Champagne protagonista a Roma con 67 maison e 190 cuvée
A Roma la più grande degustazione mai organizzata in italia. Le bollicine francesi sembrano non conoscere crisi: in Italia nel 2011 sono saltati 7,6 milioni di tappi, il 6,3% in più che nell’anno precedente. Il nostro Paese si conferma come il quinto mercato del mondo e il sesto per volume d'affari
Non si era mai vista a Roma una rassegna così ampia delle bollicine più famose del mondo, dopo quella di Londra. è stata anche la più grande degustazione mai organizzata in Italia, riservata a oltre mille professionisti del vino e della ristorazione, con 67 marchi e 190 cuvée. Oltre 5mila le bottiglie stappate e due tonnellate di ghiaccio sono state utilizzate per tenerle in fresco. Gli italiani amano lo champagne, anche in tempo di crisi, pur apprezzando sempre più le bollicine nostrane, che continuano a segnare un trend positivo sia nei consumi interni che nell'export. Nel 2011 abbiamo importato ben 7,6 milioni di bottiglie di Champagne, +6,3% dell'anno precedente. I marchi presenti sul mercato italiano sono attualmente 470, ed è soprattutto sulla richiesta di etichette di pregio che il consumatore italiano si distingue: l'86% è la quota di mercato detenuta dalle maison, mentre i vigneron e le cooperative detengono rispettivamente il 9% e il 5% del mercato.
I millesimati rappresentano da soli il 7% delle importazioni, le cuvée speciali, il top di gamma per ogni produttore, il 5%. Stabili i rosé con il 6%. «Gli italiani hanno una passione e una grande competenza sul vino - ha detto Domenico Avolio (nella foto sotto), direttore del Bureau du Champagne Italia che ha organizzato l'evento romano- e lo identificano il vino della festa, che segna un evento speciale. Inoltre si sta affermando sempre più come vino a tutto pasto, una vera bevanda gourmet. Va bene anche per il dessert, magari scegliendo un demi-sec. E poi il rosé, una volta considerato vino facile, al femminile, ora è molto apprezzato in abbinamento con salumi d'autore, come il culatello».
La Giornata dello Champagne è organizzata ogni anno in città diverse dal Bureau Champagne che rappresenta il Comité Champagne con sede a Epernay. Istituito nel 1941 riunisce tutte le maison e i viticoltori della regione, si articola in varie branche, ambasciatrici della prestigiosa denominazione. La classifica mondiale dei consumatori vede al primo posto il Regno Unito con 34,5 milioni di bottiglie, seguito da Stati Uniti e Germania rispettivamente con 19,4 e 14,2 milioni di bottiglie. Questa realtà francese ha grandi numeri: sono 33.568 gli ettari in produzione, nelle Marne (24.024, nell'Aube e Haute Marne (7.090) e nell'Aisne e Seine-et-Marne (2.454), 4.722 i vignaioli che elaborano Champagne, 67 cooperative e 299 Maison. Nel 2011 le bottiglie spedite in tutti i mercati (Francia inclusa) sono state 322.967.453. Grande attenzione in tutta la regione dello Champagne per l'ambiente, con obiettivi che vanno in varie direzioni: controllo dell'inquinamento, tutela della biodiversità e valorizzazione del paesaggio, una gestione responsabile dell'acqua necessaria alla produzione enologica e risparmio energetico. La riduzione dell'impiego in vigna dei prodotti fitosanitari punta da tempo al mantenimento e al ripristino degli equilibri naturali del sistema agricolo. Una mission questa, sostenuta dal Comité, che punta a uno sviluppo sostenibile, alla valorizzazione del patrimonio comune ma anche a rafforzare l'immagine dei vigneti e dei vini della regione. Dallo scorso anno, infine, il vetro delle bottiglie è stato ridotto del 20%. All'evento romano è stata anche annunciata una nuova iniziativa: il 21 settembre scorso l'Associazione dei paesaggi della Champagne ha presentato al Comitato dei Beni Culturali francesi la candidatura di 'Coteaux, Maison e cantine della Champagne” al Patrimonio Unesco.


