La forma del gusto è... "Una". Malvasia speciale di Torre Fornello
Per la presentazione di Una, Malvasia Colli Piacentini Doc di Torre Fornello, si è tenuta una serata all'insegna di abbinamenti raffinati e inconsueti, proposta da Enrico Sgorbati, titolare dell'azienda vinicola, con Isa Mazzocchi, chef del ristorante La Palta di Bilegno, e l'artista Camilla Sala
Si è svolta lunedì 8 ottobre scorso, in una sera tranquilla sui colli di fronte a Ziano Piacentino (Pc), la cena riservata da Torre Fornello alla presentazione di Una, Malvasia Colli Piacentini Doc. Serata all'insegna di abbinamenti raffinati e inconsueti, proposta e curata fin nei minimi dettagli da Enrico Sgorbati, titolare di Torre Fornello, il quale ha coinvolto Isa Mazzocchi, chef stellata del ristorante La Palta di Bilegno (Pc) a comporre il menu per l'occasione e Camilla Sala, l'artista che ha creato le ceramiche in cui sono state servite tutte le portate. La cena è stata studiata per offrire spunti di riflessione sui caratteri particolari di Una, prodotta da uve biologiche di Malvasia di Candia aromatica, vendemmiata in condizioni particolari e svelata nelle sfumature imprevedibili dell'evoluzione di quattro annate, di cui solo la vendemmia 2010 è attualmente disponibile in commercio. Un aperitivo con gli assaggi del territorio, coppa piacentina Dop e Grana Padano, interpretati dallo staff di Isa ha accolto gli ospiti in arrivo introducendo lo stile di cantina con Olubra Metodo Classico ExtraDry.
Elegante premessa alla visita degli spazi di Torre Fornello dedicati alla vinificazione e all'affinamento, durante la quale gli ospiti hanno potuto notare l'equilibrio che Enrico Sgorbati si impegna a realizzare tra il lavoro in cantina ed il rispetto delle origini, in una continua spinta verso la perfezione del prodotto, tendendo in ogni momento a valorizzare un luogo in cui storia e innovazione si intrecciano. Intanto la tavola delle feste attende i convitati nell'ampia sala da pranzo della villa padronale, nucleo centrale del complesso di origini medievali riportato all'aspetto originale dopo l'attento restauro conservativo avviato negli ultimi anni.
Il menu si apre con la successione di quattro portate tutte di notevole impatto gustativo che sono state proposte secondo le armonie suggerite dalle qualità organolettiche delle singole annate di Una. è stato lo stesso Roberto Gazzola, sommelier Ais e responsabile insieme a Isa Mazzocchi e alla sua famiglia del ristorante la Palta, insieme a Enrico Sgorbati, a introdurre le prime suggestioni di ogni abbinamento. Enrico e Roberto sono gli artefici del percorso di questa malvasia "unica", incontro tra le loro rispettive sensibilità di produttore e degustatore.
Quattro dunque gli abbinamenti presentati:
- Fegato grasso d'oca, castagnaccio, limone candito e crunchy di riso al pepe - UNA 2010
- Porcino di zucca su fonduta di Montebore - UNA 2008
- Il tortello al tartufo nero e foglie d'argento - UNA 2007
- Suinetto di Morini con purea di patate al tabacco e pioppini croccanti - UNA 2009
Non ci è voluto molto perché i palati si riscaldassero e la conversazione è subito cresciuta stimolata dal susseguirsi degli assaggi. Le impressioni e le valutazioni sul diverso impatto gustativo delle varie annate, sottolineate dalla verticale anomala dei millesimi, hanno accompagnato tutta la serata. Enrico, Roberto e Camilla, a tavola tra gli ospiti hanno appagato coi loro racconti le curiosità dei presenti, in un'atmosfera conviviale del tutto rilassata. Isa si è affacciata dalla cucina soltanto al momento della zuppa d'uva in chiusura pre-dessert, raccomandando il gesto che si usa qui in campagna di sorseggiarla direttamente dalla ciotola, pur nella delicata ceramica di Camilla. La zuppa, fatta dalle ultime uve di bonarda raccolte in vigna a Torre Fornello, prepara al dolce, Tartara di fichi con cannolo alla ricotta, e alla meditazione dell'Ottavo Giorno 2010, nuovo vino prodotto da uve bonarda passite vinificate in bianco, immediatamente dopo la pressatura della malvasia destinata a creare UNa.

Enrico Sgorbati è stato particolarmente grato a coloro che accettando il suo invito hanno contribuito ad alimentare quell'atmosfera "di casa" che insieme ad Isa, Roberto e Camilla, ci si è proposti di creare per l'occasione: «Il desiderio è stato quello di raccontare qualcosa di noi, molto più attraverso ciò che produciamo, e molto più con le nostre energie e le nostre emozioni che con le nostre parole, con l'attenzione che abbiamo voluto rivolgere affinché ogni particolare concreto fosse un passo della nostra storia».

