Fruttato e di facile beva. Vitigno Cacchione, orgoglio del Lazio
Il vino ha colore giallo paglierino con riflessi dorati, sentori di frutta matura, pesca e pompelmo, miele e madorla con un finale leggermente amarognolo, da bere entro due anni. Va servito alla temperatura di 8-10°C in un calice a tulipano svasato, si abbina perfettamente alle minestre laziali
Il Cacchione, uno dei più importanti vitigni a bacca bianca del Lazio tipico della zona di Nettuno, cittadina a soli 60 km a sud di Roma. è anche presente in misura molto ridotta in altre regioni dell'Italia centrale. Nel territorio si trovano ancora molti vigneti a "piede franco" , tra cui questo che dal maggio 2003 ha ottenuto la Denominazione di origine controllata.
Per avere il marchio Doc, questo vino deve essere prodotto con almeno l'85% d'uva Cacchione (o Bellone, perché sono sinonimi) per il restante si utilizza il Trebbiano toscano e deve avere una gradazione di 10-11° e può essere prodotto anche nella versione frizzante. Si tratta di un vitigno di origini molto antiche diffuso nell'area dei Castelli Romani in epoca romana, gli storici raccontano che il Cacchione veniva servito da Marco Tullio Cicerone, nella villa di Torre Astura e da Caligora e Nerone nell'Antium romana. Plinio lo cita come uva pantastica, uva pane, proprio perché i contadini ne gustavano gli acini con il pane.
In occasione del Vinitaly dello scorso anno è stato inserito tra i sette vini scelti come più rappresentativi della provincia di Roma. Oggi molti produttori della provincia romana lo vinificano in purezza.
Il vino ha colore giallo paglierino con riflessi dorati, sentori di frutta matura, pesca e pompelmo, miele e madorla con un finale leggermente amarognolo, da bere entro due anni. Va servito alla temperatura di 8-10°C in un calice a tulipano svasato, si abbina perfettamente alle minestre con le fave, risotti alle erbe, pecorini freschi, molluschi e crostacei, insalate di mare.
Per avere il marchio Doc, questo vino deve essere prodotto con almeno l'85% d'uva Cacchione (o Bellone, perché sono sinonimi) per il restante si utilizza il Trebbiano toscano e deve avere una gradazione di 10-11° e può essere prodotto anche nella versione frizzante. Si tratta di un vitigno di origini molto antiche diffuso nell'area dei Castelli Romani in epoca romana, gli storici raccontano che il Cacchione veniva servito da Marco Tullio Cicerone, nella villa di Torre Astura e da Caligora e Nerone nell'Antium romana. Plinio lo cita come uva pantastica, uva pane, proprio perché i contadini ne gustavano gli acini con il pane.In occasione del Vinitaly dello scorso anno è stato inserito tra i sette vini scelti come più rappresentativi della provincia di Roma. Oggi molti produttori della provincia romana lo vinificano in purezza.
Il vino ha colore giallo paglierino con riflessi dorati, sentori di frutta matura, pesca e pompelmo, miele e madorla con un finale leggermente amarognolo, da bere entro due anni. Va servito alla temperatura di 8-10°C in un calice a tulipano svasato, si abbina perfettamente alle minestre con le fave, risotti alle erbe, pecorini freschi, molluschi e crostacei, insalate di mare.


