Polemica sull'Erbaluce nel Novarese. Il vitigno diventa "innominabile"
Nome e denominazione dell'Erbaluce sono di esclusivo diritto dei produttori del Canavese mentre sono rimasti tagliati fuori, con decreto del 2009 dell'ex ministro Zaia, quelli del Novarese. Così sull'etichetta del Paglierino-Erbaluce l’azienda Il Chiosso ha scritto “Nato da vitigno impronunciabile"
Il Piemonte vinicolo è rappresentato non solo da Langhe e Roero, ma anche – e in modo autorevole - dall'Alto Piemonte, terra dei grandi Ghemme e Gattinara Docg. Terra anche di bianco Erbaluce, vino che è ancora al centro di una annosa e curiosa questione territoriale.L'Erbaluce è un vino bianco il cui nome e denominazione (ha la Docg dal 2008) rimangono di esclusivo diritto dei produttori del Canavese, mentre sono rimasti tagliati fuori, con decreto del 2009 dell'allora ministro Luca Zaia, quelli del Novarese.
«Ma la contraddizione - spiega Eugenio Arlunno, già presidente del Consorzio di tutela Nebbioli Alto Piemonte che molto si è dato da fare per ottenere la denominazione - nasce dal fatto che il nostro vino bianco è sempre stato prodotto con uve Erbaluce al 100%. Dov'è allora la differenza tra noi e il Canavese?».
Situata proprio al confine tra le zone del Ghemme e del Gattinara (la prima nel Novarese e la seconda nel Vercellese), con sede a Gattinara, si trova una delle aziende più giovani, nata appena nel 2007. Si chiama 'Il Chiosso” e i titolari Marco Arlunno e Carlo Cambieri in breve tempo hanno saputo imporsi all'attenzione del mercato e dei media. L'azienda vanta l'orgoglio di produrre vini che hanno origine solo da un'accurata selezione di uve di vigneti coltivati dagli stessi titolari. Che seguono poi anche in prima persona la vinificazione e l'affinamento, garantendone la qualità.
La gamma dei vini comprende attualmente il Gattinara Docg 2007, il Ghemme Docg 2005, il Fara Doc 2007, la Vespolina Doc 2007 e il Nebbiolo Doc 2007 per i 'rossi”. Infine il bianco Doc 'Paglierino” composto di uve Erbaluce al 100% prodotto in sole 5mila bottiglie. Un esperimento pilota, perché collegato all'annosa questione dell'Erbaluce, di cui abbiamo scritto sopra.
«Anche qui - spiegano Arlunno e Cambieri - si è sempre prodotto Erbaluce al 100% e non sappiamo perché non abbiamo più il diritto di chiamarlo tale in etichetta. In mancanza di risposta dagli organi competenti sul retro delle etichette di quello che noi chiamiamo 'Paglierino” abbiamo scritto come provocazione 'Nato da vitigno impronunciabile”. Perché l'aspetto veramente grottesco del decreto Zaia è che la denominazione 'Erbaluce” può essere usata dai produttori novaresi nell'elenco dei vini prodotti dalle aziende ma non può essere riportato in etichetta». «Con il nome 'Prodotto da vitigno impronunciabile” - concludono Arlunno e Cambieri - abbiamo lanciato un segnale che ci auguriamo permetta di accogliere le nostre istanze anche se, al momento, è tutto fermo».Aumentano intanto le strutture alberghiere in quella che era una statica Novara. Situato in corso Trieste, in uscita dalla città in direzione del casello di Novara est dell'autostrada Milano-Torino, l' elegante 'Hotel Mareschi Palace” è l'ultima importante struttura ricettiva nata in questi anni. Città famosa anche per un'enogastronomia di qualità (tra i prodotti principali, oltre al vino Ghemme Docg, il riso e la gorgonzola Dop) Novara sta riscoprendo una vocazione turistica. L'hotel è a 4 stelle e dispone di 47 camere tra singole, matrimoniali, suite e business (anche per fumatori e disabili), accurato servizio bar, ampi parcheggi. La struttura dispone anche di sale per riunioni e banchetti, il centro business e il servizio lavanderia. Dall''hotel Mareschi Palace” si raggiunge in 20 minuti la nuova Fiera Rho Pero di Milano e anche l'aeroporto di Milano Malpensa.

