Vent’anni di Paleo Le Macchiole festeggiati con i Tre bicchieri 2013
Cinzia Merli de Le Macchiole di Bolgheri ha festeggiato a Roma i 20 anni del suo vino più rappresentativo, il Paleo, che ha conquistato i Tre bicchieri della Guida Vini d'Italia 2013 del Gambero Rosso. Musica e buon cibo, tra cui salumi e formaggi toscani, hanno trionfato alla festa del ventennale
Amore per la terra, passione per il vino, la sfida di voler fare sempre meglio. Ma capita anche di fermarsi un attimo per fare un bilancio e perché no, una festa. Lo ha fatto a Roma una determinata donna del vino, Cinzia Merli, titolare de Le Macchiole di Bolgheri (Li), in occasione dei 20 anni del suo vino più famoso: il Paleo, Rosso, che ha appena ricevuto i Tre bicchieri del Gambero Rosso. è una fortunata Doc, vinificato anche nella tipologia Bianco. Il più datato è il rosso, un Cabernet Franc in purezza, mentre il Bianco, un blend tra Chardonnay e Sauvignon sa scatenare nel bicchiere fiori e frutti. Musica e buon cibo – nonché salumi e formaggi toscani- hanno trionfato alla festa del ventennale nella struttura recuperata delle Officine Farneto e un pubblico qualificato ha partecipato ad una degustazione di ben 18 annate del Paleo Rosso, a partire dal 1989. Alle pareti gli scatti d'autore di Maurizio Gjivovic hanno raccontato l'azienda più delle parole. La piana di Bolgheri, sulla Costa degli Etruschi, conosciuta nella memoria di tutti per quei 'cipressi in duplice filar” cantati dal Carducci, è un anfiteatro naturale circondato dalle colline fin quasi al litorale. Il terreno fertile e argilloso, le buone escursioni termiche e il clima mite che anticipa la vendemmia rispetto al resto della Toscana regala espressioni originali dei vitigni. Tra l'altro è anche la terra del blasonatissimo Sassicaia.
La vocazione dell'area a far vini soprattutto rossi di notevole qualità e di capacità di invecchiamento ha fatto moltiplicare fin dagli anni Ottanta investimenti e reimpianti di varietà internazionali come il Cabernet e il Merlot, non comuni nel territorio. La storia dell'azienda Le Macchiole comincia proprio da qui. Cinzia e il marito Eugenio Campolmi avviano nei terreni di famiglia partendo da zero e praticamente inesperti di viti e di vino, un progetto con scelte coraggiose, con un'impostazione aziendale tutta nuova per i tempi. Il successo era molto al di là da venire e contarci era un'utopia. Da dieci anni purtroppo Cinzia è rimasta sola, ma è andata avanti, in vigna e in cantina, con quell'ostinazione guidata dalla passione spesso difficile da comprendere.
«Abbiamo scelto di festeggiare questa ricorrenza dei 20 anni perché il Paleo è il vino che ci rappresenta - ha detto Cinzia Merli - parla della nostra crescita e della nostra evoluzione. Mostra come l'azienda sia riuscita a ritagliarsi il suo spazio all'interno di un panorama bolgherese, giovane ma importante, fatto anche di nomi altisonanti. Inoltre abbiamo scelto Roma per celebrarlo come mercato importante e anche perché proprio in questa città abbiamo avuto i primi riconoscimenti».La superficie aziendale vitata attuale è di 22 ettari a Merlot, Cabernet Franc e Sirah per tre monovitigni: il Messorio, il Paleo e lo Scrio. Il Bolgheri Rosso è un blend di tutti e tre, in stile bolgherese. Del Paleo Bianco si producono appena 5.000 bottiglie mentre la produzione totale è di circa 140.000. Dal 1991 inizia la collaborazione con Luca d'Attoma, allora enologo alle prime esperienze, con cui si instaura un feeling che porta a realizzare vini fuori dagli schemi che parlino del territorio. Ed è proprio sul Paleo Rosso che l'azienda si misura, facendolo evolvere nel tempo e portandolo da blend iniziale a monovitigno. Molto del lavoro viene fatto in vigna, con conduzione esclusivamente manuale che richiede anche 500 ore di lavoro ad ettaro. Su una superficie sperimentale di altri 5 ettari, sotto la guida di Massimo Merli, viene praticata la viticoltura biodinamica, intervenendo il meno possibile sulla pianta. Anche in cantina, con l'enologo Luca Rettondini, gli interventi sono ridotti al minimo e la ricerca è continua, dalla vinificazione all'affinamento fino alle microvinificazioni. Numerosi riconoscimenti sono stati collezionati da Le Macchiole. Nel 2008 il Messorio, Merlot in purezza, è stato uno dei pochissimi vini italiani ad aver ottenuto i 100 punti da Wine Spectator. Oggi l'azienda è presente in 49 Paesi ed esporta il 70% della produzione.


