Franciacorta in festa a Castello Bonomi tra profumi e sapori del territorio
Un flusso costante di pubblico ha varcato la soglia per una visita ai vigneti e per le degustazioni di Franciacorta sotto le volte storiche, tra barrique e pupitre, in accompagnamento a specialità gastronomiche quali belon, fritti leggeri del vicino lago d’Iseo, crudo di Parma e altro ancora
Nonostante il tempo pazzerello di questo inizio d'autunno, la famiglia Paladin, che dal 2008 ha acquisito e dirige Castello Bonomi-Tenute in Franciacorta, ha ottenuto grandi soddisfazioni nelle due giornate del Festival del Franciacorta, sabato 29 e domenica 30 settembre.Un flusso costante di pubblico interessato e qualificato ha varcato la soglia per una visita ai vigneti posti sulle pendici sud del monte Orfano e per le degustazioni di Franciacorta sotto le volte storiche, tra barrique e pupitre, in accompagnamento a specialità gastronomiche quali belon, fritti leggeri del vicino lago d'Iseo, crudo di Parma e altro ancora.
Lucia Paladin (nella foto), titolare e convinta assertrice della ricerca qualitativa, ci ha guidato nella comprensione delle peculiarità del territorio e del microclima di Castello Bonomi: «Qui, sui muri di sassi che reggono i terrazzamenti delle vigne - spiega mostrando con gesto della mano - crescono spontaneamente i capperi, come accade in Sicilia o a Pantelleria. Perché abbiamo un terreno particolare, calcareo, un'esposizione al sole sorprendente e una ventilazione perfetta e costante, che tiene lontana l'umidità e mantiene sana l'uva. Perciò siamo quasi sempre tra i primi in Italia a iniziare la vendemmia».
Il clima non basta, però, serve anche il lavoro dell'uomo per fare un vino perfetto. Lo chef de cave, Luigi Bersini, con la consulenza di Leonardo Valenti, compie un'opera scrupolosa e lungimirante, ottenendo vini che si distinguono per perlage sottile e spuma persistente, per mineralità e tipicità di aromi e soprattutto per una capacità di maturare a lungo e durare nel tempo, tanto che Castello Bonomi rilascia per Cruperdu - il brut 70% Chardonnay e 30% Pinot Nero che è l'emblema della sua produzione e per il Lucrezia - ben 72 mesi sui lieviti prima del dégorgement -un certificato di garanzia che ne attesta la qualità fino a 10 anni dopo la sboccatura. La produzione di Castello Bonomi è naturalmente completata da un morbido Satèn, Chardonnay in purezza e da un Rosè che invece è 100% Pinot Nero, nonché da un prezioso Millesimato, equilibrato uvaggio dei due vitigni, che matura almeno 40 mesi sui lieviti e poi riposa altri 10 mesi in bottiglia dopo il dégorgement. Ai Franciacorta si aggiunge una produzione di Curtefranca i vini fermi tipici della zona, meno noti delle bollicine, ma altrettanto nobili. Primeggia il Cordelio Curtefranca Doc che ha meritato diverse medaglie d'oro ai concorsi internazionali e al Berlin Wine Trophy.
Le due giornate, passate tra profumi e sapori, intrattenimenti e cultura del vino, hanno visto protagonista anche la solidarietà, grazie ai volontari bresciani dell'Aido che hanno prestato la propria opera raccogliendo fondi con una grigliata nella corte della tenuta.
Per chi non avesse avuto il privilegio di visitare Castello Bonomi in questa occasione, la cantina accoglie visitatori su prenotazione tutto l'anno previa telefonata allo 030 7721015 o compilando il modulo sul sito www.castellobonomi.it.


