AttilioScienzaVini bianchi da suoli vulcanici di diverse zone d’Italia sono protagonisti per due giorni a“Vulcania Napoli”, l’importante convegno che come tema quest’anno ha lo studio dei territori vulcanici dal punto di vistaclimatico. Tra i personaggi di spicco della giornata di apertura, Attilio Scienza (nella foto),ordinario di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano.

Per Scienza: «Si fa moltacomunicazione ma sono davvero pochissimi i territori del vino vulcanici che investono, dal punto visita della ricerca, nellapresa di coscienza del fenomeno causale che lega l’ambiente vulcanico al vino. Il territorio di Soave è l’unico, ad oggi, che stamandando avanti  in modo sistematico e serio progetti di studio per approfondire la conoscenza dell’ambiente vulcanico». Mascendendo verso l’estremo Sud, «tutto sembrerebbe fermo», come sostiene il professore.

I territori vulcanici sonoancora tutti da scoprire dunque: «Il termine vulcanico - dice Scienza - è generico. Abbiamo una quantità enorme di tipologie,non c’è nessun tipo di suolo che ha questa variabilità e anche da poco tempo si sta affrontando il tema del suolo vulcanico.Per non cadere nel generalismo, siamo soliti legare il prodotto al fenomeno, invece bisogna trascendere la fenomenologia delpensiero. Ogni territorio è diverso dall’altro. Racconta ciascuno la sua storia, la sua stessa origine è legabile ad un mito, adun archetipo». E proprio sui miti, sul significato che é stato attribuito nei secoli a luoghi e simboli di territori o culture(passando da Dioniso a jung) Scienza ha incentrato un intervento insolito per il mondo del vino.