Modifiche alla dogana russa A rischio l'import di vino italiano
La dogana russa ha modificato il valore minimo (il cosiddetto "customs profile") dei vini italiani fissandolo al livello di 3 dollari per litro (2,12 euro per litro), ovvero circa 1,60 euro per il formato di bottiglia da 0,75 l. Per Federvini la decisione di Mosca dà il via a un nuovo protezionismo
In queste ore il vino italiano si trova ad affrontare le conseguenze di una decisione fortemente discriminatoria assunta da Mosca con preavviso minimo, che potrebbe vanificare tutte le attenzioni che gli operatori nazionali hanno dedicato a quel mercato. La dogana russa ha infatti modificato il valore minimo (il cosiddetto customs profile) dei vini italiani fissandolo, a partire da ieri, lunedì 4 luglio, al livello di 3 dollari per litro (2,12 euro per litro), ovvero circa 1,60 euro per il formato da 0,75 L.
Contemporaneamente sono stati fissati anche i valori minimi per i vini francesi e spagnoli al livello di 1,22 euro al litro, ovvero 0,80 euro per la bottiglia da 0,75 L. La decisione modifica radicalmente la prassi in uso che non prevedeva un valore minimo per il vino italiano, e vedeva tutti gli importatori dichiarare il costo reale del prodotto.
«La decisione di Mosca dà il via a un nuovo protezionismo su uno dei mercati di sbocco per noi tra i più dinamici - ha dichiarato il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia -. Il settore vinicolo italiano è estremamente preoccupato per questa iniziativa che mette i vini nazionali in una posizione di forte svantaggio rispetto ai nostri competitor, Francia e Spagna, alle cui importazioni di vino verranno applicati criteri e valori decisamente più fedeli alla realtà. Questo intervento così pesante, che rappresenta di fatto una barriera per le importazioni di vino italiano in Russia, rischia di colpire un mercato che lo scorso anno è cresciuto del 60% e ha generato un valore annuo superiore ai 100 milioni di euro».
Fonte: Agi

