I 5 vincitori del Premio Masi firmano la storica botte di Amarone
A Kuki Galmann, Andrea Battistoni, Giovanni Radossi, Gian Antonio Stella e all’Institute of master of wines è stato assegnato il Premio Masi 2012, giunto alla 31ª edizione, il riconoscimento assegnato a esponenti del panorama culturale distintisi con la propria attività per impegno civile e sociale
Cinque i vincitori del Premio Masi 2012, giunto alla 31ª edizione, presentati sabato 29 settembre alla Fondazione Masi in Valpolicella (Vr): Kuki Galmann, Andrea Battistoni, Giovanni Radossi, Gian Antonio Stella e l'Institute of master of wines. Prestigioso riconoscimento assegnato a cinque esponenti del panorama culturale italiano e internazionale, distintisi nell'ambito della propria attività per impegno civile e sociale. Appuntamento culminato con la firma alla storica botte di Amarone e la cerimonia finale di premiazione al Teatro Filarmonico di Verona.
Tutti i premiati hanno concordato sul ruolo essenziale della cultura e dell'educazione, definiti 'pilastri” per il rinnovamento generale della società e della politica; poiché rappresentano la speranza in un periodo di grave crisi mondiale, e sono punto di riferimento per le giovani generazioni. Cultura in senso lato, valore fondante di una società civile, che si esprime attraverso l'educazione al rispetto dell'ambiente, alla conoscenza della 'bella musica”, a riscoprire la 'buona politica”, a preservare le identità, ad interpretare la gioia e la saggezza del bere di qualità. Una concezione e uno stile di vita auspicati, in linea con i principi del Premio Masi, interprete delle istanze più lungimiranti sul territorio e il suo sviluppo.

Da sinistra: prof. Giovanni Radossi, Sandro Boscaini (vice presidente Fondazione Masi, presidente Masi Agricola), maestro Andrea Battistoni, Isabella Bossi Fedrigotti (presidente Fondazione Masi), Lynne Sherriff (presidente Institute masters of wine), Gian Antonio Stella
La sezione Grosso d'oro Veneziano ha premiato Kuki Gallmann, veneta di nascita, keniota di adozione, nota in tutto il mondo per il suo impegno a favore della natura e dell'ecosistema africano, e per la pubblicazione di alcuni libri importanti. «Io sono un'ambientalista convinta, ha dichiarato la Gallmann, perché senza la natura il mondo non va avanti». E pur sapendo che il Kenya, dove vive e opera ormai da decenni è un paese che vanta grandi risorse naturali e possibilità di sviluppo, evidenzia che nel paese sono in atto grossi conflitti sociali, perché manca il lavoro e i giovani non hanno prospettive. «Il problema, ha sottolineato, è quello dell'educazione, perché i ragazzi non conoscono il proprio ambiente e la propria storia, rischiando così di perdere la propria identità». Motivo per cui la Fondazione Galmann, da lei presieduta, è impegnata ad educare, gratuitamente, i bambini kenioti a conoscere la natura e l'ambiente in cui vivono.
Impegnato in ambito culturale, instancabile difensore della cultura e della lingua italiana in Istria, fondatore e direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno, Giovanni Radossi, ha ricevuto il premio Masi per la categoria 'Civiltà Veneta”. Insegnante di lingua italiana e inglese al liceo di Rovigno, il professore si è impegnato costantemente per oltre quaranta anni a promuovere valori di condivisione, di rispetto delle identità culturali, di integrazione. Grazie alla sua attività di ricercatore e di scrittore prolifico, si è mantenuto il legame con la comunità italiana e internazionale, e il Centro di ricerche storiche è diventato un luogo di incontro ideale per convegni, letture, formazione. Anche per Radossi, il legame con le nuove generazioni, finalizzato alla conoscenza dell'Istria, è un elemento decisivo, per sviluppare il senso di identità e per non dimenticare un pezzo di storia che ci appartiene.
Un altro premiato per la stessa categoria, Andrea Battistoni, il più giovane in assoluto. Simpatico, brioso, per nulla compassato, il musicista veronese, giovane enfant prodige nel panorama musicale, a soli 25 anni vanta un curriculum invidiabile, avendo diretto orchestre nei più importanti teatri italiani ed internazionali. Instancabile promulgatore della musica classica, è convinto che «l'opera lirica e la musica rappresentino la voce stessa dell'Italia nel mondo», motivo per cui da sempre i nostri compositori e tutto il loro repertorio sono tanto amati. La sua missione di far avvicinare i giovani alla musica classica punta ad una nuova rinascita culturale, che rifugga dall'educazione musicale scolastica, ma si avvalga dell'impegno dei musicisti a svolgere attività di conoscenza e a divulgare musica di qualità.
Dall'impegno in campo artistico alla informazione di inchiesta, il passo è breve. Il giornalista Gian Antonio Stella, di origine trevigiana, divenuto famoso per il libro 'La casta” (2007) in cui denuncia il malcostume della politica italiana, è stato riconosciuto 'attento osservatore del costume e della società nazionale”. Numerosi i suoi libri-inchiesta, gli articoli di politica e la denuncia di forme di razzismo radicate nel nostro paese. In coppia con l'amico-collega Sergio Rizzo ha firmato alcune pubblicazioni di grande successo, prediligendo tuttavia il giornalismo politico. Stella, a questo proposito, non esita a spronare i giovani a rendersi protagonisti della vita politica italiana, condividendo esperienze e dibattiti, per rinnovare una classe dirigente ormai inamovibile e obsoleta, affermando che 'l'educazione dei giovani rappresenta una garanzia per la rigenerazione della classe politica e della società”.
Infine, il Premio Internazionale Masi per la Civiltà del vino è stato attribuito all'Institute of Masters of Wine, rappresentato dalla Past President Lynne Sherriff. L'Istituto, fondato nel 1955 e con sede a Londra, promuove la cultura del vino in tutto il mondo. Il vino concepito come espressione di una cultura e di un territorio, dove gli uomini operano e coltivano la terra.
Rappresentanza in 23 paesi nel mondo, numerosi iscritti ai corsi e alle degustazioni, la cultura del vino trova sempre più sostenitori, anche tra i più giovani. L'obiettivo dell'Istituto, infatti, è quello di divulgare un'educazione al bere consapevole e di qualità, simbolo di valori autentici come la convivialità e la tradizione. Nel prossimo futuro anche l'Italia avrà i suoi Masters of Wine e per la prima volta il nostro paese ospiterà il simposio mondiale del vino, nel 2014 a Firenze.
Tutti i premiati hanno concordato sul ruolo essenziale della cultura e dell'educazione, definiti 'pilastri” per il rinnovamento generale della società e della politica; poiché rappresentano la speranza in un periodo di grave crisi mondiale, e sono punto di riferimento per le giovani generazioni. Cultura in senso lato, valore fondante di una società civile, che si esprime attraverso l'educazione al rispetto dell'ambiente, alla conoscenza della 'bella musica”, a riscoprire la 'buona politica”, a preservare le identità, ad interpretare la gioia e la saggezza del bere di qualità. Una concezione e uno stile di vita auspicati, in linea con i principi del Premio Masi, interprete delle istanze più lungimiranti sul territorio e il suo sviluppo.

Da sinistra: prof. Giovanni Radossi, Sandro Boscaini (vice presidente Fondazione Masi, presidente Masi Agricola), maestro Andrea Battistoni, Isabella Bossi Fedrigotti (presidente Fondazione Masi), Lynne Sherriff (presidente Institute masters of wine), Gian Antonio Stella
La sezione Grosso d'oro Veneziano ha premiato Kuki Gallmann, veneta di nascita, keniota di adozione, nota in tutto il mondo per il suo impegno a favore della natura e dell'ecosistema africano, e per la pubblicazione di alcuni libri importanti. «Io sono un'ambientalista convinta, ha dichiarato la Gallmann, perché senza la natura il mondo non va avanti». E pur sapendo che il Kenya, dove vive e opera ormai da decenni è un paese che vanta grandi risorse naturali e possibilità di sviluppo, evidenzia che nel paese sono in atto grossi conflitti sociali, perché manca il lavoro e i giovani non hanno prospettive. «Il problema, ha sottolineato, è quello dell'educazione, perché i ragazzi non conoscono il proprio ambiente e la propria storia, rischiando così di perdere la propria identità». Motivo per cui la Fondazione Galmann, da lei presieduta, è impegnata ad educare, gratuitamente, i bambini kenioti a conoscere la natura e l'ambiente in cui vivono.
Impegnato in ambito culturale, instancabile difensore della cultura e della lingua italiana in Istria, fondatore e direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno, Giovanni Radossi, ha ricevuto il premio Masi per la categoria 'Civiltà Veneta”. Insegnante di lingua italiana e inglese al liceo di Rovigno, il professore si è impegnato costantemente per oltre quaranta anni a promuovere valori di condivisione, di rispetto delle identità culturali, di integrazione. Grazie alla sua attività di ricercatore e di scrittore prolifico, si è mantenuto il legame con la comunità italiana e internazionale, e il Centro di ricerche storiche è diventato un luogo di incontro ideale per convegni, letture, formazione. Anche per Radossi, il legame con le nuove generazioni, finalizzato alla conoscenza dell'Istria, è un elemento decisivo, per sviluppare il senso di identità e per non dimenticare un pezzo di storia che ci appartiene.
Un altro premiato per la stessa categoria, Andrea Battistoni, il più giovane in assoluto. Simpatico, brioso, per nulla compassato, il musicista veronese, giovane enfant prodige nel panorama musicale, a soli 25 anni vanta un curriculum invidiabile, avendo diretto orchestre nei più importanti teatri italiani ed internazionali. Instancabile promulgatore della musica classica, è convinto che «l'opera lirica e la musica rappresentino la voce stessa dell'Italia nel mondo», motivo per cui da sempre i nostri compositori e tutto il loro repertorio sono tanto amati. La sua missione di far avvicinare i giovani alla musica classica punta ad una nuova rinascita culturale, che rifugga dall'educazione musicale scolastica, ma si avvalga dell'impegno dei musicisti a svolgere attività di conoscenza e a divulgare musica di qualità. Dall'impegno in campo artistico alla informazione di inchiesta, il passo è breve. Il giornalista Gian Antonio Stella, di origine trevigiana, divenuto famoso per il libro 'La casta” (2007) in cui denuncia il malcostume della politica italiana, è stato riconosciuto 'attento osservatore del costume e della società nazionale”. Numerosi i suoi libri-inchiesta, gli articoli di politica e la denuncia di forme di razzismo radicate nel nostro paese. In coppia con l'amico-collega Sergio Rizzo ha firmato alcune pubblicazioni di grande successo, prediligendo tuttavia il giornalismo politico. Stella, a questo proposito, non esita a spronare i giovani a rendersi protagonisti della vita politica italiana, condividendo esperienze e dibattiti, per rinnovare una classe dirigente ormai inamovibile e obsoleta, affermando che 'l'educazione dei giovani rappresenta una garanzia per la rigenerazione della classe politica e della società”.
Infine, il Premio Internazionale Masi per la Civiltà del vino è stato attribuito all'Institute of Masters of Wine, rappresentato dalla Past President Lynne Sherriff. L'Istituto, fondato nel 1955 e con sede a Londra, promuove la cultura del vino in tutto il mondo. Il vino concepito come espressione di una cultura e di un territorio, dove gli uomini operano e coltivano la terra.
Rappresentanza in 23 paesi nel mondo, numerosi iscritti ai corsi e alle degustazioni, la cultura del vino trova sempre più sostenitori, anche tra i più giovani. L'obiettivo dell'Istituto, infatti, è quello di divulgare un'educazione al bere consapevole e di qualità, simbolo di valori autentici come la convivialità e la tradizione. Nel prossimo futuro anche l'Italia avrà i suoi Masters of Wine e per la prima volta il nostro paese ospiterà il simposio mondiale del vino, nel 2014 a Firenze.


