Barone Ricasoli e il Chianti di Brolio. Il "risorgimento" del vino italiano
Nel 1867 il vino di Brolio del Barone Ricasoli ottenne la prima medaglia d'oro all'Esposizione internazionale di Parigi. Bettino Ricasoli viaggiò, visitò cantine, trasferì in Chianti conoscenze e strumenti all'avanguardia, coinvolse nella sua missione ricercatori e studiosi illustri dell'epoca
Fu il Barone Bettino Ricasoli (1809-1880), illustre politico ma soprattutto ricercatore ed imprenditore vitivinicolo di grande lungimiranza, il fautore del vino oggi più famoso nel mondo: il Chianti. Bettino Ricasoli, detto il 'Barone di ferro”, appena ventenne, cominciò a Brolio (fraz. di Gaiole in Chianti, Si) le sue ricerche e sperimentazioni, con l'obiettivo di produrre in Chianti un vino di alta qualità, capace di competere a livello internazionale con i grandi vini francesi, all'epoca protagonisti indiscussi.
Ricasoli compì questa missione con la consapevolezza delle potenzialità del terroir di Brolio unita alla fiducia nei progressi tecnologici e nella scienza applicata ai processi di vinificazione. Alla ricerca del vino perfetto, l'impegno di Bettino Ricasoli fu l'origine dello sviluppo della vitivinicoltura in Chianti, secondo moderni principi di organizzazione economica ed agricola. Il Barone diede impulso allo sviluppo di strade e ferrovie ed operò, con grande spirito progressista per quei tempi, al fine di educare e coinvolgere fattori e mezzadri in una filosofia di produzione volta alla qualità.

Nel 1867 il vino di Brolio ottenne la prima medaglia d'oro all'Esposizione internazionale di Parigi. Bettino Ricasoli viaggiò, visitò cantine, trasferì in Chianti conoscenze e strumenti all'avanguardia, coinvolse nella sua missione ricercatori e studiosi illustri dell'epoca, fu anche saggio e lungimirante uomo di marketing nel prendersi cura degli aspetti di commercializzazione e posizionamento dei vini di Brolio sui mercati internazionali. Il suo impegno sul fronte dello sviluppo economico del Chianti, si intreccia con la sua storia di uomo politico protagonista del Risorgimento, primo ministro nell'Italia unita del dopo Cavour.
La sua determinatezza ha dato corso a quello che può essere definito anche risorgimento della vitivinicoltura italiana. Ricasoli è un nome legato al vino dal 1141, anno in cui il Castello di Brolio entrò in possesso dei Ricasoli.
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Ricasoli compì questa missione con la consapevolezza delle potenzialità del terroir di Brolio unita alla fiducia nei progressi tecnologici e nella scienza applicata ai processi di vinificazione. Alla ricerca del vino perfetto, l'impegno di Bettino Ricasoli fu l'origine dello sviluppo della vitivinicoltura in Chianti, secondo moderni principi di organizzazione economica ed agricola. Il Barone diede impulso allo sviluppo di strade e ferrovie ed operò, con grande spirito progressista per quei tempi, al fine di educare e coinvolgere fattori e mezzadri in una filosofia di produzione volta alla qualità.

Nel 1867 il vino di Brolio ottenne la prima medaglia d'oro all'Esposizione internazionale di Parigi. Bettino Ricasoli viaggiò, visitò cantine, trasferì in Chianti conoscenze e strumenti all'avanguardia, coinvolse nella sua missione ricercatori e studiosi illustri dell'epoca, fu anche saggio e lungimirante uomo di marketing nel prendersi cura degli aspetti di commercializzazione e posizionamento dei vini di Brolio sui mercati internazionali. Il suo impegno sul fronte dello sviluppo economico del Chianti, si intreccia con la sua storia di uomo politico protagonista del Risorgimento, primo ministro nell'Italia unita del dopo Cavour.
La sua determinatezza ha dato corso a quello che può essere definito anche risorgimento della vitivinicoltura italiana. Ricasoli è un nome legato al vino dal 1141, anno in cui il Castello di Brolio entrò in possesso dei Ricasoli.
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