Il Tullum di Feudo Antico sposa la cucina de "La Caprese"
Il ristorante “La Caprese” di Mozzo (Bg), patron Bruno Federico, ha ospitato una cena-degustazione in cui la cucina marinara ha sposato egregiamente i vini di Feudo Antico. In particolare sono stati degustati il Tullum Doc Bianco, il Tullum Doc Pecorino in purezza e il Cerasuolo d’Abruzzo Rosato
MOZZO (BG) - La cittadina di Tollo, in Abruzzo, provincia di Chieti, è al centro di un territorio collinare di particolare bellezza, a pochi chilometri dal mare Adriatico e a una trentina dal massiccio della Maiella. Il microclima fatto di brezze e ideali escursioni termiche, la presenza di vitigni autoctoni antifillossera e di terreni sapientemente classificati nelle loro tipologie, fanno del vino il prodotto simbolo di Tollo (già noto in epoca romana) e quindi hanno posto da subito all'attenzione degli intenditori la nuova Doc Tullum, arrivata solo nel 2008 a premiare il lavoro di imprenditori locali che, lavorando sulla tradizione, vogliono dispiegare al vino di Tollo un futuro di rinnovamento nella qualità più totale.Ecco allora che in una delle più piccole Doc italiane è nata la piccola azienda 'Feudo Antico” (www.feudoantico.it), che arriva oggi a proporre 70mila bottiglie l'anno e che come obiettivo si pone di arrivare a 120mila.
«Non ci interessa la quantità – afferma il direttore generale Andrea Di Fabio (a sinistra nella foto con Bruno Federico e Alessandro Capurro) – ma unicamente vogliamo riproporre in termini moderni la nostra produzione tradizionale, per questo abbiamo scelto anche una bottiglia di vetro pesante a forma della anforetta usata un tempo dai nostri contadini. Dentro c'è il meglio dei nostri vitigni: Montepulciano d'Abruzzo, Trebbiano, Passerina, Pecorino, in blend o in purezza». Per la prima volta il vitigno Pecorino in purezza è qui diventato Doc (solo 80 quintali di uva per ettaro, non fa legno). Vessillo dell'azienda è il Rosato Igp Terre di Chieti, da uve Montepulciano vinificate in bianco, con macerazione ridotta e fermentazione del mosto fiore in botti da 225 litri. Una vinificazione sperimentale che dà un rosato prodotto a fermentazione spontanea e non filtrato, dal colore seducente e una grande ricchezza aromatica.
«Propongo questi vini da un anno circa – ha detto Alessandro Capurro, che rappresenta Feudo Antico con la sua Wine & Spirits di Seriate (Bg) – e devo dire che l'interesse dei ristoratori e delle enoteche è stato buono. Il marchio è nato con tutte le carte in regola e un buon rapporto qualità-prezzo».
In una calda serata di fine estate, il giardino del ristorante 'La Caprese” di Mozzo (Bg), patron Bruno Federico, da 35 anni protagonista della cucina e della cantina nel suo conosciutissimo locale, ha ospitato una cena-degustazione nel corso della quale la cucina marinara caprese ha sposato egregiamente i vini di 'Feudo Antico”. In particolare sono stati degustati il Tullum Doc Bianco (Trebbiano 75%, Passerina 15%, Pecorino 10%), il Tullum Doc Pecorino in purezza e il Cerasuolo d'Abruzzo Rosato Igt. Non si è potuto servire il pur atteso Tullum Doc Passerina perché la richiesta degli ultimi mesi è stata forte e le scorte in azienda si sono esaurite.Inutile dire che la serata è stata piacevolissima, con abbinamenti interessanti dei Tullum Doc con pesce crudo, insalata di molluschi, minestra alla pescatora, totanetti in pignatta.
Il Progetto Feudo Antico - Nato dal sogno di un gruppo di uomini per dare nuova dignità e immagine all'enologia abruzzese. Un impegno che, sin dall'inizio, non si è limitato alle parole. Feudo Antico è stata, infatti, la prima azienda a credere nel progetto Tullum, una delle doc più piccole d'Italia. Approvato il disciplinare nel 2008, Feudo Antico è uscita a giugno 2009 con i primi vini. Una scelta senza compromessi, che ha subito imposto una rigida disciplina per ognuno dei 20 produttori. Solo vitigni autoctoni, solo i vigneti migliori e più vocati, solo rese basse e tecniche di viticoltura a basso impatto, solo vinificazioni separate fino al momento della formazione della cuvée. Questi sono i principi che stanno alla base della doc Tullum e della filosofia Feudo Antico, un'azienda 'alla ventesima potenza”.
Venti sono, infatti, i produttori che portano avanti il progetto. La regia è affidata ad un pool di giovani: in vigneto è l'agronomo Antonio Sitti a seguire ogni fase, dalla potatura alla vendemmia, in cantina è Riccardo Brighigna a interpretare le uve e vinificare separatamente le masse per ottenere i migliori blend. Direttore generale è invece Andrea Di Fabio, soli 37 anni ma le idee molto chiare. Grazie a questo staff, Feudo Antico ha avuto subito riscontri positivi sul mercato.
L'azienda conta oggi 15 ettari in produzione, rigorosamente composti dalle varietà del territorio. Un ruolo di particolare importanza è dato a Pecorino e Passerina, autoctoni considerati fino a ieri 'minori”, oggi ritenuti a tutti gli effetti interessanti risorse del territorio. Spazio è dato anche a Trebbiano d'Abruzzo e Montepulciano d'Abruzzo ma con un'interpretazione originale.
Il Trebbiano, infatti, è usato solo nel blend 'bianco”, mentre il Montepulciano d'Abruzzo è il moderno erede di quella 'Lacrima di Tollo”, famosa già nel Regno di Napoli. Rosso originale, è vinificato in vasche di cemento e non 'vede mai” il legno. Feudo Antico è però una realtà in continuo divenire. Ad aprile 2012 uscirà il passito da uve Montepulciano, uno dei pochi passiti rossi d'Italia, vino che completerà la gamma della doc Tullum.
Sono però pronti nuovi progetti. L'azienda presto intraprenderà un lavoro sperimentale fuori dal territorio di Tollo, con l'obiettivo di recuperare aree marginali e rendere la viticoltura un elemento di valorizzazione paesaggistica e fonte di reddito per le comunità locali, a rischio di emigrazione. Il progetto, infine, avrà anche il ruolo di testare il comportamento della vite in condizioni estreme.
«Feudo Antico nasce con l'obiettivo di rendere la viticoltura un'attività perfettamente in linea con le esigenze del XXI secolo, capace di proteggere ambienti fragili, offrire alla comunità locale un forte orgoglio di appartenenza e, ovviamente, remunerare in modo equilibrato - afferma Andrea Di Fabio-. Siamo partiti da Tollo, la nostra terra, cittadina completamente rasa al suolo nella seconda guerra mondiale e oggi al centro della rinascita enologica dell'Abruzzo. Tullum è stata, infatti, la prima doc territoriale dopo decine di anni in cui la regione è stata dominata da due sole gigantesche doc: Trebbiano d'Abruzzo e Montepulciano d'Abruzzo. Adesso il nostro obiettivo è applicare questo modello anche in altri territori».
Ora che Tullum sta divenendo una realtà concreta e altri produttori hanno iniziato a introdurre la doc, per Feudo Antico è giunto il momento di avviare nuovi progetti sempre con lo stesso obiettivo: rendere il vino fulcro dell'economia di un territorio ed interprete delle differenze che un'area sa esprimere.

