico romano. L'iniziativa 'Chianti in piazza”, si è svolta per un'intera giornata nei luoghi storici della vecchia Roma. Soprattutto ai giovani è stato rivolto l'invito 'Scopri il Chianti”. Se è lontano è il tempo del classico fiasco di paglia sulla tavola, essi non hanno neppure vissuto - distratti da mode e tendenze - l'affermazione delle tante etichette di qualità nate dall'espressione del Sangiovese, il vitigno toscano per eccellenza.

Con una degustazione aperta sono stati invitati ad apprezzare le sfumature e il carattere di un prodotto tanto apprezzato in tutto il mondo e nello stesso tempo invitati ad un consumo consapevole e responsabile. Le Enoteche scelte - tutte aderenti al Consorzio dei Vinattieri Romani (Coviro) - si trovano nelle piazze più suggestive di Roma, dal Pantheon a Piazza Navona, da Piazza Farnese a Piazza del Popolo. è stata quindi quasi una festa di piazza, con i banchi di degustazione all'aperto, all'esterno dei locali.

«Un'idea semplice - ha detto il presidente del Consorzio Chianti Giovanni Busi - che ha permesso di far gustare ai romani il nostro prodotto, fresco accattivante e profumato, abbinato alle specialità della tradizione romana e laziale. Volevamo avvicinare il grande pubblico alla denominazione ma volevamo farlo in maniera conviviale». A disposizione del pubblico il servizio sommelier, per fornire informazioni più tecniche e certamente più utili ad una conoscenza più approfondita del prodotto. La promozione del Chianti è stata anche l'occasione di dare più visibilità alle aziende produttrici e a promuovere le bellezze della Toscana. I produttori sono 2.500, l'area vitata è di 10.500 ettari articolati nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. La denominazione Chianti può essere integrata con le menzioni aggiuntive Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi Coline Pisane, Montalbano, Rufina e Montespertoli.

L'origine del Chianti si perde nei secoli. Apprezzatissimo dalla nobiltà europea nell'Ottocento, ha ottenuto la prima delimitazione ufficiale nel 1932. In non poche zone della Toscana ed in altre vicine venivano messi in atto, infatti, molti tentativi per contraffarlo con notevoli danni prodotto originario. Del resto ancora oggi non mancano esempi di taroccamenti così poco edificanti. Fu Bettino Ricasoli, uomo politico e viticoltore appassionato, a rendere famoso il Chianti in Italia e all'estero, rendendolo protagonista preminente dell'economia agraria. Da una produzione controllata e aderente al disciplinare - diverso da quello del Chianti Classico- e con l'attenta vigilanza del Consorzio, ne vengono prodotti oggi 600mila ettolitri, suddivisi nelle varie tipologie. La manifestazione lampo di Roma - solo poche ore- ha incassato un successo di pubblico e verrà riproposta con la stessa formula in altre città italiane e all'estero.