Il Calepino da "Oscar". Il Gambero lo premia per qualità/prezzo
Nella selezione della guida “Bollicine d’Italia 2012”, pubblicata anche in libretto, il Gambero Rosso ha premiato con l’Oscar qualità-prezzo il Calepino Brut Non Dosato 2006 dell’azienda bergamasca Il Calepino di Castelli Calepio e ha segnalato inoltre per la qualità il Calepino Brut Rosé 2007
Il Gambero Rosso premia gli spumanti dell'azienda Il Calepino di Castelli Calepio, la prima che in Bergamasca - erano gli anni Settanta - cominciò a produrre spumanti con il Metodo Classico, lo stesso dello Champagne. Nella selezione 'Bollicine d'Italia 2012” - pubblicata anche in libretto - il Gambero Rosso premia con l'Oscar Qualità-prezzo il Calepino Brut Non Dosato 2006 e segnala inoltre per la qualità il Calepino Brut Rosé 2007.Questa la motivazione con la quale il Gambero Rosso premia il Non Dosato 2006 dei fratelli Plebani: «La Valcalepio affianca Franciacorta e Oltrepò, in Lombardia, come terroir vocato alla spumantistica. Qui dai primi anni Settanta la famiglia Plebani si dedica con passione alla produzione di vini e spumanti. L'azienda è dedicata al monaco che redasse la prima enciclopedia universale, Fra Ambrogio da Calepio. Anche quest'anno eccellente il nuovo millesimo del Non Dosato, cuvée di Chardonnay (70%) e Pinot Nero che matura ben quattro anni sui lieviti. Ha un bel colore giallo paglierino dorato brillante, fine perlage e profumi che dalla frutta bianca evolvono su note di erbe officinali, salvia, basilico; al palato, gran nerbo, frutto e pulizia. Un Oscar meritato».
Nelle scorse settimane la Cantina Calepino ha messo in vendita un nuovo prodotto che è andato a ruba nelle festività di fine anno: un 'Calepino Rosé S. A.”, senza annata, vale a dire una studiata unione di cuvée di diverse annate.
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«Noi che abbiamo sempre puntato sull'annata di riferimento delle uve, regolarmente denunciata in etichetta, abbiamo deciso di proporre – affermano Franco e Marco Plebani (nella foto) – un senza annata. Pensiamo che l'abilità del vinificatore sia anche quella di scegliere e unire determinate partite che insieme possano fare una qualità ancora maggiore. Noi l'abbiamo fatto con vendemmie del 2004 e del 2005, quindi con vini destinati alle Riserve, con 60 mesi di permanenza sui lieviti, 70% Chardonnay, di cui una parte affinata in legno per 15 mesi, il restante 30 per cento di Pinot Nero. Abbiamo scelto il Rosé non solo perché è di moda, ma perché pensiamo che nel Rosé, quando è ben riuscito, il pubblico di intenditori sappia cogliere una maggiore presenza di profumi, una struttura e una complessità che regalano sensazioni più forti».
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